THE BIG CRISIS #9: la GRANDE FRITTATA della BCE
Eccoci qui. A bocce ferme, con le borse europee chiuse da qualche ora, con un rosso che non ricordo di aver nemmeno immaginato, e dopo una seduta che vede il Dow Jones in close a 9,99%. Un numero che significa poco per la maggior parte dei lettori. Per chi invece è interessato alla simbologia, il 999 è l’opposto del famoso 666, numero diabolico. Quindi 999 è un numero definito “angelico”. E’ il numero della vita.
Ok ok…mi sto arrampicando sugli specchi, verissimo. Sto cercando qualcosa di positivo in una giornata che di positivo ha veramente nulla. E girando in rete, mi è successo di trovare questo video. “Se vedi il 999 è un messaggio. Devi dimenticare il passato e pensare al futuro”. Esoteria, vero… Ma tanto per fare discorsi da bar, vorrei ricordarvi che quando lo SP500 fece invece 666, fu la base di tutto, la grande ripartenza dopo la crisi subprime. Una ripartenza che non si arrestò più. Se non in questo pazzesco mese di marzo, con una violenza inaudita.
E sembra proprio poi che tutto vada male. Incredibile. Fino ad un mese fa era tutto “perfetto” e in pochi giorni, il mondo è totalmente diverso.
Il Coronavirus era un NON problema. Le banche centrali ed i governi dominavano il sistema. Il Goldilocks era dominante. Addirittura il ciclo sembrava fosse in leggera ripresa. Un potenziale capolavoro del sistema con le banche centrali, come detto, protagoniste. Ma ci voleva poco, qualche granello di sabbia e tutto poteva saltare. Quante volte l’ho scritto sul blog che ci voleva un elemento esogeno.
Eccovi serviti.
Ma non solo di Coronavirus soccombe il mercato. Mettiamoci il petrolio (che a pensarci bene potrebbe addirittura essere un fattore positivo per un’economia come la nostra forte importatrice di greggio) e poi proprio loro, le banche centrali. La nostra fonte di droga a cui i mercati si sono rivolti anche stavolta rimanendone delusi. Per carità, delusi dalla FED e dalla BCE invece…inorriditi.
Il cambio di consegne tra Draghi e Lagarde ha praticamente portato danni inenarrabili per il momento. E’ come se il tossico, da sempre in cura dal buon Draghi che forniva copiose dosi di metadone per calmierare ed alimentare aspettative e tendenze, si ritrova davanti alla Lagarde che quasi gli dice: “ ehi picciotto, che m*****a vuoi”?
Per carità, potrebbe anche essere una questione di interpretazione, proprio come con Powell a fine 2018. Ma questa volta, si, è diverso, perché i mercati sono pregni di emozioni, sono sentiment, sono percezione, sono fiducia. E in un contesto cosi debole e nevrotico, la Lagarde è stata benzina sul fuoco. Incendio a Piazza Affari ed in ogni dove. E visto che disgrazie non capitano mai da sole, alla carismatica Christine aggiungiamo il talentuoso Donald che decide di chiudere l’Europa ed abbandonarla a se stessa.
Il presidente Donald Trump ha annunciato la sospensione dei voli dall’Europa per 30 giorni a cominciare da venerdì alle 24, come misura per contrastare il diffondersi del coronavirus. Trump ha precisato che queste restrizioni riguarderanno persone e merci. “Stiamo parlando – ha indicato – di tutto ciò che arriva dall’Europa”. Dal bando è escluso il Regno Unito. – [Source]
Ma vi rendete conto? Ma non solo. Aggiungiamo anche le sue brillanti elucubrazioni sulla gestione del problema CoronaVirus.
(…)Trump ha poi criticato l’Europa per non aver agito in modo sufficientemente veloce per affrontare il “virus straniero” e ha sostenuto che i focolai americani sono stati “seminati” da viaggiatori europei. “Abbiamo fatto una mossa salvavita con la Cina, ora dobbiamo intraprendere la stessa azione con l’Europa”, ha detto. (…)
Quindi ringraziamo Trump per la sua mossa che ci salverà la vita. E negli USA invece sono immuni dal CoronaVirus e quindi godranno di buona salute e di prosperità economica.
Poi però si guardano i mercati e forse anche il buon Trump un esamino di coscienza se lo dovrebbe fare.
Ma non divaghiamo, trattiamo rapidamente lo show della burattina teutonica all’anagrafe Christine Lagarde. Perché solo un lavaggio di cervello tedesco può averla portata a simili discorsi ed atteggiamenti.
BCE SHOW: a sostegno…dei ribassisti!
Tassi fermi ma altri 120 miliardi di acquisti di titoli da effettuare entro fine anno, e nuove aste di liquidità a lungo termine (Ltro) e tassi praticamente negativi per le operazioni (Tltro) destinate a finanziare le piccole e medie imprese, a tassi praticamente negativi.
La Banca centrale europea – pur non ravvisando al momento tensioni sulla liquidità sul mercato monetario o nel sistema bancario dell’intera Eurolandia – lancia un ampio pacchetto di misure per affrontare la crisi economica generata dall’epidemia di coronavirus. Chiede però, allo stesso tempo, un intervento tempestivo, coordinato e ambizioso da parte dei governi: quel che di più temo, ha detto la presidente Christine Lagarde in conferenza stampa, è il «compiacimento» e «il procedere a rallentatore» della politica fiscale. (Source)
Allora, non possiamo dire che la BCE sia rimasta ferma al 100%. Ma è una questione di atteggiamenti e di comunicazione. Proprio come con il primo Powell. Ma qui la frittata è assoluta.
Quindi, perchè le parole di Christine Lagarde hanno suscitato una reazione così negativa?
Primo elemento da considerare: il modus operandi di Mario Draghi era ormai diventato un’istituzione ed un’abitudine. Anzi, dopo la crisi del 2008, un po’ tutte le banche centrali sono state sempre circondate da un eccesso di aspettative. Erano sempre loro che dovevano sorprendere il mercato e salvare tutto il salvabile.
L’ormai storico “whatever it takes” entrerà negli annali. In questo caso però la Lagarde, probabilmente con grossi problemi di comunicazione, a fatto intendere nello specifico ESATTAMENTE il contrario. Infatti se prima Draghi avrebbe fatto carte false per salvare i PIGS e quindi sostenere il debito dei paesi più deboli (leggi “sostenere gli spread”) ecco che la Lagarde dà invece la chiara la sensazione di volersi distanziare dal problema, quasi non fosse di competenza della BCE. In un contesto di “nervi a fior di pelle” poteva solo essere letto come la fine del salvagente BCE, un sistema che quindi doveva aggiustarsi perché la BCE si chiamava fuori.
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Possiamo anche esser d’accordo sul suo appello alla politica fiscale. Infatti in questo difficile e complesso momento sanitario ed economico, poco può fare la politica monetaria mentre molto di più può fare la politica fiscale. Ma come sempre c’è modo e modo di dire le cose. Invece il mercato si è sentito abbandonato e, proprio come un tossico in preda al panico, ha sbroccato come MAI ha fatto.
E a pensarci bene sarebbe bastato così poco, proprio al suo grande battesimo di fuoco. Bastava dire le cose in modo più soft, rassicurando sempre il mercato sulla presenza e sulle potenzialità di intervento SE fosse necessario, della BCE che possiede potenzialmente ancora molte armi a disposizione. FINE. Si chiama Forward Guidance. Costa poco e aiuta tanto.
E sulla politica fiscale era giusto intervenire e dare importanti messaggi a TUTTA l’Unione Europea, in primis a CHI può permettersi di intervenire massivamente (sempre loro, i tedeschi), chiedendo quello che è sempre mancato. Ovvero grande coesione che in questo momento è necessaria per affrontare una delle problematiche più gravi che la BCE si trova a dover affrontare dalla sua nascita. E magari chiudere che la BCE continuerà a fare TUTTO IL POSSIBILE ma che sarà come mai necessario l’intervento politico perché da sola, la BCE, non sarebbe efficace.
Punto. Il mercato avrebbe avuto tutta un’altra reazione, certo non si andava in positivo, ma il -17% del FTSEMIB si sarebbe evitato.
Resta comunque il fatto che REALMENTE Bce e Unione Europea, insieme, dovrebbero urgentemente cercare di fare interventi importanti, unici e rivoluzionari. Prima che la situazione degeneri ulteriormente, visto che non c’è mai fine al peggio.
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STAY TUNED!
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