Disoccupazione: il grafico e la flessibilità del lavoro
Spagna con tasso disoccupazione al 25%. Grecia ormai agli stessi livelli. Ma si può sussistere ad una disoccupazione cronica a questi livelli?
Perché continuo a martellare con la disoccupazione? Perché la disoccupazione è uno degli elementi “chiave” per poter valutare la sostenibilità di un debito, le potenzialità di ripresa economica, insomma per tastare concretamente lo stato di salute di un’economia.
Anche se al momento non se ne parla più tanto, la Spagna continua a restare una delle problematiche di maggior peso per l’Unione Europea.
I dati parlano chiaro. Oltre uno spagnolo su quattro è disoccupato. E guarda caso la Grecia si trova nelle stesse drammatiche condizioni.
Complice sicuramente una politica economica sbagliata anche dal punto di vista occupazionale. Infatti la Spagna ha puntato moltissimo nel corso degli ultimi anni sul lavoro temporaneo. Nel 2007 il 32% dei dipendenti era a “tempo determinato”. Da quando parte l’impennata della disoccupazione spagnola? Guardate il grafico e capirete…
Tasso Disoccupazione: Eurozona e paesi a confronto
Questo è stato il frutto del lavoro flessibile. Le imprese, appena è stato possibile, hanno fatto “pulizia” lasciando a casa migliaia e migliaia di lavoratori. Ma la colpa è proprio e solo del lavoro flessibile? In realtà no. Basta guardare al paese che per primo ha fatto della flessibilità del lavoro un marchi di fabbrica: gli USA.
Quindi il dito deve essere puntato su una cattiva gestione economica e su u n sistema bancario disastrato. Resta però un fatto. Spagna e Grecia sono sull’orlo del precipizio. E credetemi, con un tasso di disoccupazione cosi elevato NON transitorio, non si sopravvive a lungo.
Italia: disoccupazione ai massimI!
Un ultimo accenno all’Italia è d’obbligo e deve suonare come un monito importante. Sono dati di qualche ora fa. I disoccupati, dagli ultimi dati ISTAT sono al recordo storico dal 1992 e toccano la cifra di 2.87 milioni, in aumento del 3,3% rispetto a settembre (+93 mila unità). Siamo all’11.1%. La crescita della disoccupazione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile. Su base annua si registra una crescita del 28,9%.
Il tasso di disoccupazione giovanile, ovvero nella fascia di età 15-24enni, è pari al 36,5%, in aumento di 0,6 % . C’è poco da stare allegri anche a livello prospettivo. Ed è qui che devono essere concentrate TUTTE le forze di chi ci governa. il debito si può gestire, non dimentichiamolo mai. La disoccupazione e la produttività deve essere curata. SUBITO.
STAY TUNED!
DT
