Dax: stop a nuovi top di breve
Dax l’inossidabile ha ritracciato in area 78,6% (fibo 2007/2009); dal top 7442 del 21 febbraio in 5 sedute ha perso il 4,6% a cui è seguito un deciso pullback negato ieri altrettanto decisamente. Stamane ha aperto in gapdown e ora se ne sta incollato proprio sul 78,6% in attesa di direzionalità, più probabile sud verso il tepore nordafricano.
Per ora è una piccola correzione che appena scalfisce il poderoso rialzo iniziato a fine agosto. Puntate fin verso il classicissimo 61,8% fanno parte di una correzione che non compromette il bull market partito due anni fa esatti.
Notare le coincidenze: area 6400 ha fatto da tappo (cap, resistenza) fra l’aprile e l’agosto 2010 ed è pure il 61,8% di lungo, quindi supporto formidabile.
Oggi ne parlo perchè ritengo che lo scenario più probabile per dax e Sp500 sia uno stop verso nuovi top per almeno tutto marzo. Fin dove potrebbe estendersi la correzione nessuno lo sa però sappiamo che esistono forze contrastanti che agiscono sui principali listini: la stanza dei bottoni (entità paranormale che surroga la ricchezza reale dei cittadini con il rialzo delle borse) e il mondo fisico (disoccupazione, bilanci bancari farlocchi e tensioni socio-politiche nell’islam dispotico e monarchico).
Tutto ciò mi farebbe propendere in primis per un laterale di medio periodo 7300/6700.
Operativamente
Come sempre, definito un quadro generale di riferimento che ha buone probabilità di essere sbagliato per il solo fatto che nessuno conosce il futuro, si decide di fare comunque qualcosa. Meglio con le opzioni.
Short term: scad. 18 marzo
Scoprirsi con call 7500 solo su rimbalzo settimanale e fallimento test 7300; in mancanza di di rimbalzo e violazione di 7100 vendere call 7350; la vendita di call potrebbe anche accompagnarsi con acquisto di put trasformando un’operatività pseudodirezionale in direzionale.
Medium term: scad. 20 maggio
Vendere anche subito call 7600; quando e se ci saranno segnali di fine correzione, si venderanno put.
long term: scad. 16 dicembre
Vendere anche subito poche put dicembre 5800; in base all’evoluzione del mercato si potranno successivamente accumulare altre put scoperte.
Ricordo che l’azionario è un sottostante poco indicato per fare investimento in opzioni e che tutte le posizioni aperte devono essere accompagnate da un piano operativo di controllo del rischio (strike e marginazione).
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Ricordo anche l’incontro del 4 e 11 marzo sul controllo del rischio: rolling, protective long, collar diagonale e altro.
