La strategia dell’esclusione

Pubblicato 24 Giugno 2014 Aggiornato 7 Agosto 2014 06:41

Dopo aver scritto migliaia di post, mi ritrovo allungato su un lettino di una ridente località del Levante ligure, a rifiatare, recuperare un po’ di energie, riordinare le idee, riprendere un po’ il contatto con la realtà. Mi rendo conto che il “dolce far niente” diventa assolutamente necessario quando arrivi ad un certo punto di saturazione.

Ed ecco che proprio nel momento in cui senti di essere riuscito a resettare l’hard disk, ci pensa subito il vicino di ombrellone a farti tornare nella realtà, soggetto a cui ho detto in modo imperdonabile qual’è la mia occupazione. “Ma ha visto? La borsa continua ancora a salire! Ma secondo lei salirà ancora?”. Dribblo la domanda con risposte legate al relativismo, alle previsioni meteo, insomma cerco di aggirare l’ostacolo nel modo più elegante possibile, senza però nascondere troppo un po’ di scocciatura. “Ma dai, quelli come voi sanno le notizie prima degli altri, voi sapete come fare, non come noi che non sappiamo come investire i soldi! Però qui scrivono che le borse sono ancora buone. Io non ci credo un gran che ma alla fine hanno ragione loro, sa? Qualche mese fa già dicevano di comprare azioni e io non l’ho fatto, ma ora voglio vedere come fare e compricchiare qualcosa, con calma”. Da parte mia silenzio di tomba.

Subito mi torna alla mente, come è ovvio, l’influenza dei media sui risparmiatori ed i danni incalcolabili che ha generato in passato. Ma nello stesso tempo, penso anche al fatto che questa crisi, questa bolla, o forse meglio questa manipolazione monetaria potrebbe ancora regalare soddisfazioni agli investitori. Tutto sta a come le banche centrali gestiranno la situazione e come sarà la loro credibilità nei prossimi mesi. Senza poi dimenticare che oggi abbiamo un nuovo grande attore, pronto ad entrare prepotentemente in scena. La BCE, che sembra disposta a far carte false pur di stimolare un’economia dalla crescita relativa e mal distribuita, come ricordato da Draghi recentemente. Ma è anche vero che, come avete letto dai miei ultimi e numerosi post sull’argomento, i mercati oggi scontano un ottimismo a tratti ingiustificabile e difficilmente sostenibile. Le due cose, come si suol dire, “cozzano” abbastanza e possono creare confusione. E allora che fare?

Come già detto mille volte, io propendo sempre ad assecondare i trend di mercato (trend follower) ma con la massima attenzione rivolta ai segnali di inversione. Ritengo sia imperdonabile, con i messaggi che riceviamo quotidianamente, ignorare un quadro decisamente anomalo e particolare, ma anche complesso e a lungo termine insostenibile. Però come si è detto, la BCE sta per entrare in scena ed i mercati potrebbero continuare a far festa… Verbo sempre condizionale e non a caso. La soluzione al problema forse la troviamo in alcune frasi che lessi tanto tempo fa, dette da un noto economista di (allora) SG e poi passato a GMO, un tale James Montier che forse alcuni di voi conoscono. All’incirca il buon James disse: “Quando si sta cercando di determinare la validità di una strategia, di un’importante idea di investimento, di uno scenario di mercato, bisogna operare in modo drastico. Spegnere i terminali, evitare qualsiasi distrazione, allontanarsi da tutte le fonti di disturbo, cercare di fermarsi, ragionare con la propria testa senza subire interruzioni o condizionamenti esterni e poi decidere. Ed una volta deciso, anche se colleghi ed amici ti daranno del pazzo, continuare coerentemente per la tua strada. Senza mai farsi condizionare.”

Quanto descritto sopra è la cosiddetta “strategia dell’esclusione” dove ognuno di noi dovrebbe rifugiarsi per poter fare delle scelte che poi rispecchino NON le mode del momento ma la nostra filosofia. Secondo il mio punto di vista, l’essere così estremi è raramente giustificabile, anche perchè cosi facendo si tagliano via tutte le fonti di informazioni e non solo quelle cattive, ma anche quelle buone (come questo blog! Hahahah!). Meglio propendere per una via di mezzo, che però privilegi sempre la nostra mente e non le nostre sensazioni percepite esternamente. Quindi, in questo momento storico, è giusto fare molta attenzione a tutto quello che io definisco “rumore”. No al catastrofismo, no all’euforia. Si all’equilibrio ed al buon senso. E poi tanto si sa, la verità assoluta non ce l’ha in mano nessuno.

STAY TUNED!

Danilo DT

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