Crollano i mercati senza protezione. Ora tocca alla BCE

23 Luglio 2012 09:23

Incertezza alle stelle. Lo scudo anti spread non arriverà se non forse a settembre. E nel frattempo? Tutto è nelle mani di Mario Draghi e della BCE.

In questi giorni ho ricevuto diverse email di lettori decisamente preoccupati per l’andamento dello spread BTP Bund e del conseguente crollo dei titoli di stato, complice anche l’abbassamento del rating di Moody’s. (VEDI FLASH DI OGGI)
La domanda che più mi viene posta è come mai quest’impennata dei tassi e gli eventuali effetti della cosiddetta crisi da contagio (effetto contagio).
Beh, su quest’ultima tematica credo ci sia ben poco da dire.
L’effetto domino o effetto contagio era quanto mai atteso, quindi l’instabilità della Spagna non può che trascinare al ribasso anche la nostra borsa e i nostri titoli di stato.
Certo, lo spread a 523bp è esagerato. Più volte in passato ho dimostrato che lo spread “giusto” dovrebbe aggirarsi sui 200bp. Oggi siamo a più del doppio.

Le motivazioni, come detto, sono l’effetto contagio, ma anche una recessione molto dura, che poi fa danni assieme alla necessaria austerity del Governo Monti (necessaria causa fiscal compact). Forse a qualcuno di voi è sfuggito il fatto che giovedì il parlamento ha ratificato i trattati europei, “condannando” l’Italia a un prossimo ventennio di austerity selvaggia.  Occorrerà fare il possibile per rierntrare in 20 anni nel ratio debito/PIL al 60%. Oggi è al 120%. Fatevi due conti e capirete quale onere pazzesco ci aspetta, il tutto condito con un costo sul debito in aumento ed una crescita economica in diminuzione...

E poi… e poi c’è un elemento che resta fondamentale e che molti stanno sottovalutando.
Si chiama incertezza politica.
Come ben sapete, il 2013 rappresenta l’anno della fine del governo Monti e delle elezioni.

Cosa può pensare il mercato? Come fanno gli operatori ad avere fiducia dell’Italia se non si ha la più pallida idea di chi governerà in futuro il Bel Paese?

Fino ad ora il Governo Monti è riuscito a trasmettere al mondo un’immagine decisamente più solida e credibile del nostro Bel Paese rispetto al passato. Ma il 2013 è praticamente domani. E visto che elezioni saranno in primavera, capite benissimo che è una questione di pochi giorni.
E chi ci sarà nel Dopo Monti?
La politica resta quindi un elemento determinante. E l’incertezza di questi futuri 9 mesi non potrà che essere un elemento negativo per il nostro paese.
Tanto per capirci, l’effetto di questa incertezza va poi ad aggiungersi ad un’altra situazione di massima criticità. A settembre, e SOLO a settembre, la Corte Costituzionale tedesca si pronuncerà sull’ESM. E fino ad allora chi proteggerà lo spread?
Quindi il mercato assume tutti i requisiti di massima volatilità per le prossime settimane, esattamente quello che si VOLEVA evitare ma che invece si sta concretizzando.

Cosa si potrebbe fare per evitare che la situazione degeneri?

In merito all’Italia, vista la fase di enorme difficoltà (e qui mi beccherò delle critiche, ma fa lo stesso!) potrebbe essere importante “giocare d’anticipo” e andare alle elezioni anticipate, proprio per evitare di dare il mercato in pasto alla speculazione per così lungo tempo.

In merito all’Unione Europea, diventa assolutamente determinante in questa fase “sabbatica”, dove il mercato non ha protezioni, il ruolo della BCE.
Proprio quella BCE che è guidata da Draghi e che ieri ha detto:

… l’euro è «irreversibile» e la Banca centrale è pronta a intervenire «senza tabù» anche con misure non convenzionali, ma il suo ruolo non è di risolvere i problemi degli Stati….

Certo, la Bce non può risolvere i problemi di Spagna ed Italia. Ma di certo ha i mezzi per contenere quantomeno la speculazione. Ma la Bce non può fare quello che vuole. Ha uno statuto che deve rispettare, ha una Germania che la vuole molto rigida e poco creativa. Ma è anche vero che la Bce è sollecitata da più parti, ultimo in ordine di tempo a farlo è stato il Fondo monetario internazionale, che la vuole più attiva. E ora, in questo clima MOLTO incerto, la BCE deve dimostrare che il suo è un ruolo chiave.


Rimettere mano all’SMP? Potrebbe essere una soluzione.
Abbassare i tassi di interesse per l’ennesima volta? La soluzione, che per voi sembrerà inutile ed assurda, questa volta, potrebbe invece avere EFFETTI IMPORTANTI, in quanto un ulteriore taglio dei tassi porterebbe il tasso di deposito presso BCE (quindi il tasso a cui viene pagato il denaro che le banche “parcheggiano “presso la banca centrale) addirittura in NEGATIVO.
Questo tasso, che oggi è a zero, andrebbe in negativo e costringerebbe le banche a PAGARE per lasciare i soldi in BCE. Uno stimolo per rimettere il denaro in circolo nel mercato.

Ma non solo BCE…

Ma si sa… non basterà certo la BCE a risolvere tutto. I problemi sono ben più grandi e profondi. Manca una sovranità condivisa, una sovranità europea che “domini” i singoli interessi nazionali.
Ed è per questo che non si va avanti nelle riforme che continuano ad essere drammaticamente lente e ingarbugliate.
Parlare in questo clima di Eurobond è impossibile, di ERF comunque sempre molto difficile. E’ giunta l’ora di dare il giusto potere ad un rinnovato Parlamento Europeo, con potere ed autorità all’interno di una potenziale federazione Europea. E’ un passo che diventa, secondo me, necessario. Prima che sia troppo tardi.

STAY TUNED!

DT

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