CDS: banche italiane dopo il downgrading

22 Settembre 2011 14:30

Dopo il downgrade, aggiornamento sui Credit Default Swap sulle banche italiane

Puntuale come un orologio svizzero, ma anche logico, è arrivato il downgrading di S&P su tutto il sistema Italia. Prima il downgrading al debito sovrano, poi il downgrading agli enti pubblici. E ieri è toccato a FIAT e a sette banche italiane, e con gli outlook negativi si sale a quindici tenendo conto anche delle controllate. Comunque sia è calata lascure su diverse banche del Bel Paese.

Il taglio da parte di S&P ha colpito il rating del lungo termine di Mediobanca, di Findomestic, di Intesa Sanpaolo e delle sue controllate Banca Imi, Cassa Risparmio Bologna e Biis che passano da ‘A+’ ad ‘A’. Restano immutati ad ‘A-1’ i rating sul breve termine. Ridotto anche il rating della Bnl a ‘A+/A-1’. Per Unicredit l’outlook è passato a negativo a causa della revisione del rating sull’Italia ma il rating è restato immutato.
Standard & Poor’s ha invece confermato il rating ‘A’, ma ha abbassato le prospettive da «stabili» a «negative» su Banca Fideuram, Agos-Ducato, Istituto per il Credito Sportivo, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Unicredit e le controllate Unicredit Bank, Unicredit Bank Austria e Unicredit Leasing. (Source)

E’ un primo passo che, ahimè, non sarà nemmeno l’ultimo. Infatti se non si torna a crescere, sarà dura riuscire ad evitare un altro downgrading, non solo per il paese Italia ma anche per le banche.
Oggi mercato ovviamente sotto tensione con tutti i fari puntati sulle banche, che correggono anche pesantemente sui mercati finanziari. Poi, come detto ieri sera, i dati usciti dal FMI sulle necessità di liquidità del sistema bancario, fanno di contorno ad uno scenario decisamente preoccupante. Ma stiamo sereni, gli altri non stanno di certo meglio di noi. Vedasi le banche francesi in crisi di liquidità (SG in primis), vedasi le banche USA anche loro sotto la mannaia di S&P. male comune mezzo gaudio? Beh, purtroppo non è proprio così. Anche perchè, come ben sapete, il peggio molto probabilmente non lo abbiamo ancora visto.

 

E i crediti in sofferenza? quasi raddoppiati

Ma se credete che ci sia solo fumo sul downgrade generalizzato, sappiate che ci sono anche dati concreti che preoccupano. Un esempio. le sofferenze per il sistema bancario italiano sono cresciute a dismisura, a braccetto con la crisi, quasi raddoppiando, passando da 50.5 miliardi a 99 miliardi di Euro. Vi sembra poco? Ma attenzione. Questo dato è riferito al periodo Luglio 2009-Luglio 2010. Quindi il dato dovrebbe essere rivisto al rialzo (ormai siamo oltre i 100 miliardi). Bello il commento dell’ABI: “vero, le sofferenze aumentano, ma in compenso la raccolta diretta delle banche sta migliorando”. E ci credo! Provate ad andare in una qualsiasi banca chiedendo proposte per investire denaro. Scommettiamo che sul piatto delle offerte vi mettono innanzitutto Obbligazioni emesse dalla banca stessa, poi magari Certificati di Deposito, e poi magari Pronti contro termine? Ovvero tutto quanto fa diretta? CONSOB, se ci sei batti un colpo….

Aggiornamento Credit Default Swap sulle Banche Italiane

Il downgrading di ieri ha inciso ovviamente anche sulle banche italiane e sui suoi CDS. Ecco un grafico che riassume l’andamento degli stessi. Una tendenza che è indiscutibilmente rialzista per tutto il settore…

Ovviamente se l’Italia si ritrovasse con ulteriori downgrading, difficilmente le banche ne uscirebbero indenni. Ma ora aspettiamoci Moody’s…

CDS Banche Francesi… piccolo excursus

Stay Tuned!

DT

Sostieni I&M!

Ti è piaciuto questo post? Clicca su Mi Piace” qui in basso a sinistra!

Tutti i diritti riservati © | Grafici e dati elaborati da Intermarket&more su database Bloomberg | NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!) | Vuoi provare il Vero Trading professionale? PROVALO GRATIS! |
Seguici anche su Twitter! CLICCA QUI! |