Count down for the italian blow up: il 2011 è stato solo un assaggio

di gremlin
Pubblicato 30 Dicembre 2013 Aggiornato 5 Gennaio 2014 11:36

Chiudo l’anno con una visione catastrofica per il medio periodo italico.
Chi ha piccoli risparmi investiti non deve preoccuparsi più di tanto perchè ha la certezza che con quelli non ci può vivere per cui è costretto a procurarsi e concentrarsi solo sulla rendita da lavoro.
Chi invece ha capitali cospicui che generano rendite finanziarie importanti deve porre maggiore attenzione all’asset allocation,  alle modalità di gestione e alla localizzazione geografica dei suoi conti perchè fra i tanti rischi a cui si è esposti ora se ne aggiunge un altro, quello della ciprotizzazione. L’unione bancaria europea serve anche a rafforzare il sistema di socializzazione perdite dei prossimi default governativi e societari già sperimentato a CIpro e che si aggiugne all’introduzione delle CAC (leggi QUI  e  QUI) .
Il possessore di piccoli risparmi non me ne voglia se dico che la difesa di un piccolo risparmio richiede meno attenzioni di un grosso capitale ma siccome non vado d’accordo con l’ipocrisia sono costretto a ricordare che i soldi (se gestiti opportunamente) fanno soldi. Se i soldi da investimento sono pochi non potrò diversificare e nemmeno sentirò l’esigenza di aprire un conto offshore. E se sono pochi nella migliore delle ipotesi questi genereranno altri pochi soldi. Che ci faccio col 4% lordo annuale se ho 20mila euro di BTP che scadono fra 10 anni? ci faccio 55 euri netti al mese. Tanto vale avere il cash sotto il materasso che è più sicuro.
Come? hai detto che 55 euri sono meglio di niente e che i BTP sono più sicuri del materasso perchè casa tua è infestata da ladri e da incendiari?  vabbè, ne prendo atto e ti auguro di averci visto giusto. Adesso ti dico come la penso io…

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Tutti i governi degli ultimi 25 anni si sono comportati come orde barbariche depredatrici della cosa pubblica, con un netto salto di qualità (nel senso di immoralità e illegalità) e quantità (nel senso di risorse pubbliche rubate pro domo loro) rispetto ai governi precedenti.
Adesso grazie a loro abbiamo abbiamo una perdita di potere d’acquisto pro capite mai vista (leggi ad esempio QUI e QUI; inutile cercare su ISTAT un grafico, la presa per i fondelli inizia anche da qui). Abbiamo un tasso elevatissimo e crescente di fallimenti e delocalizzazioni di manifatture e servizi. Abbiamo anche disoccupazione, criminalità organizzata e corruzione istituzionale da terzo mondo. Abbiamo il terzo debito pubblico mondiale che cresce a fronte di un PIL calante. Le recenti e cosiddette “riforme” pensionistiche hanno creato esodati, posticipo a 67 anni e complementare gestita con irresponsabilità e totale conflitto di interesse. Abbiamo una pressione fiscale da Stato feudale.

E siamo solo all’inizio. L’Italia non ha futuro, non può più crescere perchè tutta la crescita ottenuta dal dopoguerra ad oggi si è basata su modelli di sviluppo che si stanno sgretolando, non più riproponibili, che non verranno sostituiti da altri perchè dopo il saccheggio sarà di fatto la Germania a decidere per noi, l’Italia è in agonia avanzata.
Non sarà comunque nè domani nè il prossimo anno che avverrà l’esplosione da collasso sociale e poi implosione. Come una supernova che si evolve a buco nero. Le leggi della fisica governano anche il cammino di una specie biologica, convenzionalmente chiamata Homo sapiens. Come si dice in questi casi, non è questione di “se” ma di “quando”: il collasso è una certezza.
Ma il collasso non può essere immediato perchè c’è ancora tanto risparmio e ricchezza in Italia, costruiti col lavoro, col doppio lavoro, con le pensioni baby, con le false invalidità, coi vitalizi senza contribuzione, con l’evasione, con la corruzione, col peculato, con le concessioni governative, con l’immobiliare selvaggio, con la criminalità, con le leggi ad hoc pro-lobby e ad personam, col finanziamento pubblico ai partiti e ad altri soggetti. Sicuramente ho dimenticato qualcosa, ad esempio gli stipendi di funzionari e dirigenti di apparati istituzionali. Ma i ceti da sempre poveri continueranno a restare poveri. E gli strati sociali medio-bassi diventeranno nuovi poveri senza speranza per sè e anche per la propria discendenza.
La perdita di potere d’acquisto di una netta maggioranza della popolazione accompaganta da un aumento costante del debito pubblico, della disoccupazione e della pressione fiscale non è recessione, è DEPRESSIONE.
La depressione degli USA e della Germania di quasi un secolo fa è stata superata al prezzo di distruzioni di cose e di vite. Oggi il sistema è più raffinato, sembra che non abbia più bisogno di ricorrere a guerre planetarie. Si prova con la globalizzazione e con le banche centrali, ma l’effetto è comunque devastante. E l’Italia non può certo dichiarare guerra all’Albania o all’Abissinia per “distrarre” il popolo. Ora si utilizzano le televisioni.
Ricordo che dovremmo essere una repubblica fondata sul lavoro. Ma se l’offerta di lavoro, in continuo calo, ora è in grado di accontentare la domanda solo di un terzo di italiani che lo cercano, come si può pensare che “gli italiani ce la faranno ancora una volta”? Gli italiani per grazia ricevuta non potranno fare nulla; mentre per uscire dall’agonia che si consuma in un pantano di interessi lobbistici inimagginabili per qualità e quantità c’è purtroppo bisogno di una rottura epocale col sistema attuale ma che al momento ha contorni assolutamente indefiniti. L’acqua nella pentola comincia a scaldarsi ma il coperchio resta saldamente appoggiato sopra, ancora nessuna fuga di vapore e in avanti.

L’Italia non ha nemmeno più sovranità nazionale. Non può battere moneta propria e deve soccombere alle imposizioni dell’Unione Europea e del FMI  firmando qualsiasi cosa venga imposta ai nostri governanti altrimenti lo spread torna su (a questo punto mi scappa una riflessione profonda: che lo spread vada in profondità nel lato B a chi ce lo sbandiera tutti i giorni) . Si firmano trattati incomprensibili per il 99,9% degli italiani, come l’incostituzionalissimo trattato di Lisbona e la forca del fiscal compact (notare il marketing delle parole, “fiscal compact” è bello e facile da pronunciare, non crea ansia e nemmeno si capisce una cicca di quello che rappresenta per il futuro nostro). Ma come si fa ad uscire dall’euro senza un governo fortemente orientato in questa direzione e senza una banca centrale pronta a comprarsi gran parte del debito di nuova emissione e soprattutto in grado di garantire la solvibilità del debito in circolazione?  

Se ci fosse (o ci fosse stato) un vero garante della Costituzione e del benessere del PAESE INTERO non saremmo in agonia. La spartizione di interessi fra Stato e mafie è cosa arcinotata e documentata. E questo è stato e continua ad essere uno dei principali modelli di sviluppo italiani. Le mafie sono il principale ammortizzatore sociale del Sud e procacciatori di voti della politica. E come se non bastasse tutto l’establishment politico risponde solo a se stesso (barbari impuniti) e alle imposizioni extra-nazionali (vassallaggio istituzionale). Il benessere del popolo i governanti non riescono nemmeno a concepirlo essendo da sempre in frenesia depredatrice per sè e per quelli delle loro cerchie concentriche di un nuovo inferno post-dantesco.

Blow up è ingigantimento dei problemi sociali e scoppio disordinato delle tensioni che porteranno a nuove forme di gestione del potere. Non penso all’autoritarismo classico ma ad una democrazia sempre più finta, già ora svilita dai referendum ignorati e dai parlamentari non eletti. Affossata da un continuo scontro istituzionale fra magistratura ed esecutivo. Indebolita dalla progressiva scomparsa del potere legislativo.

Qualunque governo italico nell’immediato dovrà aumentare la pressione fiscale (alla faccia delle balle autorevoli e seriose di Enrico Letta) e tagliare i servizi sociali per stare nella UE senza impiccarsi con l’OMT. Chiedere al governo in carica di tagliare i propri stipendi, bonus, benefit e vitalizi è giusto ma è come chiedere a ciascun politico di autocastrarsi, e il risultato è scontato: sarai preso per i fondelli in continuazione. Anche chiedere una vera spending review allargata (notare anche qui il marketing delle parole) è giusto ma il risultato è identico perchè non si possono toccare gli interessi delle cerchie.
Si potrebbe però diminuire la spesa per interessi non pagando più le cedole dei BTP per anni e prolungando le scadenze di tutto il debito. Questa sarà la via maestra per incenerire negli anni tutti i rifiuti tossici lasciati dai governi e ripartire con una classe politica rinnovata, nel senso di più “europeista”, ovvero asservita ai poteri e voleri extra-nazionali e con un modello di sviluppo che porterà ad un progressivo sottosviluppo di molteplici fasce sociali. Non ultimo il conflitto razziale con l’immigrazione dilagante sarà ulteriore propulsore di blow up (anche qui il marketing delle parole, anch’io ne sono contaminato!).

Quindi finchè lo stress test bancario della BCE non sarà concluso e la cosiddetta unione bancaria realizzata (sempre marketing delle parole, che evoca solidità e sicurezza, quindi tranquillità), niente default.

Ma quando i mass media inizieranno a lodare l’avvenuto miracolo dell’unione bancaria allora capirai che è venuto il momento di liberarsi di tutti i titoli di Stato. Se invece resterai coinvolto nel crack finanziario italico (ripeto: non nel 2014) avrai però la soddisfazione di sentirti dire dal governo: “Adesso possiamo finalmente abbassare le tasse!
Con una mano ti concede e con l’altra ti frega. Toglie l’IMU e mette la IUC poi aggiunge la TASE, e ci prova con la TARI e con la TRISE. E tu non capisci più se è una nuova versione delle tre tavolette o se sei finito dentro ad un incubo kafkiano. Tu che sei una persona normale e intelligente non riesci a capacitarti che oltre ad impoverirci pretendano anche di convincerci che lo fanno per il nostro bene e per equità sociale. Questi se li lasci fare ti portano alla disperazione e magari anche a rimpiangere le brigate rosse (vade retro, pensiero peccaminoso!).

Caro piccolo risparmiatore, ecco perchè preferisco avere euri sotto al materasso piuttosto che BTP.  In realtà ci sono anche sistemi migliori del materasso ma ne ho già parlato (e ne parlerò ancora).

Riassumendo: la UE continua a trafficare sotto il cappello dell’unione bancaria e delle CAC per socializzare le perdite di un sistema bancario europeo ancora esageratamente a leva e con buchi di bilancio mai contabilizzati e per socializzare le perdite di un sempre possibile default italiano/spagnolo/portoghese. La miscela esplosiva a scoppio controllato è preparata. E ricordare anche che il  blow up italico è una bomba ad orologeria per tutti i mercati finanziari. Nel 2011 i mercati si sono accorti della bancarotta italica incombente e hanno prezzato il rischio con un crollo delle borse durato mesi. La dèbacle del FTSMIB dura invece da quattordici anni e il ritorno stabile sopra 20mila ci sembra ancora un obiettivo ambizioso.

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Tornando agli investimenti personali mi spiace per l’ipocrisia imperante, ma l’unico modo per evitare il depauperamento e furto istituzionale dei propri averi in vista del blow up italico è liberarsene portandoli in Paesi esteri adatti.
La Svizzera è un evergreen alla portata di tutti. Malta è buona ma potrebbe fare la fine di Cipro. Chi non ha padronanza di lingue ostiche come il nord tirolese o lo slang del Delaware deve puntare alle aree franco-ispaniche. Per i privati che non possono realizzare triangolazioni societarie perchè hanno solo i risparmi di una vita senza essere imprenditori evoluti, devono portare denaro, possibilmente a mano, prima in un Paese raggiungibile facilmente (spallonaggio in proprio) e poi da lì fare bonifici verso altre destinazioni. Questo è un modo naif di esportare denaro ma efficace e alla portata di tutti anche se con sacrificio e dispendio di risorse mentali. E a rispettare il limite dei 9999 euro per spallonata pro-capite per singolo viaggio ci si muove nella totale legalità. Se dichiarare poi a cose fatte l’esportazione del capitale è ancora oggetto di attenti pensamenti. Un’alternativa accettabile, meno complicata ma purtroppo appariscente, è il trasferimento via bonifico su un broker internazionale super top (il broker con pedigree immacolato e super certificato è una delle alternative valide alla giacenza in un conto bancario e l’investimento può essere poi gestito online in proprio senza la camurria di intermediari che pretendono di usare i vostri soldi come pare a loro). Una volta arrivati nel broker si scopre un nuovo mondo per l’investimento passivo e attivo. Ovviamente lo si scopre se si vuole scoprirlo, per cui occorre avere buonsenso e conoscenze tecniche minime per non avventurarsi verso l’ignoto.

Altro che auguri di buon anno, qui c’è da riprogrammare la propria vita e quella dei figli. Il 2014 e parte del 2015 sarà forse l’ultimo periodo di relativa normalità prima della tempesta imperfetta. Il mio augurio può essere solo questo: fermiamo l’italian blow up.
Ma come? in democrazia e in legalità c’è solo uno strumento utilizzabile: il voto “pulito” (non quello di scambio). Ci sarebbero anche i referendum di iniziativa popolare. Comunque cominciamo a non votare più i partiti e movimenti che hanno rubato a vario titolo, che hanno privilegiato lobby e cerchie, che hanno esponenti condannati o con procedimenti penali in corso, che non rispettano la volontà popolare espressa coi referendum. E vediamo a maggio cosa resta.

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Milano, sabato 22 febbraio, corso d’aula: “Come mantenere i guadagni con mercato sfavorevole