COVID-19: rischio pandemia sempre in corso

2 Ottobre 2020 10:49

Da mesi è l’argomento più trattato ed oggi, con l’annuncio della positività di Trump e signora, l’argomento sarà ancora più caldo e dibattuto. Ieri ho pubblicato una slide di Deutsche Bank dove risultava netta la differenza, a livello dimensionale, dell’impatto del Covid-19, generalmente ed erroneamente chiamato Coronavirus, sulla popolazione globale. Senza prendere posizione visto che non possiamo ancora dire fine a questa problematica, ho illustrato il fatto che, parlando di numeri, il Covid-19 non è certo il peggio che sia mai successo in passato. Quantomeno finora.

Questo rapido post ha però generato alcuni commenti che ho ricevuto via email. Primo fra tutti, quello dell’amico John Ludd che torna a trovarci, dopo uno dei suoi viaggi (questa volta sulle mie montagne). Siccome il suo punto di vista lo ritengo sempre molto interessante, in quanto è una persona estremamente meticolosa, curiosa, intelligente e realistica, dietro sua autorizzazione, ho deciso di pubblicare la sua email.

Pandemic Risk is…NOW: la voce di John Ludd

Il contenuto del tuo post sulla pandemia (CLICCATE QUI per vederlo)  è errato. Innanzitutto la pandemia è in corso, anzi appena agli albori, quelle storiche sono terminate.
Secondo, i dati sono parziali e del tutto inaffidabili relativamente alle nazioni povere ma non solo. Poichè non vengono fatti tamponi ai morti, stime sulla reale portata dei decessi possono essere calcolate solamente considerando lo scostamento tra il numero dei morti effettivamente avvenuto nel periodo T e quello che si sarebbe dovuto avere nello stesso periodo considerando i dati storici. Se T è abbastanza ampio (qualche mese, dunque non poche settimane) è un dato statistico molto robusto, le fluttuazioni (a loro volta una variabile statistica calcolabile con ottima precisione) molto modeste. Considera questo frammento dell’articolo tratto dal Boston Globe.

The real number of dead from the crisis could be significantly higher: As many as 215,000 more people than usual died in the U.S. from all causes during the first seven months of 2020, according to CDC figures. The death toll from COVID-19 during the same period was put at about 150,000 by Johns Hopkins.

La fonte è eccellente (…). Questo è nulla rispetto quanto avviene in paesi come Brasile, Argentina, Bolivia, India etc… Questo studio stima il numero dei casi reali in Brasile sette volte quelli ufficiali. Il numero dei decessi sarà certamente non pari a sette volte ma almeno 2-3 volte tanto.

Fonte: IDEAS

A Luglio ero in Svizzera dove ho incontrato una coppia di medici di Bellinzona. Mi raccontavano che il numero di casi e morti in Svizzera nel periodo caldo è stato molto superiore in quanto non venivano fatti test ai morti.

Starei molto attento a non pubblicare dati fuorvianti. I conti si faranno alla fine, quindi non prima del 2024. Poi c’è l’aspetto economico/politico/sociale e il fallimento di ogni paese civile o meno nel prossimo futuro che deriva dall’impossibilità di mantenere neppure parzialmente fede ai trilioni di pagherò che sono stati emessi (in buona parte già da prima).

Ho sempre ritenuto che una persona che vive quanto oggi atteso (80 anni circa) non può evitare di incontrare nel corso della propria vita almeno un episodio estremo, di rottura, epocale, per sua natura distruttivo. Questo lo è, in parte per la sua natura, in parte in quanto le società tutte sono indebolite e invecchiate.

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STAY TUNED!

Danilo DT

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