BTP e debito ITALIA: un po’ di sano realismo

3 Ottobre 2023 12:27

Inutile dire che il BTP Valore sarà un successo. La prima giornata si è chiusa con 4,7 miliardi di raccolta. Oggi si collocherà ALTRETTANTO.
Il battage pubblicitario e la ricca cedola sicuramente contribuiscono ad un aumento delle richieste da parte dei risparmiatori italiani, logorati da tanti mesi di incertezza e di false ripartenze ed ammaliati da una cedola crescente sicura ed un rimborso a scadenza con premio altrettanto sicuro.
Già. Sicuro.

Intanto lo spread sta ripartendo, superando quota 190. Vorrei anche ricordarvi che avere uno spread a 200 con i tassi a zero è meglio che averlo a 200 coi tassi al 5%, visto che per noi significa un esborso a livello di costo del debito sempre più lancinante. I dati macroeconomici più recenti hanno confermato un rallentamento dell’area euro; anche l’economia italiana, dopo i segnali di resilienza mostrati nel primo trimestre 2023, nel secondo trimestre ha registrato un calo del PIL di 0,4% rispetto al trimestre precedente (+0,4% nei confronti del secondo trimestre 2022).

A fine mese verrà presentata la NaDEF (Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza) che potrebbe evidenziare un significativo rialzo del deficit fiscale in uno scenario di debito pubblico italiano che a luglio ha toccato un nuovo record a circa 2.858 miliardi di € (fonte: Banca d’Italia).

Guardate dunque il deficit a cui saremo destinati. Il PIL che l’Italia genera lo compensa? Ma per favore. E quindi il rapporto debito/Pil non può che peggiorare. In questo contesto, il BTP ha dimostrato di “fare leva”, ovvero di enfatizzare nel bene e nel male lo scenario Risk On / Risk Off : e quindi è normale che la vediamo sottoperformare nei contesti di «risk off» sui tassi come quello attuale.

Sia ben chiaro, non è giusto responsabilizzare la Meloni che è stata “sfortunata” capitando in un contesto molto complicato. Recessione, crisi rapporti internazionali, tassi che decollano. Mix esplosivo. Anche se col senno di poi, come sempre accade, alcune esternazioni del tipo “cresciamo più degli altri paesi, nessuno come l’Italia” si potevano anche risparmiare.

Inoltre la riduzione del debito pubblico italiano, 2.859 miliardi di euro, è stata dimenticata. E sarà così fino al 2026, salvo sorprese. Nell’ultima Nadef il governo rinvia il consolidamento fiscale. Un fattore che, nel breve termine, può sembrare irrilevante, ma che potrebbe esplodere entro la fine del decennio. Del resto, il rapporto fra debito e Pil doveva essere su una traiettoria discendente. Invece sarà costante, intorno al 137%.

Per fortuna siamo un paese con molte risorse, con una popolazione estremamente resiliente e fantasiosa. Però diventa difficile ignorare una situazione finanziaria per il paese Italia che si sta facendo pesante. Ed in questo contesto è NECESSARIO far sottoscrivere il più possibile del BTP Valore, altrimenti andiamo in crisi di liquidità. MA se c’è così forte interesse da parte dello Stato di farci sottoscrivere il loro debito, siamo sicuri che sia poi una soluzione ideale per il risparmiatore italiano?
Lasciatemi dire, la risposta sta sempre nell’equilibrio. Ovvero DIVERSIFICARE e non SOVRAPPESARE in questo contesto.

Riprendetevi tanto per cominciare gli ultimi POST sull’argomento.

E poi ragionate serenamente sul da farsi. Intanto però io sarei cauto a farmi prendere la mano in questo contesto dalla propaganda sul BTP Valore. Certo, succederà nulla ma sappiate che se succede, lo sapremo solo quando non si potrà più fare nulla.

Danilo DT

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