Il mondo che vorrei

Sono cresciuto in un paesello della Valle del Po, 5.000 anime compresi cani , gatti e canarini.
Nella piazza principale, oltre al negozio di mia Madre, c’erano Tillio col suo ” alimentare”, Mariuccia con l’emporio dove trovavi di tutto, Il Bar del Centro (immancabile), Il negozio di bombole del gas che vendeva pentole e piccoli elettrodomestici . Col suo concorrente che già vendeva lavatrici e televisori. Poi la ferramenta ,l’orologiaio, ed il Baretta, un omone grande e grosso e buono con delle mani enormi. Come la mia testa
Da lui andavo a comprare il latte col baracchino, un contenitore di alluminio con tanto di manico e chiusura a pressione. Mesceva con dei contenitori anche loro di alluminio, da un quartino , e mezzo litro , rigorosamente punzonati una volta l’anno in comune nell’ufficio metrico.
Se chiudo gli occhi sento ancora il profumo di pulito . Era sempre con la ramazza a pulire. Acqua e acqua. Faceva il burro con la zangola , una specie di botte che ruotava grazie ad un motore elettrico, tutto di sua invenzione e quando il burro era pronto lo metteva nei panetti. A me a volte lasciava aiutare chiudendo coi rivetti il la carta olleata .
Poi c’era una pettinatrice, e l’osteria dove a metà giornata qualcuno attraversava la piazza chiaccherando col suo amico immaginario. E poi Colomba, col suo negozio di pasticceria , un po’ fanèe, scuro con tutte quelle arbarelle d’epoca dove c’erano le “pastiglie” e gli scaffali con le scatole in latta di biscotti . Un po’ cari, ma di marca.
E in vetta allo scaffale un quadro impressionista che pur nella mia ignoranza fanciullesca avevo immaginato prezioso. E sono sicuro che lo era … scuro che quasi non si vedevan le figure, ma emanava un fascino particolare . Chissà che fine ha fatto…
Colomba , faceva anche le iniezioni, così tanto per arrotondare. E poi c’era Marì, si chiamava così perchè da piccola era stata in Francia , bambina in affitto.Ma questa è un’altra storia.
Marì faceva la bidella, e ogni mattina alle 7,45 suonava la campana della chiesa. Ma non la “Baudetta” , la Martinella. Aveva un suono particolare, e se quando la sentivi eri ancora a letto eran guai. E poi chi c’era? Ah si il materassaio , che ogni giorno cardava lana con una strana macchina fatta a slitta con degli uncini , e poi cuciva i materassi.
E poi Aldo il barbiere e suo fratello Dodo che faceva il mobiliere Nel senso che forniva la base per i materassi del materassaio. Quindi il macellaio , un pezzo d’uomo col fisico alla Swarzenegger ( che allora non era ancora nato). Quando incartava la carne alle signore chiedeva : -” Vuole altro?”;E chissà perchè lo diceva con un sorrisetto…
E poi c’era Mura, il suo concorrente , che aveva la Bassa macelleria. Lui macellava le bestie già morte . Abitava sotto casa mia e a volte gliele portavano di notte. Chissà come mai? Naturalmente era basso anche lui ,e minuto, ed aveva sempre degli elastici che gli tenevano strette le maniche della camicia. Non faceva grandi affari , anche perchè comprare dal lui voleva dire di ammettere di essere un po’ sfigati.
Ed allora faceva anche il falegname . E costruiva mobili bellissimi . Ne ho ancora un paio. In Douglas d’america , come diceva lui con soddisfazione.Era un personaggio. Anche perchè mentre gli altri avevano magari un cane, lui aveva per compagnia una gallina americana. Erano inseparabili.
Non ricordo se sia morto prima lui o la gallina.
Quindi a conti fatti, in una piccola piazza di un piccolo paese, c’erano diciotto imprese commerciali. Non credo che versassero molti soldi all’erario, anche perchè allora se non ricodo male c’era l’IGE ( credo imposta generale sull’entrata. L’ho cercata su wiki ma non c’è neanche più li eh eh eh )
Però di sicuro non ne chiedevano e non credo avessero debiti con le Banche Certamente non per l’attività che svolgevano. Anche perchè quando facevano un acquisto prima mettevano da parte i soldi, e poi , indossato il vestito buono, tutta la famiglia procedeva, col Papà che tirava fuori i contanti, non senza prima aver contrattato l’adeguato sconto.
Ben volete sapere oggi quante imprese sono rimaste? TRE, Il bar, la ferramenta. e l’orologiaio. Di queste quello che ha più futuro è proprio l’orologiaio.
Si è specializzato nel sistemare pendole antiche e non prende impegni fino al 2012. E non per colpa dei Maya, ma per il fatto che prima non ha spazio in agenda .
Tutti gli altri son spariti
Anche di rondini d’estate mi sembra ce ne sian di meno.
Ottofranz
Questo articolo è dedicato a tutti coloro che ricordano con malinconia il mondo che era, nella consapevolezza che quei tempi spensierati e sereni non verranno più ma che resteranno per sempre indelebili nella nostra memoria.
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DT
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