COLPO DI SCENA: Volkswagen ha sbagliato ma con la complicità di Berlino e Bruxelles

Pubblicato 22 Settembre 2015 Aggiornato 24 Settembre 2015 09:33

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Lo scandalo Volkswagen sembrava limitato tra le mura del management di Wolfsburg. Invece gli ultimi documenti, che hanno del clamoroso, mettono a nudo la verità che non ti aspetti.
Andiamo con ordine.

La più grande azienda tedesca, che fattura 200 miliardi di euro e dà lavoro a 600 mila dipendenti in tutto il mondo, è accusata di aver deliberatamente progettato alcune vetture per aggirare le normative antinquinamento sui motori diesel per poi venderle sul mercato nord americano. Insomma una frode bella e buona che, tra le altre cose, è anche nociva alla salute delle persone. Di qui poi scatta una seconda indagine, con al centro la violazione delle norme anti smog.

Per farla breve, i tecnici della casa di Wolfsburg avrebbero progettato un software della centralina del propulsore che in condizione di utilizzo normale eludeva i limiti di emissioni che tornavano operativi durante le procedure di omologazione o di controllo. Una pensata che nemmeno la fantasia degli italiani avevano ideato e che invece è figlio dell’inappuntabile, indiscutibile ed incorruttibile tessuto industriale tedesco.
Un danno violentissimo quindi all’immagine dell’intera Germania.

Le vetture incriminate sono 11 milioni, ed è la stessa Volkswagen ad ammetterlo, la quale accantona in fretta e furia 6.5 miliardi di Euro per eventualmente pagare delle salatissime multe che potrebbero derivare da questa vicenda (che secondo altre fonti potrebbero anche raggiungere i 18 miliardi di Euro.)

Tutto chiaro quindi? All’apparenza si. La casa tedesca, che tra l’altro comanda anche altri marchi come Audi e Porsche, ha sbagliato. E dovrà pagare. Un danno reputazionale che di certo coglie tutti impreparati.

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Ma attenzione. La storia non è affatto finita qui.

Infatti il danno reputazionale rischia di essere mostruosamente più grave perché, a quanto sembra, la VW ha sbagliato, certo, ma sia il governo tedesco che l’Unione Europea erano al corrente di questa truffa montata per penetrare il mercato americano.
Leggete qui sotto.

Lo scandalo della manipolazione dei dati sulle emissioni dei motori diesel da parte di Volkswagen diventa un caso politico. Perché il governo tedesco sapeva della truffa. A sostenerlo è l’edizione online di Die Welt, secondo cui “la tecnica della manipolazione dei motori è nota da tempo a Berlino e Bruxelles”. Lo dimostra, secondo il quotidiano conservatore, un documento del ministero dei Trasporti presentato in risposta a un’interrogazione dei Verdi in materia, che risale al 28 luglio scorso. Il ministero tedesco avrebbe ammesso di essere a conoscenza del software incriminato e avrebbe tirato in ballo anche la Commissione europea. Anche se nella risposta non compare alcun riferimento a specifiche case auto o modelli, la rivelazione del quotidiano se confermata cambierebbe completamente le carte in tavola. (Source) 

Nella mia mente mi vengono 1000 ragionamenti. Se veramente arrivasse la conferma a questa notizia che, ne sono certo, si farà il possibile per insabbiarla, porterebbe un danno reputazionale alla Germania grandissimo (e a quel punto, cara UE, fermati un attimo a riflettere) e ancor peggio, renderebbe complice della truffa Berlino, appunto, ma anche Bruxelles.
Si pensava di aver scoperchiato una pentola con dentro un minestrone MOLTO bollente. Ma il rischio è che si sia innescato un vero ordigno.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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