Banche: aumentano i rischi ma il sistema se ne infischia

23 Novembre 2011 11:11

Se pensavate che con spread Bund BTP alle stelle, sofferenze in aumento e credit crunch in arrivo le banche mollassero il tiro sui derivati, vi sbagliate di grosso. E l’EBA nel frattempo…

Moody’s non più tardi di qualche giorno fa ha definito molto difficili le condizioni degli istituti di credito ed ha ammesso che la situazione per le banche italiane è decisamente preoccupante, soprattutto dopo aver visto cosa ha combinato Unicredit, protagonista di un “piano di pulizia dei conti” decisamente oneroso.

(Source) Le maxi svalutazioni sugli avviamenti per 10,2 miliardi di euro effettuate la scorsa settimana da Unicredit sollevano i dubbi sulla redditività della rete domestica delle banche italiane. E’ quanto scrive Moody’s nella sua analisi settimanale, ricordando la perdita monstre di Unicredit nel terzo trimestre (10,6 miliardi di euro), dovuta soprattutto alle svalutazioni sugli avviamenti delle passate acquisizioni. Inoltre, piazza Cordusio ha riportato nel periodo luglio-settembre un utile operativo di 1,85 miliardi di euro, in calo rispetto ai 2,5 miliardi del precedente trimestre. In scia a questi risultati, Moody’s ha posto sotto osservazione per un eventuale downgrade il rating di Unicredit e delle sue principali controllate. (…) Inoltre, Moody’s ricorda le altre banche italiane che hanno attuato una politica di espansione prima dello scoppio della crisi finanziaria: Monte dei Paschi e Banco Popolare. “Con uno scenario macro italiano destinato a rimanere difficile per molto tempo – ricorda Moody’s – ottenere sinergie significative dalle acquisizioni domestiche potrebbe rappresentare una sfida impegnativa, soprattutto nel caso in cui le banche acquistate erano deboli come Capitalia, Antonveneta (Mps) e Banca Popolare Italiana (Banco Popolare)”. Di conseguenza, concludono gli esperti di Moody’s, le passate acquisizioni potrebbero aumentare la pressione sulla redditività degli istituti acquirenti.

SPREAD BUND BTP: chiusura del 22/11/11 a 490 bp

Quindi sembra più che chiaro il fatto che il sistema bancario italico patisca moltissimo il momento di difficoltà, anche a causa degli Spread (in primis lo spread Bund BTP) che comportano crescenti svalutazioni di portafoglio. A questi dati sicuramente non molto incoraggianti, occorre poi aggiungere quanto già detto su questo blog.

Le sofferenze bancarie per le banche italiane sono lievitate in modo drammatico. 100 miliardi su base annua. Alias +40%. Possiamo negare l’evidenza? Possiamo non ammettere che è un elemento negativo per le banche italiane? Direi che è chiaro: scenario da credit crunch, aumento delle sofferenze, svalutazioni di portafoglio. E poi…cari amici guardiamoci attorno. Il credit crunch ha scatenato letteralmente una concorrenza assassina tra i vari istituti di credito, che fanno a gara per strapparsi i clienti con tassi attivi impensabili mesi fa, tassi attivi che mettono in gara non solo banca contro banca ma anche il sistema bancario contro il debito pubblico, mai così redditizio. E questo è un ulteriore onere per il settore bancario.

In questo scenario difficilissimo per le banche italiane, e altrettanto difficile per le banche estere, balza agli occhi l’ennesimo schiaffo morale. Preferisco definirlo in questo modo. Siete pronti? Tenetevi forte…

Attività di mercato dei derivati OTC nella prima metà del 2011

Principali sviluppi nel primo semestre del 2011: Dopo un aumento di solo il 3% nella seconda metà del 2010, il totale importi nozionali over-the-counter (OTC) è aumentato del 18% nella seconda metà del 2011, raggiungendo i 708,000 miliardi di dollari a fine di giugno 2011. (Source: BIS)

Cioè, tanto per intenderci, contro la crisi, il sistema bancario internazionale ha reagito…aumentando l’esposizione sui derivati. Ora, ditemi voi se questo è o non è pazzesco. E’ come se un ubriaco, visto che ha i riflessi allentati dall’alcool, preferisce, per andare con la propria auto nella città adiacente alla propria, prendere la strada di montagna piena di curve e strapiombi anziché la comoda statale rettilinea. Questo signori è il vero cancro del mercato. Non è possibile che la reazione del sistema finanziario alla crisi sia quella di…aumentare i derivati. Ma TUTTO è permesso e la finanza speculativa è un taboo a cui non si vuole e/o non si riesce a normare in modo efficace.

Morale: banche ancora più rischiose e quindi…

Risulta dunque evidente il fatto che il sistema bancario è diventato una paurosa polveriera. In Italia (causa sovraccarico ovvio di titoli di stato italiani) ma anche all’estero (vedaasi derivati e esposizioni varie). Quindi…sistema bancario ancora più rischioso.
Resterebbe logico pensare quindi che l’EBA ne prenda atto e, per i vari criteri di rischiosità e per i conti in merito a liquidità e core tier 1, vengano fatti dei calcoli più severi. Ed invece…

Ricapitalizzazioni, l’ Eba prende tempo

Era solo una voce, ma almeno 30 grandi banche europee erano in grande (e inquieta) attesa: ieri, si diceva, l’ Eba (European Banking Authority, organismo guidato da Andrea Enria) avrebbe comunicato i dati sul loro fabbisogno definitivo di capitale aggiuntivo, cioè i parametri per calcolare le esigenze di ricapitalizzazione anticrisi. Non è stato così: ora si è saputo che i dati verranno comunicati a fine mese, e più precisamente il 30 novembre, in occasione della riunione Ecofin dei ministri finanziari della Ue. (…) Si era stabilito allora che tutte le banche dovessero portare al 9% del proprio capitale il «core tier 1», cioè la parte dello stesso capitale formato da risorse proprie, non «inquinate» da titoli svalutati. E sulla base dei dati di giugno, si era stimato che per far questo fossero necessari almeno 106 miliardi di ricapitalizzazioni, per una settantina di istituti: soldi da cercare prima fra le mura della stessa banca o sul mercato, e solo alla fine nei forzieri pubblici del governo o del fondo salva Stati europeo. Ma come valutare per esempio i titoli «deboli» avuti in dote dalla Grecia? Oggi vengono decapitati, svalutati, e la banca che ne è proprietaria in grandi quantità viene penalizzata molto più della consorella che ha invece titoli tedeschi o francesi. Le banche italiane appartengono presumibilmente più alla prima fascia, che alla seconda: e da qui il timore, giustificato o no che sia, di un trattamento «punitivo». (Source)

Per farla breve, sta affiorando da parte dell’EBA un atteggiamento già visto in passato che reputo semplicemente vergognoso. Ovvero i signori hanno capito che i conteggi fatti portavano le banche a dover ricapitalizzare troppo. E allora, per non scomodare troppo il sistema, anche stavolta, rivedranno al ribasso le stime e porteranno i livelli di rischio su margini più “politici” rendendo nuovamente inutile questa ennesima analisi.
Per la serie: tanto alla fine le banche, hanno sempre ragione loro… O meglio, chi deve mettere delle regole non solo non regola, ma addirittura appoggia. Sono senza parole…

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ULTIM’ORA: la FED tenta un SUPER stress test su 6 banche USA

(Reuters) – The U.S. Federal Reserve plans to stress test six large U.S. banks against a hypothetical market shock, including a deterioration of the European debt crisis, as part of an annual review of bank health.

The Fed said it will publish next year the results of the tests for six banks that have large trading operations: Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Morgan Stanley and Wells Fargo.

Si tratterebbe di uno stress test che tiene conto di condizioni di mercato veramente drammatiche. E verrebbe fatto dalla FED sulle 6 super banche USA, proprio per tutelare il mercato e tutelarsi da future crisi. Sarà un esercizio teorico oppure un qualcosa di veramente efficeinte. Intanto però secondo alcune indiscrezioni, si andrebbero a prendere in considerazioni condizioni da ARMAGEDDON.

In the Fed’s hypothetical stress scenario, unemployment would spike as high as 13 percent while U.S. gross domestic product would fall by as much as 8 percent. (Source)

Forse sarebbe meglio prendere esempio dalla FED, che tanto abbiamo criticato ma che oggi sta vincendo ai punti la partita virtuale contro la BCE…

Stay Tuned!

DT

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