Chi salverà i PIGS?
Le tensioni sui cosiddetti bond periferici sono leggermente scemate nelle ultime ore, complice l’impegno da parte dell’Unione Europea a “fare qualcosa” per sostenere i paesi in difficoltà. Per carità, semplice rallentamento della tensione, ma nulla di risolto. I problemi coi bonds dei PIGS restano forti e reali, problemi da noi denunciati già molti mesi fa e che sono esplosi recentemente in tutta la loro consistenza. Il mercato praticamente inizia a scontare il ricorso al fondo di stabilizzazione. Secondo me sarà certo una tappa necessaria, ma non ora, magari ad inizio 2011, quando arriveranno le prime scadenze di bond da rinnovare. A conferma di quanto dico (ovvero che il fondo di stabilizzazione potrebbe none ssere utilizzato nell’immediato, se non per placare la speculazione), basta vedere le ultime news sull’argomento: l’Austria si è ritirata dal fondo di salvataggio che dovrebbe sostenere proprio l’Irlanda e qualcuno (Finlandia) inizia ad averne gli zebedei pieni e non è favorevole al sostegno incondizionato dell’Eire. E Dublino…al momento rifiuta gli aiuti, proprio per evitare di ritrovarsi con un braccialetto elettronico simil ergastolano in licenza premio, controllata a vista e non solo dall’Unione Europea. E al momento questa sua volontà (non intervento FMI e UE) non è proprio folle in quanto non c’è vera impellenza, nell’immediato. Per lo meno fino a quando non ci saranno delle scadenze da rinnovare.
Già… i rinnovi… Questo è un problema di cui non si è ancora parlato ma che è assolutamente focale.
Allo stato attuale, se uno dei paesi PIGS si ritrovasse con delle sadenze da rinnovare, due sarebbero le questioni:
– Chi sottoscriverebbe oggi i PIGS bonds?
– E a quali condizioni?
Ovvio che il primo problema potrebbe essere risolto grazie al sostegno “concertato” dei vari paesi membri (anche se non è poi così semplice) ma è certo che i PIGS bonds non verrebbero sottoscritti a tassi di favore, bensì a tassi generosamente di mercato. Basta guardare i tassi attuali e gli spread sul Bund, sia come rendimenti che come CDS.
Si tratterebbe di rinnovare a condizioni folli. Sempre se si riescono a trovare compratori.
Questi paesi quindi si trovano a lottare non solo contro i mulini a vento del deficit/PIL ma anche contro il rischio di ritrovarsi senza sottoscrittori.
Ma andiamo a vedere nel dettaglio queste scadenze e questi esborsi che pesano sui PIGS:
GRECIA

IRLANDA

PORTOGALLO

SPAGNA

Come potete vedere, diversi paesi si ritrovano nei prossimi anni con dei fardelli enormi che devono essere rinnovati. Cosa accadrà? Direi che proprio in concomitanza di quelle scadenze, cosa che potrebbe essere accompagnata da uno scenario economico non brillante, si potrebbe assistere alla rinegoziazione del debito, un default che porterebbe i paesi in difficoltà a decurtare una parte del valore nominale dei propri bonds. Percentuale prevista? Tra un 20% ed un 50%. Una pratica che il mondo conosce bene. I Brady Bonds, infatti, sono nati proprio così. L’Argentina, nel suo piccolo, ha fatto altrettanto. E mi sa tanto che anche stavolta la storia è destinata a ripetersi, anche perché non riesco a vedere come diavolo potranno farei i PIGS a far rientrare il rapporto Deficit/PIL al 3% come previsto dal trattato di Maastricht. Ma come ho scritto nei passati post sui PIGS, la situazione è quantomai…insostenibile.
Mi è capitato di leggere un interessante post scritto dal “collega” sia a livello professionale nonché blogger Bimbo Alieno, il quale sul suo blog si preoccupa non poco (giustamente!) proprio su questa problematica? Chi comprerà i PIGS Bonds? E a quali condizioni?
Ebbene la sola risposta possibile è che i Governi stanno scommettendo di far rientrare i deficit governativi entro livello di guardia entro il 2013.
Il che è possibile solamente attuando un taglio violentissimo della spesa pubblica, sanità, istruzione, previdenza e tasse.
Per non creare un danno agli attuali detentori di bond greci, irlandesi, portoghesi ecc. pagheremo noi cittadini un conto salatissimo, enorme e RAVVICINATO. Sembra ieri che è scoppiata la crisi finanziaria (estate 2007): il 2013 arriva in un battito di ciglia… Ma non posso accettare che per non arrecare danno a chi sta maturando ratei del 6, 7 o anche 9% su dei bond comprati consapevolmente sapendo che erano spazzatura, io mi debba vedere sottratti capacità di reddito e servizi.
E neanche voi dovreste.
Questo statement va fermato, annullato, referendato, emendato. Qualcosa va fatto. (source: Bimbo Alieno)
Già, qualcosa va fatto ma cosa?
Ulteriore intervento di chi…ha i soldi? Qui sopra avete visto le slides con le varie scadenze temporali. Da qui al 2013 gli stati PIGS si ritroveranno a dover rimborsare, tra debito governativo, interessi e quant’altro, la bellezza di 540 miliardi di Euro. (PS: buttate anche un occhio all’allegato in fondo al post)
Qualcuno è disposto oggi a finanziare questi stati con queste cifre a condizioni decorose? Si faccia avanti, e se ha gli occhi a mandorla, si farà di necessità virtù…
E se ritevete questo post valido ed interessante, votatelo e condividetelo. Credo renda bene l’idea di come stanno le cose. E penso sia giusto che la verità venga spiegata correttamente…
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DT
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Allegato: EUROZONE DEBT CRISIS
Portugal
-
- Government deficit: €15.7bn
- Deficit as a proportion of GDP: 9.3 per cent
- Government debt: €127.9bn
- Government debt as a percentage of GDP: 76.1 per cent
Ireland
-
- Government deficit: €22.9bn
- Deficit as a proportion of GDP: 14.4 per cent
- Government debt: €104.5bn
- Government debt as a percentage of GDP: 65.5 per cent
Greece
-
- Government deficit: €36.1bn
- Deficit as a proportion of GDP: 15.4 per cent
- Government debt: €288bn
- Government debt as a percentage of GDP: 126.8 per cent
Spain
-
- Government deficit: €117.3bn
- Deficit as a proportion of GDP: 11.1 per cent
- Government debt: €560.5bn
- Government debt as a percentage of GDP: 53.2 per cent
- EU limits under the now-defunct stability and growth pact
Cosa vuole Bruxelles (entro il 2012)
An annual budget deficit no higher than 3% of GDP (this includes the sum of all public budgets, including municipalities, regions, etc)
A national debt lower than 60% of GDP or approaching that value. (Source)
LINK da leggere (se non lo avete ancora fatto): è questo post di stamattina. CLICK HERE!



