ORO: partono le ricoperture che alimentano il rialzo del suo prezzo

24 Febbraio 2016 15:15

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Nel post precedente ho parlato della nota negativa del mondo “materie prime” ovvero il petrolio. Ma in questo caso, occorre dire c’è un altro oro che luccica, non è ovviamente l’oro nero ma è l’oro più tradizionale.
Dopo un 2015 profondamente difficile, è ripartito alla grande, inanellando una serie di performance non indifferenti, soprattutto che consideriamo l’andamento dei mercati finanziari. Oggi l’oncia di oro ha un prezzo pari a circa 1220 $ ed è evidente il suo comportamento da “bene rifugio”. Infatti quando le cose vanno male e si percepisce un aumento del rischio finanziario, l’oro torna ad essere padrone del mercato.
Insomma, è il vero fattore dominante nelle fasi di RISK OFF, muovendosi quindi in controtendenza con quanto fanno azioni e petrolio. Morale: in ambito intermarket, è de correlazione piena.

La cosa che incuriosisce certi economisti però è l’incoerenza che si è generata tra l’andamento dell’oro e il tasso di inflazione. Infatti, quando si sente odore di deflazione, il metallo giallo non dovrebbe muoversi in modo tonico. Infatti è nota (come ho già anche descritto più volte su questo blog) la “buona norma” dove, nei periodi di forte inflazione, si osserva solitamente un incremento significativo delle quotazioni dell’oro.
In questo caso, però, non è così. Siamo come detto a rischio deflazione. Ci sono quindi altre motivazioni. La prima è fin troppo logica. In una fase di grande volatilità ed incertezza, l’oro torna ad essere comprato a priori come bene rifugio perché rappresenta un asset tangibile difensivo in una fase di rallentamento globale. Allo stesso modo, l’incertezza delle banche centrali non sta aiutando il mercato che, infatti, sta perdendo la sua proverbiale fiducia nei confronti di FE, BCE, BOJ ecc. E allora…meglio affidarsi al metallo giallo.

Inoltre bisogna concentrarsi anche su un altro interessante aspetto. A seguito del violento downtrend dello scorso anno, i portafogli degli investitori sono tutti molto scarichi di oro. E quindi ripartono le coperture ed i riposizionamenti. Pensate ad esempio che nella giornata di lunedì, il più classico degli ETF che investono sull’oro fisico, nonché uno dei maggiori possessori di metallo giallo al mondo (molto più di tante banche centrali), ovvero l’ SPDR Gold Trust ha incrementato i quantitativi di oro arrivando a far registrare il picco degli ultimi 11 mesi, pari a 752 tonnellate, pur sempre il 45% al di sotto del livello massimo registrato nel 2012, ma pur sempre un progressivo ed importante “crescendo” di acquisti.

The quantity of gold needed to back shares in the SPDR Gold Trust (NYSEArca:GLD) rose yet again Monday, reaching an 11-month high of 752 tonnes – some 45% below end-2012’s peak – but marking only the 6th addition so far this year on a day when gold prices fell.

The opposite – of rising prices seeing an outflow from the GLD – has only happened once, on 6 January. (Source)

GOLDS Comdty (GOLD SPOT $_OZ)  G 2016-02-24 09-14-47

Buttando un occhio al grafico, possiamo dire che per il medio lungo periodo, ci troviamo a contatto con un livello fondamentale. Lo spazio di recupero è sicuramente importante, probabilmente anche oltre area 1400-1500 $/oz. Numeri di tutto riguardo se paragonati al comportamento dei mercati finanziari degli ultimi mesi.

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Danilo DT

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