BTp, Banche, borse: qual è il vero pericolo del mercato
Aumenta lo spread Bund BTp, crollano i listini, le banche sono fortemente a sconto. Ma qual è il vero rischio che deve essere assolutamente debellato?
E ora che si fa? In questo momento lo spread Bund BTp a 10 anni è pari a 375 bp. Quindi il BTp italico rende a 10 anni il 3.75% in più rispetto al pari durata emesso dalla Germania. In parole povere, se voi vi comprate un BTp decennale, oggi, il rendimento dello stesso è pari al 6.10%. Tassi che non si vedevano da anni. La cosa grave è che questo aumento dei rendimenti è dovuto non all’inflazione ma al rischio paese. Ecco quindi l’importanza dello spread Bund BTp.
Le email dei lettori parlano chiaro, le parole dei risparmiatori e dei miei contatti altrettanto. La paura del default Italia aleggia. E tutti si fanno la domanda: e ora che si fa?
Si vende accettando copiose perdite sul nominale (mi riferisco soprattutto alle obbligazioni emesse dallo Stato, quindi i Titoli di Stato, anche i bond bancari stanno subendo sonore correzioni) oppure si tiene duro, sperando che il terremoto passi?

Se io fossi qui per darvi la risposta certa, garantita e certificata, sarei forse un santone fattucchiere. Non posso vendere certezze, posso solo dirvi le cose come stanno.
Come già detto, Deutsche Bank (si parla di un 90%) ha ridotto tragicamente l’esposizione sull’Italia. E ci può stare dopo il deal su PostBank. E nello stesso tempo, mi risulta che anche Commerzbank abbia venduto BTp, seguita da Dexia. Ma, udite udite, qualcuno vende e qualcuno compra. Infatti UBS ha triplicato l’esposizione sul debito italiano, un +230% di esposizione. Perché secondo loro l’Italia è da comprare.
Una piccola nota sulle banche italiane. Stanno collassando. Come mai? Fondamentalmente proprio per l’esposizione tanto elevata quanto ovvia sul debito pubblico italiano. Quindi ribassi legati allo scenario di paura sull’insolvenza della Repubblica Italiana. ma questo collasso ha raggiunto livelli inaspettati, tanto che addirittura molti management iniziano a guardare con preoccupazione al rischio di scalate. Non dimentichiamo infatti che non è normale trovarsi con banche che hanno un rapporto Price/book value pari a 0.5! Cioè il valore di borsa è circa la metà del valore di libro. Un assurdo per un settore che oggi in Europa è valutato (con tutti i rischi oggi scontati) al valore di libro, ovvero 1:1.
Quindi banche da comprare? BTP da comprare? FTSE MIB da comprare? Cari signori, non posso lanciarvi lo STRONG BUY, fate voi, anche perché non ‘è nessuna legge che vieta addirittura di ritorvarci tra qualche giorno con quotazioni più scontate.
Voglio però ricordarvi una cosa: ciò che preoccupa è l’effetto domino che genera la paura. Immaginatevi per esempio cosa potrebbe capitare se iniziassero ad arrivare copiose le vendite sui titoli di Stato. Si aprirebbe una voragine di vendite che, progressivamente, porterebbero il debito italiano e quindi il sistema Italia, in crisi. E a quel punto… la gente prende timore e succede quello che sta avvenendo a Cipro. I capitali vengono prelevati dalle banche e portati altrove, anche solo acquistando Bund.
Domanda: Le banche hanno i capitali necessari a disposizione per soddisfare anche solo in piccola percentuale le richieste di liquidità di un sistema in panico totale? La risposta è no, o per lo meno non tutte.
Ecco, questo è secondo me il vero pericolo del mercato, che oggi non deve essere sottovalutato. E tutti dobbiamo fare la nostra parte per evitare il collasso. Un collasso generato dall’effetto domino creato con la spirale della paura.
Piccola nota: con la frase “E tutti dobbiamo fare la nostra parte per evitare il collasso.” non sto facendo una ccorato appello ai risparmiatori, per evitare che vendano i BTP, ma è una ccorato appello a CHI GOVERNA; che faccia la sua parte, a chi è alla guida della BCE, che faccia la sua parte. Noi piccoli risparmiatori NULLA possiamo contro il mercato. Sia ben ben chiaro.
In merito invece all’operatività spiccia sui Titoli di Stato, credo che farsi prendere dalla preoccupazione sia normale, ma credo sia altrettanto corretto cercare di ragionare e di mantenere la calma. Prima di operare occorre valutare con attenzione la propria strategia e poi, con ponderazione, prendere le dovute decisioni, con la consapevolezza che qualunque strada venga presa, resterà comunque una scommessa.
Il mercato è tremendamente difficile, e la gestione del rischio nascondo problematiche mai viste prima. E come in tutte le cose, l’unica cosa che può aiutare, è un po’ di sincero e naturale buon senso.
Auguri a tutti.
STAY TUNED!
DT
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