REFERENDUM UK: avanti il fronte del REMAIN. La fine di un episodio, l’inizio di una NUOVA storia.

ARTICOLO VOLUTAMENTE AGGRESSIVO che dà per scontata la vittoria del BREMAIN nel recente referendum UK.
Forse vince il Remain. Tutti felici e contenti. Forse un po’ meno coloro che sono portatori del “voto di pancia” o del voto di protesta. Un po’ di più per chi invece ha ponderato i pro ed i contro del referendum e alla fine ha votato a favore del Remain.
Veramente importante l’affluenza: si tratta di un’affluenza pari all’83,7%. (dato uficioso) E sembra proprio che sia l’impennata dei votanti che ha girato i risultati a favore del “Remain”. Poi ovviamente l’omicidio dell’Europeista Cox ha dato il suo contributo.
Dopo l’aggregazione, arriva l’Euroframmentazione?

Ma, risultato a parte, è innegabile che da oggi l’Unione Europea non è più e non può più essere la stessa. Per forza di cose occorre cambiare. Siamo arrivati ad un passo dall’Euroframmentazione. Bruxelles e Francoforte (UE e BCE) non possono permettersi questi rischi. E’ l’occasione che ci voleva per rifare l’Europa. Il referendum ha portato dei rischi, ovvio, ma non è stato assolutamente come dice Monti, un attentato alla democrazia.
(…) «Il gioco di Cameron – dice Monti – è tutto volto al mantenimento del potere». (…) «Non sono d’accordo con chi dice che questo referendum è una splendida forma di espressione democratica. Le dico di più. Sono contento che la nostra Costituzione, quella vigente e quella che forse verrà, non prevede la consultazione popolare per la ratifica dei Trattati internazionali». (…) (LaStampa)
Mi sembra un’affermazione “da tifoso” e non da vero politico. Significa che un popolo è condannato a sopportare supinamente per sempre un eventuale regime? Nossignore. Il referendum rappresenta uno strumento, l’unico, che dà la voce al popolo in modo diretto. In UK sono andati a votare oltre l’80% degli aventi diritto. Il voto che ne deriva è il più sacrosanto dei risultati Manifesta la volontà del popolo. Manifesta la volontà della Gran Bretagna. E così deve essere.
Molto più sensato l’intervento di Padoan.
(…) ma in ogni caso non potremo dire “riprendiamo come se nulla fosse”. La frattura già c’è stata e in modo molto netto. Le conseguenze saranno diverse a seconda dell’esito ma non sarà più lo stesso sentiero che se non ci fosse stata l’iniziativa referendaria». (…)«La leadership europea deve farsi carico dell’inclusione sociale e battersi contro le disuguaglianze» (…) «In questi giorni Prodi ha ricordato che si parla di inclusione e uguaglianza in modo non sufficiente. La politica deve prendersi questi temi sulle spalle in modo più enfatico e deciso di prima». (…) Queste le tre conseguenze che, secondo il ministro dell’Economia, il referendum sulla Brexit ha già prodotto: «In primo luogo genera un rischio politico di emulazione perché forze politiche populiste potrebbero proporre iniziative analoghe in altri stati membri». Seconda conseguenza: «La convocazione del referendum ha generato un clima di incertezza con effetti soprattutto sui mercati finanziari, sui quali abbiamo registrato elevata volatilità». Da registrare, infine, «un indebolimento generalizzato delle aspettative sul futuro dell’Ue rischia di frenare le decisioni degli operatori economici e quindi di provocare un rallentamento dell’attività economica». (IlSole24Ore)
Effetto domino…

Punto.
Padoan può anche non piacere ma questi pareri sono ampiamente condivisibili.
Quindi, chi mi segue da più anni sa che lo chiedo a gran voce da tempo immemore.
L’UE deve essere rifatta perché, così strutturata, non ha più ragione di esistere.
Ecco l’occasione buona per rifare l’Europa. E se non avverrà una “piccola rivoluzione”, ci sarà un rischio sempre di rivoluzione, ma di tipo sociale.
Secondo il mio punto di vista.
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