ITALIA: Banche nuovamente in difficoltà. E occhio a Unicredit
sempre nel mirino degli operatori. Oggi parte anche l’aumento di capitale del Banco Popolare. E poi c’è l’aumento di Veneto Banca, e poi tante altre incertezze in un settore, quello bancario, che continua ad essere molto traballante.
I NPL e la gestione degli stessi, più una redditività del settore che mette in difficoltà la maggior parte dei bilanci. Ecco perché Visco tuona a favore delle fusioni tra istituti.
Ma siamo onesti. Non deve preoccuparci quanto ormai è noto. Quanto è successo, possiamo dire che è circoscritto e praticamente curato. Ciò che più preoccupa è quello che ancora NON sappiamo.
Non voglio creare allarmismi ma gira voce di qualche grosso bubbone in procinto di esplodere, di cui il mercato non è ancora a conoscenza, che potrebbe condizionare fortemente il settore bancario.
Ripeto, voci di corridoio e quindi rumors che potrebbero essere infondati.
Diamogli il peso che meritano, quindi ZERO.
Intanto però questo grafico, lo ammetto, mi inquieta. E chi conosce l’analisi tecnica sa perché. La protagonista è una delle banche principali in Italia, ovvero Unicredit.
Sia ben chiaro, con questo non voglio dire che è proprio Unicredit la banca incriminata, ma una rottura tecnica così netta su una banca così importante potrebbe avere conseguenze su tutto il settore che, quindi, continua a manifestare tutta la sua debolezza.
Grafico Unicredit
Sempre su Unicredit, occorre ammettere, qualcuno non ha avuto proprio la mano leggera ultimamente…
“Non si è mai visto che in una banca a significato sistemico un amministratore delegato venga mandato via e non ci sia nessuno pronto a entrare. Andrebbero licenziati gli azionisti”.
A parlare è l’economista Alessandro Penati. Questa non potrebbe essere “turbativa di mercato”? O forse solo un giudizio troppo critico? O magari una mezza verità?
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