ORO: fine del rally? NO, è il più grande outflow della storia!
Una delle asset class “alternative” più importanti e più presenti nei portafogli, l’oro, ha subìto nelle ultime settimane una correzione importante.
Tutti ovviamente sono a caccia di motivazioni.
Il mio primo pensiero va alla “correlazione di ferro” che ormai aveva l’oro con i tassi reali. Una correlazione che ha delle ragioni logiche che vanno ben oltre all’analisi tecnica e che funzionava bene fino a…poco tempo fa.
Il grafico che vi presento aggiornato vi illustra una strana decorrelazione proprio nelle ultime settimane. Tassi reali che in realtà non si sono mossi un gran che e che comunque sono risaliti in modo NON proporzionale con la correzione del metallo giallo. Il grosso problema lo abbiamo avuto quando l’oro ha rotto al ribasso la media mobile a 200 giorni, sotto la quale l’accelerazione ribassista è accelerata considerevolmente.
In molti poi danno responsabilità alla reflazione o ancora alla scoperta dei vari vaccini. Tutto come sempre può essere preso in considerazione. E quando si cercano delle motivazioni, diventa difficile puntare il dito su qualcosa in particolare. In questo caso forse è più semplice di quanto pensiamo. Qual è l’asset class che ha meglio performato quest’anno, malgrado tutto? Era proprio l’oro che quindi, avvicinandoci a fine anno, viene anche venduta per “sistemare” un po’ di situazioni, a compensazione magari di altre posizioni in loss. Tanto da generare il più grande outflow aureo della storia.
E’ evidentissima la presa di posizione ribassista sugli ETF. Situazione quasi “di necessità” tanto che GS continua a vedere il toro sul metallo giallo.
(…) “I nostri strategist prevedono ancora notevoli svantaggi per i tassi reali, in particolare nelle scadenze a breve termine. È probabile che l’inflazione si sposterà verso l’alto una volta che gli ostacoli sul fronte fiscale degli Stati Uniti saranno risolti. Inoltre, l’aumento dei prezzi del petrolio e delle materie prime sosterrebbe anche l’aumento dei breakevens”, evidenziano gli analisti, che sottolineano come “stimiamo che i tassi reali a breve termine degli Stati Uniti possano attestarsi media al -2,1% nei prossimi 5 anni rispetto al -1,2% attualmente prezzato dal mercato”. (…)
Anche se GS non mi sta particolarmente simpatica, devo ammettere che la loro analisi si sposa perfettamente con la mia.
(…) Pertanto, pensiamo che la correzione nel mercato dell’oro sia stata più una correzione che un’inversione di tendenza, e ci aspettiamo che l’oro possa riprendere il trend al rialzo quando emergeranno nuovi segnali di inflazione”, concludono da Goldman Sachs, confermando il proprio prezzo obiettivo a 12 mesi di 2300 dollari. (…) [Source]
Troppa grazia, 2300 $/oz è un gran bel rally ma nulla è impossibile. Intanto io scommetterei quantomeno ad una riallineamento nel grafico che vi ho presentato in apertura. E significherebbe comunque un bel rimbalzo a due cifre.
STAY TUNED!
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