Banche: ALERT della BRI su core tier 1 e stress test

29 Giugno 2011 11:27

ieri, in un commento, avevo segnalato questo flash sullo stress test, pubblicato dall’agenzia Reuters, dove veniva denunciata la possibilità di ritrovarci con ben 10-15 banche di grosse dimensioni con impellente bisogno di liquidità.
Ecco cosa recitava la nota completa:

(Reuters) – Up to one in six European banks is set to fail an EU-wide financial health check, according to euro zone sources close to the stress-testing, as officials scramble to set up backstops for those at risk.
Euro zone sources said the European Banking Authority is set to announce within weeks that between 10 and 15 of the 91 banks being tested had failed the tests, with casualties expected in Greece, Germany, Portugal and Spain.
In the drive to ensure the credibility of the bank assessments, the European Banking Authority (EBA), which runs the tests and the European Central Bank, which sets the macroeconomic scenarios, are pushing for a higher number of banks to fail than last year’s seven.
“How many do we expect to fail? I would say 10 to 15,” said one senior euro zone central banking source. The EBA wants the number of banks that do not pass the tests to be around that level to show the examinations are serious, said a second source, adding that the authority did not want to push for more, for fear it could spark panic and intensify the euro zone’s debt crisis. “In order to demonstrate that it is credible, the EBA would need to show that the number of bank failures is significant, without being substantial,” said the source. “A number in the teens is about right.”
(Source: REUTERS)

Questo flash di Reuters va a legarsi in modo ideale con gli alert lanciati qualche ora fa dalla BRI , la Banca dei Regolamenti Internazionali, considerata una banca “super partes” e rappresenta un po’ la banca centrale delle banche centrali. E quanto dice la nota della BRI è tutt’altro che ben augurante:

After four years, however, the financial crisis and the ensuing policy responses continue to cast long shadows. Economies and financial systems are still vulnerable to even modest shocks, and the likelihood of severely adverse developments has not decreased. The global recovery remains uneven, and global headline inflation has risen a full percentage point, to 3.6 per cent, since April of last year.
In the advanced economies at the centre of the crisis, overall deleveraging and structural adjustment is still incomplete. Excess capacity remains in the financial and construction sectors. The repair of private balance sheets still has some way to go. And the threats posed by public sector debt have materialised, reaching a crisis point in some countries. There are still substantial risks of contagion between sovereign and financial sector fragilities. (Source : BRI)

In sintesi la nota, che potete visualizzare cliccando QUI dice: “ Signori, la crisi è tutt’altro che terminata, e voi Banche Centrali state molto attente. Dovete alzare I tassi per bloccare l’inflazione, dovete migliorare I bilanci pubblici, dovete tagliare I debiti e il deficit, dovete rendere flessibili I cambi e dovete fare il possibile per far si che il sistema finanziario si metta in riga con I requisiti di Basilea quanto prima.”

La cosa che più mi ha stupito è il requisito di “urgenza” che si legge tra le righe. La BRI in buona sostanza dice che non bisogna più perdere tempo, bisogna agire ORA, subito.
E…dico io… come dargli torto visto che queste cose le diciamo da mesi? Non pretendendo di essere autorevoli come la BRI (ci mancherebbe) possiamo dire che certe cose le avevamo già notate noi tempo fa, in quanto sono evidneti per chi vuol vedere la realtà senza i filtri che i governi e le banche centrali vogliono metterci. E proprio a proposito di Stress test , core tier 1 e Basilea 3 ecco la goccia che fa traboccare il vaso dell’emergenza. Ragazzi, qui non si scherza più.

Core Tier 1, Basilea 3 e capitale che necessitano di capitale

Da alcune analisi, parte delle quali prodotte da Mediobanca, sembra che il core tier 1 delle banche più grosse venga portato al 9.5%. Proprio perchè il rischio sistemico è diventato elevatissimo (e poi eravamo quelli che facevano terrorismo mediatico) e le big bank dovranno essere pronte ad incassare eventuali shock.

Ma andiamo al dunque. Da queste analisi, sembra che alcune grosse banche necessiteranno di una valanga di denaro. Cifre molto importanti che creeranno un bel po’ di sconquasso.
Infatti il colosso tedesco Deutsche Bank dovrebbe necessitare, per raggiungere appunto il core tier 9.5%, di un aumento di capitale pari a circa 16 miliardi di euro! E le banche francesi? Le tre grandi istituzioni finanziarie (BNP Paribas, Credit Agricole e SG) necessiteranno della modica cifra di circa 32 miliardi di Euro. (CA circa 12 miliardi, BNP circa 11.5 e SG circa 8.5)
Banco Santader si fermerebbe alla cifra di 8 miliardi (tanto in Spagna stanno bene…) e poi… eccoci anche noi con Unicredit che necessita di 4.5 miliardi. La somma di tutte queste cifre dovrebbe portare, per la BRI, ad un importo di almeno 60 miliardi di Euro5 volte la cifra che deve essere elargita a fine mese a favore della Grecia. Ecco quindi spiegato, probabilmente, il motivo della presa di posizione delle dark pool made in USA di cui ieri ho parlato QUI.


Come vedete forse il sistema finanziario globale necessita ancora di cure ferree e molto intense. E pensare che tutto questo venga accettato dai mercati in modo passivo, senza colpo ferire e senza par pagare dazio agli indici, credo sia realmente utopico.

STAY TUNED!

DT

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