CINA: ma vi rendete conto di quanto sta accadendo?
L’indice PMI scende oltre le attese. Un dato che era atteso e preoccupa in quanto testimonia il forte rallentamento in atto. Ma alla fine, sembra quasi che questo stia diventando il problema minore per la Cina.
I nostri timori continuano ad essere confermati dai fatti. La Cina prosegue nel suo percorso di rallentamento, con un manifatturiero che si contrae a settembre oltre le attese arrivando al minimo da sei anni e mezzo. Motivo? Debolezza della domanda, sia interna ed estera. E se si indebolisce la domanda non bisogna porsele, tante domande. Un paese può solo frenare.
L’indice Pmi (Purchasing Managers’Index), elaborato da Caixin/Markit, scende a 47,0, al minimo dal marzo 2009, al di sotto delle attese per 47,5 e in discesa della lettura finale di agosto a 47,3. Si tratta della settima lettura mensile consecutiva sotto i 50 punti, soglia che separa la crescita dalla contrazione. (Source)
Continuare a negare l’importanza di questi dati sarebbe quantomeno stupido. E’ vero che al momento l’economia dei paesi industrializzati SEMBRA reggere. Ma è anche vero che le dinamiche globali, negli ultimi anni, sono cambiate e non poco.
Fino a qualche anno fa, i paesi emergenti, di cui la Cina è leader assoluto, pesavano per circa il 25% del PIL globale. Oggi, 2015, il peso di questo paese sul prodotto interno lordo si aggira sul 40%. La globalizzazione è sempre più evidente e sarebbe assurdo non tener conto della frenata del colosso cinese, e di quanto accade anche in altri paesi come il Brasile, tanto per non fare nomi. Anche perché poi, l’influenza cinese è determinante anche per altri mercati. Guardate alle commodity. La Cina è uno dei più grandi consumatori di commodity a livello mondiale. Vi ripropongo questo grafico. Stampatelo e tenetelo BENE a mente.

Se un paese ha questo peso specifico, merita la massima attenzione. E difatti, se proviamo a mettere a confronto indice PMI e rame…

Aggiungiamo i dati sulla produzione industriale e sui consumi…


…tutto fila liscio nel ragionamento. Ma attenzione… il bello secondo me è questo altro grafico che diventa quasi “inspiegabile”. La logica vorrebbe che, in un sistema economico in frenata, il credito tenda a rallentare. E’ una questione di logica (vedi banalmente quanto è successo in Italia). In Cina invece no. Sta crescendo a ritmi elevatissimi.
Il motivo in realtà è già persin noto ai lettori di I&M. Come vi ho già spiegato, la PBoC e le istituzioni politiche cinesi stanno giocando la carta della liquidità. Per farla breve, fanno l’impossibile per inondare il mercato di denaro al fine di stimolare la crescita (che come vedete non c’è) e tamponare le fuoriuscite di capitali, i tutto, se mi permettete, senza un chiaro controllo delle autorità, visto che il fenomeno dello shadow banking impera.

Ok, non facciamo catastrofismi. Semplicemente una domanda. Vi rendete conto o no di cosa sta accadendo in Cina?
Anzi, visto che io sono un povero ignorante che cerca di capirci qualcosa di più, chiedo ai lettori di spiegarmi se questo quadro (bolla liquidità con forte rallentamento in atto) è tecnicamente sostenibile nel medio periodo. Io sono fermamente convinto di NO, ma forse mi sbaglio…ditemi voi…
PS: chiudo con questo ultimo grafico. Intanto a conferma di tutto quanto detto, le sofferenze a Pechino stanno logicamente iniziando a lievitare. Non potrebbe essere diverso.
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