Il mito del deleveraging e il collasso da debito
Sono ormai anni che martello i lettori sulla tematica del debito aggregato, ed è da tempo immemore che vi spiego perché il debito sta affogando la crescita economica e che ci porterà progressivamente ad affogare.
Ma veramente non c’è limite al peggio.
In un particolare momento storico, dove il deleveraging sembra in forte crescita, scopriamo che, in realtà, tale percorso è visibile solo in alcuni settori e paesi. Mentre in altri la situazione si sta dirigendo verso il collasso. Alla faccia di tutti i buoni propositi e progetti condivisi!
Una recente analisi di Morgan Stanley ci illustra tanto per cominciare lo stato di salute del debito dei paesi più “blasonati”.
Guardate cosa ne deriva.
Debito aggregato TOTALE
Viene illustrato in questo grafico, ottenuto dai dati McKinsley su elaborazione Morgan Stanley, che il paese peggio messo a livello di debito è l’Irlanda, dove il debito totale supera la spaventosa percentuale del 650%.
Subito dopo il solito Giappone, appaiato alla Gran Bretagna: e poi Spagna, Portogallo, e poi Francia, Corea del Sud ed infine (finalmente!) l’Italia.
Ovviamente questi dati tengono conto di TUTTI i debiti, compresi quelli privati, finanziari, pubblici ecc.
Se volete farvi una risata però, guardatevi dove si trova la Grecia. Scommetto che tutti pensavate che Atene fosse molto più in alto in questa speciale classifica.
Ma non è tutto. Se dobbiamo essere preoccupati da questo grafico, che illustra un sistema totalmente affogato nel debito, cosa possiamo dire dopo questa seconda analisi del FMI?
Previsioni crescita debito pubblico G-7
Secondo il FMI, il debito pubblico del G-7, che oggi è pari a circa a il 77% del PIL prodotto, è destinato a lievitare ancora in modo pazzesco. Guardate la proiezione: 200% nel 2031, 441% nel 2050.
Ora però permettetemi alcune semplici considerazioni.
Ho sempre sostenuto che il debito può anche non essere un problema così urgente e drammatico, in quanto il debito può essere gestito (vedi il caso Giappone) anche se sono innegabili gli effetti sul tasso di crescita. Ma come possiamo immaginare che il debito continui a crescere in questo modo pauroso senza però generare dei veri e propri terremoti? Come possiamo illuderci che il mondo continui a bersi la favola del FIAT MONEY che regala denaro al mercato, dimenticandosi che un giorno qualcuno potrebbe chiedere conto? E poi, che mondo sarà nel 2050 se veramente si arriverà ad un rapporto debito /PIL del G-7 pari al 441%. Ed infine, che ruolo avrà il G-7 in quell’epoca? Sarà ormai il club delle economie esaurite, mentre il mondo “che conta” ormai sarà ben altrove?
Purtroppo non possiamo rispondere in modo certo a tutte queste domande. Ma alcune idee molto chiare già le abbiamo illustrate in passato, anceh senza questi grafici. Di certo queste proiezioni (che possono anche essere eccessivamente pessimistiche) servono da importante monito e da interessante indicazione su che strada far prendere progressivamente ai propri risparmi.
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DT

