Sussidi, PPI, vendite al dettaglio
Buoni, forse, i dati di oggi pubblicati del DOL in merito ai sussidi di disoccupazione chiesti nella settimana conclusasi il 9 luglio 2011. Se poi volete anche crederci, è affare vostro. Infatti, tanto per non smentire la fortunata casualità che vede la prima lettura del dato sottostimata praticamente sempre, anche questa settimana si deve registrare l’ennesima revisione a rialzo del numero della settimana precedente, quando erano state comunicate 418 mila nuovi sussidi in più. La rilettura sposta in alto il dato scorso di 9 mila unità. È sempre meno probabile che l’attuale situazione economica sia in grado di produrre significativi miglioramenti nel mondo del lavoro, ma tanto sono solo numeri, e basta scrivere quel che si vuole e va bene lo stesso… . In ogni caso, questi i dati riassuntivi delle ultime due settimane.
| Initial Claims (SA) | A 405,000 | Da 427,000 | =-22,000 |
| Initial Claims (NSA) | A 470,671 | Da 425,640 | =+45,031 |
Il grafico dei numeri non destagionalizzati risulta a questo punto essere il seguente:
L’incremento stagionale a cui si assiste normalmente in questo periodo dell’anno sembra effettivamente essere contenuto ma solo fino alla settimana prossima, quando la revisione aggiungerà altri 6 – 10 mila richieste in più.
Significative le annotazioni che provengono dai singoli stati e che interessano i dati della settimana del 2 luglio.
Sembra infatti migliorare sensibilmente la situazione in Florida, probabilmente anche grazie alla stagione delle vacanze, che indica un rallentamento nei licenziamenti più o meno in tutti i settori, dalle costruzioni al commercio. A questa positività fa da contraltare quanto perviene da New York, dove i licenziamenti hanno riguardato i settori dell’educazione, dei trasporti e della manifattura. Fa un po’ specie invece leggere del Minnesota, che senza mezzi termini individua le ragioni dell’aumento dei licenziamenti nella dismissione delle attività fornite da un governo ormai CHIUSO per fallimento.
Come era facile prevedere considerando il sell off sulle materie prime orchestrato da qualcuno nei mesi scorsi, diminuisce l’indice dei prezzi alla produzione. Complessivamente ritraccia dello 0.4% spinto in particolar modo dalla componente energetica che perde il 2.8% rispetto al mese precedente. Sale il cibo dello 0.6%, ma seguendo i consigli di quel banchiere di cui ora non ricordo il nome, la gente si sta organizzando acquistando dispositivi bionici in grado di assimilare i principi nutritivi integrati nei circuiti degli Ipad. Escludendo comunque cibo ( quello vero ) ed energia l’indice cresce dello 0.3%. Rispetto a 12 mesi fa, l’incremento complessivo è del 7%.
Infine, il Census comunica che le vendite retail nel mese di giugno sono incrementate, tanto per cambiare, dello 0,1%. Dato destagionalizzato e che non tiene conto della variazione dei prezzi… . Rispetto ad un anno fa, l’incremento è del 7.7%. Solo la spesa per i carburanti è incrementata, in un anno, del 23.6%. Buono anche l’incremento delle vendite on line, che registrano rispetto al giugno 2010 in +12.3%.
E ora torniamo pure alla cialtronate dei banchieri centrali e alle loro dichiarazioni.
Mattacchiuz

