Banche Eurozona: esposizione su debito pubblico è vero rischio sistemico
E’ ben noto il ruolo di Mario Draghi all’interno del progetto di salvataggio dell’Euro e dei paesi che ne fanno parte utilizzando qualsiasi mezzo (…whatever it takes…).
LTRO, ovvero liquidità con cui riempire la pancia alle banche, le quali hanno utilizzato il denaro per comprare titoli di stato dei paesi periferici. L’obiettivo è stato duplice: salvare il sistema (le obbbligazioni hanno ripreso rapidamente le quotazioni) e le banche hanno fatto utili con la finanza. E all’economia reale? Nulla.
Oggi il sistema è apparentemente in sicurezza. Lo spread con i Bund è compresso su livelli minimi (l’Italia balla a quota 200 bp, nostro target storico) e non ci sono rischi o problemi rilevabili.
Il problema però è che ormai c’è una totale commistione tra rischio paese e rischio banca. Infatti le banche posseggono gran parte del debito pubblico dei paesi “a rischio”. Se uno salta, l’altro per forza va in crisi. Ma cosa potrebbe accadere se ci ritroviamo con un mercato dei titoli di stato che va in tilt? In realtà la situazione potrebbe essere MOLTO più grave di quanto visto anni fa. Infatti le banche (italiane e spagnole su tutte) non hanno restituito completamente l’LTRO e molte si trovano ancora con in pancia tantissimo bond comprato con denaro a prestito nella più classica operazione di carry trade.
Molti istituti (soprattutto del Nord Europa) hanno già restituito l’LTRO e quindi hanno chiuso eventuali operazioni speculative. Quelle italiane (a parte Intesa SanPaolo che ha recentemente switchiato un LTRO con un prestito a breve) no. E difatti oggi l’esposizione delle stesse sul nostro debito sovrano è veramente importante.
Sulle banche spagnole ed italiane l’esposizione è pari al 10%. Siamo tornati ai volulmi pre-Euro, quando ovvero c’era ancora la Lira. Questa esposizione è drammatica anche in virtù del secondo grafico che mette in evidenza la quantità di debito nazionale detenuto dalle stesse. In Italia siamo ad un drammatico 77%. Ma altri paesi non sono meglio messi di noi. Una crisi del debito pubblico dei paesi dell’Eurozona (area periferici) sarebbe totalmente ingestibile e creerebbe alle banche voragini devastanti.
Chissà se basterebbe anche stavolta il “whatever it takes” di Draghi…
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