BCE: scatta aumento tassi e la FED seguirà a ruota

7 Aprile 2011 13:00

Now it’s the time.

Dopo un lungo periodo di stasi, la politica monetaria dell’area Euro prende vita. Oggi, giorno 7 aprile 2011 la BCE provvederà ad alzare i tassi di interesse di 25 bp, ovvero 0.25%.
La cosa è ampiamente scontata dal mercato, e assolutamente prevista e digerita sia dai bonds che dall’equity. Ben diversi sono invece i pareri su cosa ci dirà subito dopo il buon Trichet, il quale per una volta farà “scuola” nel senso che (cosa rara) la BCE non emula la FED ma prende l’iniziativa. Ma lo fa non perchè vuol farsi vedere bella, ma per pura necessità.
Il grafico del differenziale tra il tasso di inflazione Euro e il tasso REPO della BCE è evidente, e per certi versi insostenibile. Certo, si può contestare in modo evidente il fatto che in Europa la crescita economica latiti, come si può giustificare il rialzo dell’inflazione all’impennata del valore delle commodity, ma questo spread, per lo statuto BCE, non è giustificabile.

Grafico spread tasso BCE e Tasso inflazione Area Euro

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La chiave sarà quindi ciò che dirà ai mercati Trichet dopo aver alzato i tassi. A quel punto occorrerà fare diversi ragionamenti. Infatti ulteriori rialzi di tassi potrebbero veramente essere molto pericolosi per l’Europa. La ripresa andrebbe definitivamente a farsi benedire, molti debitori (vedasi anche gli emittenti sovrani e quindi, in primis, i PIGS) si troverebbero in difficoltà ancora più accentuate, e i privati cittadini (imprese comprese) si vedrebbero delle rate di mutui e finanziamenti in progressiva crescita, raggiungendo livelli “insostenibili”.
Morale: voglio proprio vedere come faranno a sostenere Grecia, Portogallo ed Irlanda (tanto per cominciare) con questo scenario.

A beneficiare del rialzo dei tassi? La Germania

Ma allora, qualcuno ne beneficia di questo rialzo oppure tutti ci rimettono? La manovre restrittiva di politica monetaria viene fatta soprattutto per frenare l’inflazione quando cresce molto a causa di un surriscaldamento economico. Solo un paese in Europa ha questo scenario: la Germania. E quindi è l’unico paese che (dal suo punto di vista) giustifica ampiamente il rialzo dei tassi, proprio perché i tedeschi godono di un tasso di crescita che gli altri si possono solo immaginare. Una mossa BCE “made in Germany” che non farà che fare una cosa: aumentare le diversità economiche tra le varie aree geografiche. Chi è più ricco e sano, sarà più tutelato e continuerà per la retta via della crescita economica di qualità. E gli altri? Non avranno le briciole. Pagheranno anche per i più forti e diventeranno sempre più piccoli e schiavi dei potenti.
Questo è il mio parere, e quindi assolutamente contestabilissimo.
Ma temo che sia difficile darmi completamente torto, miei cari lettori. La matematica, si sa, non è un’opinione…

E la FED?

E in ambito FED qualcosa si muoverà. Interessante quanto ha detto un paio di giorni fa il buon Bernanke: dopo aver difeso la “parabola economica americana” ha anche aggiunto:

“ (…) Dovremo monitorare da vicino l’inflazione e le aspettative inflattive per i prossimi mesi. E se ci sarà la necessità, non esiteremo ad intervenire a difesa della stabilità dei prezzi”

Un discorso molto chiaro, che tende a “seguire” le tendenze che aprirà oggi Trichet.

Grafico Spread FED e tasso inflazione USA

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Come vedete lo spread tra i due tassi (FED e CPI) è elevato come in area BCE, e qualcuno al FOMC inizia a storcere il naso (soprattutto visto l’outlook sul tasso inflazione USA). Anche perché, non dimentichiamo mai quanto ho scritto nel post di ieri sulla Liquidità.
Tutto può realmente succedere. E l’effetto sul cross EUR USD sarà inevitabile.

STAY TUNED!

DT

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