ITALIA: i numeri del 2020 conditi con autolesionismo
E noi tanto per cambiare non perdiamo occasione per farci deridere dal mondo intero. Una massa di politici che non meritano neanche tale definizione.
Però, cari amici, non dimenticate mai che certa gente è in cabina di regia perché stata votata a piene mani dal popolo italiano. Mi verrebbe da dire che “chi è causa del sul mal, pianga se stesso” ma qui stiamo parlando del destino del nostro paese. Per una serie di motivi stiamo vivendo un momento storico unico e drammaticamente importante. E cosa andiamo a fare? Un Recovery Plan che ci verrà tirato dietro da Bruxelles e come ciliegina sulla torta, una bella crisi di governo.
E notate bene, capisco perfettamente che il momento è complicato, gestire la pandemia non è facile e fare scelte ponderate che mettano in sicurezza il paese, accontentino anche solo parzialmente la popolazione con il grande problema che le casse piangono, non è facile.
Però c’è solo un indiscutibile fatto concreto (oltre alle statistiche sul Covid-19) che è questo.
Lascio la parola a Bankitalia, almeno la cosa rende tutto più credibile ed ufficiale.
(…) Nel primo semestre del 2020 i redditi primari dei settori privati non finanziari hanno registrato la contrazione più forte degli ultimi venti anni, che è stata solo in parte contrastata dalle misure adottate dalle amministrazioni pubbliche a sostegno del reddito disponibile. La ricostruzione della rete delle transazioni finanziarie tra i settori istituzionali mostra che la Banca d’Italia e il sistema bancario hanno svolto un importante ruolo nella intermediazione finanziaria, registrando una notevole espansione dei bilanci. Il settore finanziario, impiegando la maggiore raccolta di depositi bancari prevalentemente per la sottoscrizione di titoli pubblici, ha inoltre consentito il finanziamento indiretto delle amministrazioni pubbliche da parte dei settori in avanzo finanziario. Tra la fine del 2019 e la fine di giugno 2020, la variazione semestrale del debito pubblico in percentuale del PIL ha raggiunto i valori più alti negli ultimi venti anni considerati.(…) [Source]
Come detto è lo studio Bankitalia sui numeri economici partoriti durante la crisi sanitaria. Nel primo semestre del 2020 i redditi primari pro capite a valori correnti delle famiglie si sono ridotti dell’8,8 per cento rispetto al primo semestre del 2019, una contrazione decisamente più ampia di quelle registrate nelle fasi più acute della crisi finanziaria (-5,2 per cento) e di quella dei debiti sovrani (-3,4 per cento) . I redditi da lavoro dipendente sono scesi dell’8,7 per cento per effetto del calo dei redditi unitari (-7,0 per cento) e dell’occupazione alle dipendenze (-1,7 per cento), mentre i redditi da lavoro e i profitti delle famiglie produttrici (il risultato netto di gestione e il reddito misto netto) sono diminuiti del 7,4 per cento; gli altri redditi, infine, sono calati del 13 per cento.
La crisi ha portato gli italiani a “tirare i remi in barca” a livello cautelativo. Quindi crollo dei consumi ed aumento del tasso di risparmio.
Inutile dirlo, è cosa nota, ma tutto questo ha visto anche nel primo semestre del 2020 il crollo del valore aggiunto delle imprese italiane, che è diminuito del 15 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019, un calo quasi doppio rispetto a quello, già eccezionale, registrato nel primo semestre del 2009 (-7,8 per cento), al culmine della crisi finanziaria.
E come già sappiamo, anche i debiti sono saliti nel mondo corporate.
Immaginate l’impatto fiscale negativo di tutto quanto vi ho detto. Il motore economico si è bloccato, mancano risorse e dal punto di vista fiscale, anche dal punto di vista tributario il piatto ovviamente piange. Più debito, meno investimenti, meno cassa a disposizione dello stato, più necessità di sostenere le aziende, anche perché i debiti sono aumentati e si affaccia un nuovo rischio NPL. E in tutto questo gran casino, riusciamo a produrre un Recovery Plan ridicolo e ad abbozzare una Crisi di Governo. Vabbè, se non è autolesionismo questo…
STAY TUNED!




