Positivi i dati sugli initial claims.

17 Febbraio 2011 15:10

Pare confermare l’andamento positivo del mercato del lavoro l’ultimo dato pubblicato dal DOL ( Department of Labor ) in merito alle richieste di sussidio di disoccupazione registrate nella settimana conclusasi il 12 febbraio 2011.

Initial Claims (SA) A 410,000 Da 385,000 =+25,000
Initial Claims (NSA) A 421,713 Da 440,984 =- 19,271

Nonostante il consistente ed ignorabile incremento registrato nel numero di sussidi destagionalizzati, i quali passano dai 385 mila ( revisione + 2000 as usual ) a 410 mila, e nonostante esso sia in ogni caso trascurabilmente superiore alle stime, il trend del dato non destagionalizzato pare aver abbandonato definitivamente l’andamento della serie dei due bui anni precedenti.

Il mercato del lavoro è sempre più indirizzato sulla strada del recupero, anche se, non mi stufo di ripeterlo, la situazione appare ben debole se considerata in relazione agli anni passati e agli stimoli messi in campo per attenuare le sferzate della crisi.

Al 20 gennaio, il numero di persone che percepivano un qualche tipo di sussidio era calato di 108 mila unità a 9 milioni 250 mila circa. Valutato in congiunzione con la continua evaporazione della forza lavoro, fatto che se omesso indica estrema positività, un simile dato implica che vedremo ancora salire il numero di persone che campano grazie ai food stamp, sempre che non riescano a far sparire anche loro.

Molto interessanti e quasi tragiche alcune annotazioni che gli stati riportano direttamente sul documento del BLS. Considerando la settimana conclusa il 5 febbraio, tra le ragioni addotte per giustificare il forte decremento nel ricorso alla cassa integrazione ci sono le avverse condizioni climatiche: a causa della neve, non ci sarebbero stati licenziamenti, visto che probabilmente nessuno andava in ufficio nemmeno per licenziare… il bello che un simile commento non giunge dall’Alaska, ma dal Texas… ! Insomma, la neve aggiusta un po’ tutto! Fantastico.
In ogni caso, un po’ tutti i settori hanno beneficiato di minor licenziamenti, il che fa ovviamente ben sperare.

Prima di concludere vi lascio pure la lettura dell’ultimo CPI. Il Consumer Price Index sarebbe cresciuto dello 0.3% contro un’aspettativa che lo vedeva invece aumentare dello 0.4%. Contenuto anche l’incremento del cibo, che sale dello 0.5% in media, e con un massimo dello 0.7% per il cibo consumato a casa. L’indice dell’energia sale del 2.1%. Tutto questo è bellissimo ed emozionante. Indipendentemente da quanto spingono a rialzo i prezzi delle materie prime e del cibo in particolare ( +40% come minimo ) rispetto ad un anno fa, praticamente non c’è stata alcuna ripercussione degna di nota sui prezzi al consumo. Cosa ci metteranno sti ammericani nell’impasto per fare il pane? Forse… carta?

Mattacchiuz

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