ITALIA: siamo sicuri che il rapporto tra debito e risparmio non sia importante?

Pubblicato 16 Ottobre 2012 Aggiornato 7 Agosto 2014 16:33

Il Bel Paese, di fronte al rapporto debito/PIL, esce sconfitto. Se però andiamo a vedere il risparmio degli italiani e il deleveraging…

Questo post segue i tanti discorsi già fatti in passato sul rapporto tra il nostro enorme debito pubblico e la situazione del risparmio in Italia. Due partite contabili che sono opposte ma che in parte “virtualmente” si compensano. Certo è che se noi prendiamo singolarmente i dati di Debito/PIL e volume del debito pubblico, l’Italia è sicuramente non molto ben messa.

Basta guardare un grafico come quello sopra proposto per mettersi le mani nei capelli. Un debito/PIL che ora va ben oltre il 120% non può non preoccupare! E soprattutto deve preoccuparci quel famoso “pacchetto” che ci dovremo sorbire per i prossimi anni, alias il “FISCAL COMPACT”, una vera mannaia che rischia di tagliare tutte le nostre prospettive, le nostre speranze, il nostro futuro.
Ma siamo così certi che sia corretto basarsi solamente su questi dati?

Oltre ai tradizionali “ratio”, la nota banca elvetica Credit Suisse se ne esce con uno studio che I&M aveva già anticipato in passato (nelle intenzioni) e che conferma in modo perfetto quanto noi supponevamo.
Se volete leggervi il report, il buon Dream ve lo mette a disposizione. CLICCATE QUI e lo potrete scaricare. Un consiglio. Se un po’ masticate l’inglese, sappiate che potrebbe essere una lettura MOLTO interessante.

Questo report mette a nudo diversi aspetti della crisi, aspetti che hanno inesorabilmente colpito anche il nostro paese. Parliamo di ricchezza, crisi immobiliare, impatto della crisi sulle famiglie. Ma attenzione. La cosa che più mi ha colpito è stato il rapporto tra il debito e la ricchezza degli italiani. Un rapporto che ci fa vedere uno stato indubbiamente molto indebitato ma anche una ricchezza media fuori dalla media globale. La ricchezza finanziaria netta delle famiglie (pari a 2,38 volte il reddito disponibile) è invece una grande ricchezza per il nostro Paese che va tutelato e utilizzato al meglio, e deve anche essere tenuta in seria considerazione quando si valuta la solidità finanziaria di un emittente, nella fattispecie la Repubblica Italiana, oltre che per valutare i vari piani di “rientro” dagli eccessi del debito (fiscal compact).

Source: il Sole24Ore

Questo scenario, che per certi versi ci mette in una posizione positiva, non è però ponderato dalla comunità economica internazionale. Inotre quanto sta succedendo, tende addirittura a punirci.

Ragionate un attimo.
Da anni diciamo che il debito sta soffocando il mondo e che necessita un deleveraging generalizzato. Nel resto del mondo questo deleveraging viene effettuato soprattutto dai privati, con un aumento del debito pubblico. La situazione italiana invece è opposta. Il deleveraging deve essere pubblico e gli effetti finiscono (austerity) sulla testa delle famiglie italiane. E non diciamo che “tanto lo Stato siamo noi”. Provate voi ad avere un debito verso una terza parte, oppure avere lo stesso debito però con lo Stato che garantisce…
Morale: occorre dare atto che chi portava in Europa questo rapporto tra debito e ricchezza, stava facendo la cosa giusta. E questo rapporto deve assolutamente essere ripreso in considerazione. Per far si che l’Italia e gli italiani possano avere un futuro. Non dico migliore, ma un futuro.

Ps: se proprio vogliamo dirla tutta, non dimenticate anche di prendere in considerazione il debito aggregato… (CLICCATE QUI A FIANCO!!!)

Grafico tratto da questo post: Affogati nel debito. Ma non solo in Italia)

STAY TUNED!

DT

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