2012: la fiducia, i sogni, gli spread e gli Zombie

Pubblicato 31 Dicembre 2011 Aggiornato 5 Gennaio 2012 11:20

 

Il 2011 è stato un anno molto difficile. Un anno complicato, volatile, controverso. Un anno condizionato dal debito, dalla politica, dalla paura, dalla mancanza di fiducia. Già… la mancanza di fiducia. Lo ammetto, a volte mi viene un po’ la pelle d’oca quando penso che il mondo economico si regge esclusivamente sulla fiducia (non dimentichiamo che il mondo è tecnicamente fallito da tempo e che i derivati sono pari a circa 10 volte il Pil prodotto in tutto il mondo). E se questa fiducia viene a mancare…può veramente succedere di tutto. Basta guardare all’Italia. La mancanza di fiducia ha portato lo spread Bund BTp stabilmente sopra i 500 bp (ora, mentre sto scrivendo questo post,  a 516). Ma questa fiducia bisogna generarla, coltivarla, coccolarla, alimentarla.

Il mercato non si accontenta più delle parole. Per alimentare la fiducia ora ci vogliono i fatti. E questo lo abbiamo capito bene, tanto che lo stesso spread bund BTp è ormai diventato non un problema italiano, ma mondiale. Infatti per recuperare la fiducia, non basta Monti che con le sue manovre, il suo colto e pacato stile, ha ridato credibilità all’Italia. Ci vogliono decisioni dell’Eurozona. Ci vuole l’unione fiscale, magari i famosi Eurobond o comunque degli strumenti credibili che possano certificare quell’avallo che il mercato chiede per il debito dei PIIGS.

E questa fiducia ormai latita ovunque. Non per ultime tra le banche. Avrete sicuramente letto gli articoli sull’ LTRO pubblicati nei giorni scorsi.  Il denaro prestato alle banche non è entrato nel circolo dell’economia reale, ma è tornato in parcheggio in BCE. Il motivo è che le banche non si fidano più l’una dell’altra. E tantomeno si fidano dell’economia e delle imprese.
Questo in Europa come negli USA. Guardate il famoso TED Spread, in perenne crescita.

Grafico TED Spread

Quindi la tensione tra le banche aumenta, e proprio qualche giorno fa ricorderete le voci su Commerzbank. Voci mai confermate. Però la paura resta.

Parlando con alcuni colleghi della sala operativa, continua ad esserci un’atmosfera strana, un po’ come se si aspettasse la notizia, un default magari inatteso ed importante. Una banca con magari un bilancio non troppo trasparente che assomiglia un po’ ad uno Zombie, ad un “Dead Man Walking”. Insomma una banca già fallita da tempo, tenuta su con lo sputo e che ad un certo punto non potrà fare altro che alzare bandiera bianca. Ed è per questo che manca la fiducia tra le banche. Il default di un istituto e il relativo effetto domino potrebbe avere effetti pesantissimi.

Ma come si può tornare a crescere se non si alimentano le imprese in questo momento di difficoltà? Beh, come dice l’amico Andrea in un post di ieri,   i dati parlano chiaro. La Massa Monetaria circola sempre meno. E facendo la somma delle parti, il quadro che si genera è esattamente quello che da tempo stiamo difendendo. CONTRAZIONE, quindi bassa crescita, bassa inflazione, poche prospettive. Scenario che io ho battezzato anche come giapponesizzazione. Do you remember?

Ma passiamo al 2012

Sicuramente tutti voi avrete sentito parlare di una data: 21 dicembre 2012. Data della fine del mondo secondo il famoso calendario Maya. Tralasciando l’eventuale interpretazione di questa diceria, non posso negare che a volte mi viene da pensare che il 2012 rischia di essere realmente la fine del mondo finanziario. Pensateci un attimo: cosa accadrebbe se per esempio saltasse l’Euro? Alcune banche d’affari ( ve lo avevo già scritto) avevano fatto delle stime. Secondo loro la fine dell’Euro avrebbe avuto un effetto sui mercati finanziari pari ad almeno 10 default di Lehman Brothers. Quindi, per farla breve, sarebbe la fine dei mercati finanziari.

Ora, io sono convinto che questo mondo ormai di carta continuerà ancora, per lungo tempo. Quindi non credo alla fine del mondo sotto nessuna forma, sia fisica che finanziaria.
Detto questo non possiamo però negare che il 2012 sarà ancora un anno molto difficile. Ma cerchiamo per una volta di essere positivi. Guardiamo con fiducia al 2012.
Non possiamo certo dire che il peggio è alle spalle e che più giù di così non si potrà andare. Però speriamo di ritrovarci, l’anno prossimo, con qualcosa di meglio. Innanzitutto in chiave politica in ambito Eurozona, e poi in chiave economica, con una ripresa che per lo meno cerchi di fare capolino tra i segni meno.

Un abbraccio a tutti. Che il 2012 vi regali tante soddisfazioni e tanta felicità. E ricordiamoci sempre che la vita deve essere vissuta al meglio, privilegiando le cose che contano veramente.
E per il resto, solo i rimasugli di tempo.

Auguri a tutti!

2012, a svegliarci saranno i sogni

di MASSIMO GRAMELLINI

Il mio amico Joe Maya, esperto in profezie terrorizzanti, si è licenziato ieri da Wall Street per aprire un’agenzia di sopravvivenza, «Occupy Yourself». Occupa te stesso. A volte è più difficile che occupare una piazza. Mi ha mandato l’opuscolo pubblicitario.

«Caro compagno d’avventura, sono orgoglioso di anticiparti che il 2012 ti romperà le scatole. Non potrai più fare quello che hai sempre fatto. Se vorrai sopravvivere, sarai costretto a cambiare. Ho preparato una griglia di incroci che la vita ti getterà fra i piedi nei prossimi mesi. Gli incroci non li hai decisi tu, e questo si chiama destino. Ma quale strada prendere a ogni svolta dipende solo da te. E questa si chiama libertà. Protesta o subisci. Non credo sia più tempo di scrollare le spalle. Se ti tirano uno schiaffo, passati pure una parola di perdono sulla ferita. Ma non avere paura di urlare il tuo dolore.

Accetta o rifiuta. Il mondo è cambiato. Se non sei un cinese o un indiano, probabilmente in peggio. Per provare a cambiarlo daccapo, prima devi prenderlo com’è. Conosci la favola dei due topolini che un giorno non trovarono la fetta di formaggio al solito posto? Uno solo morì di fame: quello che restò ad aspettarla. Scappa o rimani. Puoi cercare altrove (ti suggerisco l’Australia per il clima e il Brasile per la compagnia) oppure cercarti dentro di te. A volte le scoperte più importanti si trovano a chilometro zero. Però ogni tanto alza le chiappe dal computer e azzarda una passeggiata fra gli umani. I sentimenti sono fatti di odori che neppure Jobs era riuscito a mettere in scatola. Delega o agisci. I politici non ti odiano e non ti vogliono bene: semplicemente se ne infischiano di te. Puoi provare a cambiarli, ma ricorda che non c’è limite al peggio, come disse un mio amico prima di conoscere Scilipoti. Oppure puoi provare a ricambiarli. Infischiandotene di loro. La nuova politica è il progetto che farai tu, associandoti con i tuoi simili per un obiettivo comune.

Diffida o credi. Puoi credere che tutto sia un complotto contro di te. Oppure credere in te. (Berlusconi riesce a fare entrambe le cose, ma è un caso unico). La prima strada è più sicura: troverai sempre qualcuno disposto a fornirti le prove della congiura. La seconda è piena di spifferi. Una via per eletti. Ti piacerebbe essere eletto, per una volta? Arretra o evolvi. Arretrare ha i suoi vantaggi, specie se ti trovi a un passo dal baratro. Evolvere ha il suo fascino: la perdita delle sicurezze può farti vincere un rischio, oltre il quale ci sei tu in un modo che adesso non puoi neanche immaginare. Scegli: avanti o indietro. Basta che ti muovi.

Rimpiangi o ricostruisci. Il torcicollo emotivo ha un effetto calmante sui pessimisti. Altri preferiscono guardare oltre le macerie. Il trucco è ripartire da un sogno piccolo. Aiuta a combattere la sensazione di non contare nulla e di non poter cambiare mai nulla, neanche se stessi». Sui deliri di Joe Maya non mi pronuncio. Ma l’ultima frase la sottoscrivo: non sono gli schiaffi a svegliarci, ma i sogni. E poiché il prossimo anno di schiaffi ne arriveranno parecchi, auguro a tutti un risveglio pieno di sogni. (Source)

 

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DT

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