Critica dello straddle puro e della ragion stereotipata

di gremlin
21 Dicembre 2010 17:15

Il 2 novembre scorso in previsione di un aumento di volatilità conseguente al meeting Fomc, avevo aperto uno straddle sul miniSP500 acquistando at the money (atm) opzioni put e call 1190 scadenza dicembre. Ricordo che lo straddle si apre quando si pensa che a seguito di un determinato evento importante (market mover item) il sottostante si muova immediatamente con forte aumento di volatilità e/o con notevole ampiezza di prezzo.

Lo straddle come da manuale copia-incolla
Lo straddle lo detesto ma l’ho presentato per dimostrare che si tratta di una bieca scommessa malgrado i manuali lo considerino una nobile strategia neutra (delta zero); per me resta un doppio posizionamento direzionale e basta, che contraddice in pieno una delle regole fondanti del trading: seguire il trend.
Una strategia è neutra quando sottintende un movimento laterale dei prezzi e lo straddle ne è l’esatto opposto; il fatto che sia un delta zero non è motivo logico per considerarlo strategia neutra. Se mi posiziono prima che parta il trend, ovvero senza attendere alcun segnale operativo, sto scommettendo pari pari come se tirassi la monetina. Se poi apro in contemporanea una posizione ribassista e rialzista, allora la mia incongruenza traderistica raggiunge il sublime.
Ma come se non bastasse lo straddle presenta un ulteriore aspetto illogico peculiare di un sottostante azionario caratterizzato da volatilità asimmetrica: la volatilità cresce nettamente di più quando c’è ribasso per cui in caso di forte e immediato ribasso riesco a spuntare un minimo guadagno anche dopo pochi minuti dal rilascio della notizia market mover, se invece la stessa forza e ampiezza di movimento fosse al rialzo dopo pochi minuti sarei già in perdita seppur minima.
Allora mi chiedo perchè i manuali continuano a ripetere da decenni lo stesso ritornello senza che qualsivoglia autore si ponga lo scrupolo di considerare lo straddle come strategia farraginosa, pericolosa, costosa e irrazionale, e quindi esattamente l’opposto di una strategia. Come dico sempre, le cosiddette “strategie” non sono altro che posizioni iniziali dotate di una certa logica interna, sono cioè dei semplici tatticismi che secondo necessità andranno poi aggiustati con altri tatticismi al fine di non farsi fottere dal solito mercato bastardo. La strategia è ben altra cosa e un accenno telegrafico a cosa io intendo per strategia è presente nel mio piano di trading.
Avrei qualcosa da dire anche su butterfly, calendar spread e altri stereotipi operativi, però rimando ad altra occasione.

Come è andata a finire col Fomc di novembre
Direi benino anche se non mi sento grande artefice del guadagno ottenuto (+14,8% in sei settimane). Il 3 novembre si attendevano le notizie sul QE2, nelle 24 ore successive alla pubblicazione del bollettino il dollaro veniva venduto impetuosamente per far entrare short una valangata di mani deboli per poi iniziare un pesantissimo ritracciamento (trappola ribassista classica). Di fronte a questo comportamento l’azionario ha tentennato a lungo con dei su e giù da crisi isterica e poi lentamente ha macinato con grande circospezione massimo su massimo senza peraltro superare di molto il ritracciamento di fibo del 61,8%.
Lo straddle se non entra in guadagno subito o se il sottostante tentenna, andrebbe venduto prima possibile; essendo una scommessa bisogna saper accettare da subito che il mercato non s’è mosso come da nostre speranze e quindi occorre minimizzare la perdita e liberare il capitale per una nuova operazione coerente con lo scenario di mercato.
Io l’ho lasciato lì lo straddle con l’obiettivo di andare in pari con la presunzione che potesse avere valore didattico. Una volta scemata l’opportunità dell’aumento di volatilità rimaneva solo la speranza, e ripeto “speranza”, di un movimento ampio.
Il primo aggiustamento della posizione consisteva nella vendita short di pari quantità di contratti per ridurre sensibilmente il costo iniziale e questo primo aggiustamento avrebbe mantenuto la posizione priva di rischio (che ho fatto il 10 novembre con oltre 4 settimane alla scadenza). In caso di ulteriore lateralità avrei dovuto vendere altri contratti ma questa volta non protetti per incassare quello che mi mancava per pareggiare, praticamente un’operazione semi-fallimentare.
Al momento del primo aggiustamento avvenuto su un segnale d’allerta di tipo temporale ho dovuto prendere una decisione non facile: vendere gli strike adiacenti per massimizzare l’incasso (1185 per le put e 1195 per le call) o vendere otm creando due vertical spread in grado di produrre guadagno qualora iniziasse un movimento direzionale? Ho scelto la via di mezzo.
Diciamo pure che la scelta di rinunciare ad uno spread ampio sulle put (ho venduto le 1185) e di rischiare solo sul lato call (bull spread 1190/1230 entrato poi completamente in the money e quindi in guadagno) è stata una mossa azzeccata conseguente alla mia eterna valutazione delle probabilità da assegnare a scenari differenti, ma sotto sotto è stato culo.



Morale
La prossima volta in situazione analoga che si farà allora? il calendar spread anche se doppio resta una scommessa e lo dimenticherei. Suggerirei allora di usare la propria testa come valida alternativa agli stereotipi e ai software dedicati. Ad esempio non anticipare il mercato, attendere che passi almeno una giornata per lasciare che gli squali si riempiano ben bene la pancia di stop loss e poi rivalutare serenamente la situazione con aperture direzionali, pseudo-direzionali o laterali.
Immanuel Kant, idealista eccelso, è perfetto anche per insegnare il trading concettuale, ad esempio come non riconoscere che i suoi concetti di estetica, logica e metodo non possano trovare applicazione pratica da noi parco buoi? e che dire di questa filosofata un po’ arrangiata (da me): “Critica è interrogarsi in modo sistematico circa il razionale dell’agire al fine di valutarne la possibilità (analisi di scenari alternativi), la validità (metodologia dell’analisi e dell’operatività) e i limiti (piano di controllo del rischio).” E poi abbiamo pure il Kant contrarian, lui ha detto: “Agisci in modo da trattare l’umanità, nella tua come nell’altrui persona, sempre come fine e mai come semplice mezzo” che con il dovuto garbo e rispetto io traspongo in siffatta maniera: “”Tu trader, agisci in modo da trattare il mercato sempre come mezzo e mai come semplice fine

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