DEFAULT: anche un paese con valuta propria può fallire. Argentina docet.

25 Settembre 2019 12:29

Alcune situazioni quantomeno complicate possono servire da lezione. Perché la storia spesso insegna ma noi, umani, siamo testoni e non vogliamo imparare.
Parliamo di default Argentina. Una notizia non sicuramente recentissima ma che ancor oggi lascia i suoi strascichi ed i suoi punti interrogativi.

(…) Si chiama default, si pronuncia «ristrutturazione del debito». L’Argentina ci ricade, stavolta per circa 110 miliardi di dollari. Il governo di Mauricio Macri, uscito pesantemente sconfitto dai peronisti nelle primarie di due settimane fa, si appresta ad affrontare le presidenziali del 27 ottobre con una scelta finanziaria inevitabile, la rinegoziazione del debito, appunto. (…) «Secondo i nostri criteri Fitch ritiene l’Argentina in default sulle sue obbligazioni e ritiene questo sviluppo un “distressed debt exchange”» recita una nota dell’agenzia di rating. (…)[Source

Quando si parla di Argentina e di default (questo se non erro è il numero 9 della sua storia) mi torna alla mente quello che rischia il nostro paese, visto che abbiamo un’esposizione come rapporto debito / PIL non indifferente.
Ma qual è l’insegnamento che ne deriva?

1. Il fatto di avere una moneta sovrana non impedisce che un paese faccia default sul debito. La ragione principale, ma non l’unica, è che una buona parte, circa tre quarti, del debito argentino, è denominato in valuta estera. Perché il governo Argentino non ha emesso in misura maggiore titoli in pesos? La realtà è che gli investitori internazionali cercano di evitare di investire in una valuta che può essere manipolata dal debitore e quindi su di essa chiedono un premio per il rischio più elevato.
2. Il fatto di avere una  moneta sovrana  non impedisce il default neanche sui debiti denominati in valuta locale. Nel comunicato del 30 agosto, Standard&Poor’s afferma che il governo sta cercando di ottenere un allungamento delle scadenze sui debiti commerciali in valuta estera e in pesos e che questo aumenta il rischio di default sull’intero debito. Ma perché il governo preferisce fare default anche sui debiti in valuta locale quando potrebbe benissimo rifinanziare il debito in peso facendo ricorso alla moneta della Banca Centrale? La risposta a questa domanda è che, di nuovo, ciò determinerebbe un aumento della moneta in pesos, il che aggraverebbe il problema della svalutazione esterna della moneta nonché il problema dell’inflazione.
3. La svalutazione del cambio non è necessariamente un bene e può anzi essere un gravissimo problema economico e anche sociale. L’idea che la svalutazione del cambio sia una sorta di albero della cuccagna è stata propagandata in questi anni da diverse parti, ma non trova alcun riscontro nella riflessione degli economisti. Una svalutazione eccessiva genera inflazione e impoverisce i detentori di moneta e tutta quella ampia parte della popolazione che vive di redditi fissi: lavoratori dipendenti e pensionati. Né il problema può essere risolto con l’indicizzazione di questi redditi, perché ciò non farebbe altro che produrre un avvitamento verso l’alto di prezzi e salari. In Argentina, l’inflazione al consumo secondo gli ultimi dati relativi al mese di luglio è al 54,4 per cento ed è destinata ad aumentare per via della recente svalutazione del cambio
4. La svalutazione può essere recessiva. La svalutazione, oltre a impoverire i percettori di redditi fissi, può avere effetti recessivi sull’economia anche quando siano soddisfatte le condizioni di Marshall-Lerner (somma delle elasticità al prezzo di export e import maggiore di 1) e dunque possa avere un effetto positivo sulla bilancia commerciale. Ciò è dovuto essenzialmente al fatto che si riduce il poter d’acquisto di gran parte della popolazione, un fatto noto nella letteratura economica come effetto di Harberger-Laursen-Metzler. Pesanti possono essere anche gli effetti sui bilanci di imprese e famiglie: chi si è indebitato in valuta estera e ha entrate in valuta domestica rischia la bancarotta per effetto di una forte svalutazione. [Source

Così, nel dubbio, chi pensa di poter fare delle furbate con il ritorno alla Lira, magari ci faccia un pensierino, e magari inizi ad appoggiare un movimento che sia rivoluzionario sui patti di Maastricht prima ancora di sponsorizzare a gran voce l’ItalExit.

STAY TUNED!

Danilo DT

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