MUTUI: e se l’Euribor va in negativo?
Il mercato obbligazionario ormai ha perso tutto l’appeal. Amche se i corsi dei titoli potenzialmente possono ancora salire a causa del QE Europeo, è ormai chiaro che su quel mercato il “premio al rischio” è insignificate se non addirittura assurdo. Ma tutto quanto riguarda i tassi ha assunto tinte folli. Prendete ad esempio l’Euribor…
L’eccesso di liquidità sul mercato pilotato dalla Bce con la sua strategia iper-espansiva sta schiacciando i tassi e ieri per la prima volta l’Euribor a 3 mesi, l’indice di riferimento a cui sono agganciati la maggior parte dei mutui a tasso variabile, è sceso sotto zero. Una buona notizia per i milioni di mutuatari italiani soprattutto se si considera che agli albori della crisi del debito europea, nel 2008, l’Euribor trimestrale viaggiava attorno al 4%.
Certo è ancora tutto da verificare l’impatto reale sul costo di prestiti e mutui per le famiglie, visto che molto dipende dalle clausole contrattuali applicate dai singoli istituti. (Source)
Di che tipo di clausola di parla nell’articolo? Semplice. Se quanto io ho stipulato un mutuo, e non è stato previsto contrattualmente tramite una clausola un sistema a tutela della banca in caso di Euribor negativo, allora potrebbe anche succedere l’incredibile. Ovvero che il tasso su un mutuo mi passi in positivo.
Esempio pratico.
Se io ho sottoscritto un mutuo ad un tasso pari all’Euribor 3 mesi +0.25%, nela csao in cui l’Euribor va sotto zero (ad esempio a -0.10) e non c’è contrattualmente un floor, allora rischio di pagare un tasso a 0.15%. E se l’Euribor va per assurdo a -0.3%? Lascio a voi la conclusione.
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