10 anni: chi vince e chi perde
Quando il cliente medio si presenta dal suo promotore o dal suo consulente di fiducia ponendo la domanda: “Ma questo fondo azionario continua a perdere. Che facciamo? Teniamo? Vendiamo? Oppure incrementiamo?”
A parte l’assurdità della domanda, che, vi garantisco, è più comune di quanto possiate immaginare e delinea sia l’estremo stato di insicurezza dell’investitore e, probabilmente una mancanza di conoscenza del prodotto antecedentemente sottoscritto, la risposta più normale che il consulente/promotore fornisce è la seguente:
Consulente : “Non si preoccupi, la storia insegna. Questi prodotti sono ottimi per il lungo periodo e quindi stia tranquillo, l’azionario nel lungo periodo paga sempre”
Risparmiatore: “Si ma io dopo due mesi ci rimettevo già, ora sono passati 12 mesi e siamo sempre sotto..:”
Consulente: “Guardi, sul prospetto c’è scritto che questo prodotto finanziario è ottimo per chi ha un ottica di investimento medio lunga, diciamo 5-6 anni”.
Risparmiatore: “Ma se poi tra 5 anni sono ancora sotto?”
Consulente: “Ma non si preoccupi, la storia insegna, a 10 anni l’azionario paga sempre più di ogni altro”.
Giàggià… l’azionario paga sempre. L’unica cosa sicura è che paga chi l’ha venduto. Poi per il resto ci sarebbe da discuterne.
Prendiamo per esempio un’analisi di Haver Analytics, Bloomberg e Gluskin Sheff (David Rosenberg). Ovviamente qui si tratta di investimenti in dollari USA (e quindi ci sarebbe anche questa ulteriore componente che va a falcidiare la performance per noi poveri europei).
10 anni: vincenti e perdenti
SP 500 ancora negativi, mentre il banalissimo BOT USA (chiamiamolo così) che sarebbe il T-Bills ha dato una performance assoluta del 28%. Addirittura il settore più in bolla, l’immobiliare, ha comunque guadagnato, malgrado i drammatici storni (che quindi hanno riportato semplicemente i prezzi delel case USA sulla terra, senza però creare vere occasioni di investimento)il 48%.
Super ovviamente l’oro, che si è rivalutato del 343%.
Certo, questo grafico dovrebbe lanciare un automatico BUY sull’equity ed un SELL sull’oro. Ma banalizzare in questo modo porta a grossolani errori.
Meglio seguire i dati macroeconomici (per un investimento oculato di medio periodo) e le tendenze (ovvero i trend per il breve periodo).
Tutto il resto lasciamolo ai discorsi da bar.
Questo ovviamente secondo il mio punto di vista.
PIccola precisazione: con questo post io non sto accusando nessuno, tanto meno i promotori o i consulenti (ramo di cui faccio parte). Bisogna però denunciare che, in linea di massima, permane ancora oggi, dopo tutto quanto ci ha regalato la crisi con default e forti correzioni, una scarsa comunicazione delle caratteristiche del prodotto all’atto della vendita.
Spero che questo blog possa, tra le altre cose, migliorare il grado di cultura finanziaria dei lettori.
STAY TUNED!
DT
Tutti I diritti riservati ©
Grafici e dati elaborati da Intermarket&more sulla database Bloomberg
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)
Sostieni I&M! Clicca sul bottone ”DONAZIONE” qui sotto o a fianco nella colonna di destra!
Vuoi provare il Vero Trading professionale? PROVALO GRATIS!


