La patrimoniale è servita

6 Luglio 2011 11:00

Chi comprerà i Titoli di Stato Italiani? (BOT-BTP-CCT)

Non ho mai parlato così tanto di manovra finanziaria in tutta la mia vita come in questi ultimi giorni. La verità è che dentro di me sento un disgusto mai provato prima, e al consapevolezza che siamo alla frutta. Infatti credo indifendibile quanto sta accadendo. Dire che ci si arrampica sugli specchi è veramente un eufemismo.

Mr. Tremonti sa benissimo che la coperta è corta, e se si tratta di Italia è cortissima. E sa anche che nei prossimi anni l’Italia dovrà fare dei sacrifici enormi per poter restare all’interno dei parametri di Maastricht, pena multe salatissime, visto il risibile aumento deil PIL previsto.

Aveva preparato una finanziaria che era certo impopolare, ma all’origine “difendibile”. Ma poi tutto è stato manipolato, per accontentate prima quello e poi questo e poi l’altro. Quindi tutto è stato snaturato. Lasciando perdere la questione Lodo Mondadori, avrete di certo letto anche su questo blog, nella categoria manovra finanziaria, delle modifiche dell’imposta di bollo.

Imposta di bollo: il massacro

La legge, in massima sintesi, porterà i bolli sul dossier titoli (o custodie titoli) dagli attuali 34.20 euro fino alla fantomatica cifra di 380 euro a dossier, una follia. Ancor di più se tenuto conto che a pagare sarà la maggior parte dei cittadini.
Difatti, facendo due conti, è proprio la fascia 50.000 – 100.000 euro la contro valorizzazione media di un dossier titoli. E quindi i 380 euro dovranno essere pagati dalla maggioranza dei risparmiatori. Inoltre, pagheranno tale cifra sia il cliente che avrà 51.000 euro come quello che ne avrà 500 milioni di Euro di controvalore titoli.

ROMA, 5 luglio (Reuters) – L’aumento dell’imposta di bollo sui conti titoli assicurerà allo Stato circa 8 miliardi di euro tra 2011 e 2014. Lo si desume dalla bozza della relazione tecnica alla manovra da 47 miliardi, ancora sotto esame del Quirinale.  “L’incremento dell’imposta di bollo a 120 euro per gli anni  2011 e 2012 e a 150 euro per i depositi sotto i 50.000 euro (380 euro per i depositi con valore superiore a 50.000 euro) a decorrere dall’anno 2013, determina un incremento di gettito su base annua di circa 892 milioni di euro annui per i primi due anni e di circa 2.400 milioni di euro per gli anni a partire dal 2013”, spiega la relazione. L’analisi tiene però conto del fatto che a novembre di ogni anno si avrà il versamento dell’acconto pari al 95% di quanto liquidato nell’anno, ipotizzando che la norma venga applicata dal primo luglio.

Di conseguenza, la nuova imposta di bollo dovrebbe produrre 21 milioni nel 2011, 1,3157 miliardi nel 2012, 3,5813 miliardi nel 2013 e 2,4 miliardi a partire dal 2014.

 

Dai conti fatti dal Ministero delle Finanze, ad essere colpiti saranno circa 10.300.000 dossier titoli. Fatevi due conti… avevate paura della patrimoniale? Eccovela servita!
Patrimoniale con incaprettatura multipla
, visto che quest’anno le imposte saliranno e l’anno prossimo saliranno alle stelle. PRATICAMENTE DA SOLA QUESTO FURTO VALE UN QUARTO DELLA MANOVRA!

E il BOT people?

Se il risparmio era la grande forza dell’italiano medio, allora mi domando che fine faranno i cosiddetto BOT people.
A chi converrà ancora pagare il bollo sul dossier titoli? E chi comprerà ancora i BOT-CCT-BTP, visto che oltre il 50% del debito pubblico italiano è in mano proprio agli italiani? Che fine faranno tutti quei dossier da 50.000 euro oggi investiti in titoli governativi italici?

La risposta secondo me sta in questi termini. Prenderanno sempre più piede tutti quei conti correnti definiti “conti deposito” (che verranno tassati al 20%) dove la liquidità è remunerata in modo più generoso. E con essi acquisiranno ancora più peso i Pronti c/termine e i fondi comuni di investimento. Un modo splendido quest’ultimo per far uscire dall’amministrato (che alla banche non rende un piffero) per andare sul gestito, dove ci sono generose commissioni di gestione (spesso passiva) che ingrassano il sistema bancario.

I soldi vanno alle banche… Viva i conti deposito…

E a ridere saranno quindi soprattutto le banche, che così facendo avranno tutta la liquidità necessaria per poter affrontare le battaglie dei requisiti patrimoniali. Infatti tali conti deposito ed i pronti contro termine finiscono nella “raccolta diretta”, linfa vitale del sistema bancario. E dove non ci sarà l’incremento di diretta, evviva i fondi comuni che non necessitano obbligatoriamente di dossier titoli.
Mica stupidi eh?

Ma alla mia domanda non abbiamo ancora ricevuto risposta: chi comprerà i titoli di stati italiani? Basterà avere in “BID” le banche e le società di gestione di fondi comuni come compratori?
A questa domanda non so rispondere. Resta però il fatto che il risparmiatore italiano sarà obbligato a cambiare le sue abitudini di risparmio. E anche il famoso BOT People avrà finito la sua gloriosa era che lo aveva contraddistinto in tutto il mondo.

STAY TUNED!

DT

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