Limitare le perdite con metodo
Nota di Gremlin: Quello che segue è un pezzo di Gainhunter che illustra un metodo semplicemente geniale, consigliabile a tutti, anche ai cassettisti; e se qualche cassettista non c’ha capito un tubo allora non esiti a chiedere chiarimenti ma prima cerchi di capire bene cosa si intende per “stoploss”. Il titolo è mio e mi assumo le dovute responsabilità; i contenuti sono di Angelo “Gainhunter” che si gode un po’ di meritata popolarità.
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Quando si fa un investimento, o un’operazione di trading, si decidono per forza tre cose, senza le quali è impossibile fare l’operazione:
– quando investire
– in cosa investire
– quanto investire
Questi tre parametri sono sufficienti per fare un investimento, ma NON sono sufficienti per fare un investimento accorto. Abbiamo visto qui che bisogna già stabilire a priori quando chiudere l’operazione, se si vuole evitare di prendere decisioni sull’onda delle emozioni del momento. Fissare uno stop loss a priori significa contemplare la possibilità che l’operazione vada in perdita, in altre parole si accetta il RISCHIO di buttare via una parte dei propri risparmi. E allora proviamo a cambiare l’approccio mentale: invece di “quanto investire” chiediamoci: “Quanto RISCHIARE?”
Per rispondere a questa domanda potremmo utilizzare un metodo qualsiasi, io uso questo:
1. Decidere quant’è la massima perdita che si e’ disposti a subire in un trade. E’ una scelta del tutto personale, ma se si vuole sopravvivere deve essere sufficientemente bassa per consentire il maggior numero di trade prima di far fuori il capitale. Spesso gli autori di libri sul “risk management” quantificano tale perdita in un massimo del 2% del capitale.
2. Decidere a quale prezzo liquidare il trade in perdita (stoploss). Può essere un livello determinato in base all’analisi tecnica (per esempio un supporto), alla volatilità (uno stop troppo vicino su un titolo molto volatile ha buone probabilità di essere raggiunto), al timeframe (un trade con timeframe mensile avrà uno stop loss molto più largo
rispetto a quello di un trade intraday), ecc.
3. Determinare l’importo da investire in funzione dello stop loss e della perdita massima:
– si calcola la perdita unitaria (prezzo di acquisto – prezzo presunto di vendita nel caso entri lo stop loss)
– si calcola la percentuale sul prezzo di acquisto
– si divide la perdita massima per la percentuale.
Esempio
Supponiamo che per me il 2% del capitale sia una perdita esagerata (a meno che si disponga di un trading system particolarmente affidabile), quindi ridefinisco un perdita massima pewr me accettabile su ogni trade a 100 euro.
Facciamo questo esempio con due trade diversi:
1. ETFS long dollaro short euro leva 3
Il dollaro è chiaramente in trend rialzista, quindi decidiamo di entrare subito (a 61.62 dell’ETFS, 1.25 dell’EURUSD), senza tanti complimenti. Piazziamo però lo stop a 1.28 di EURUSD, che stimiamo corrisponda a 56 dell’ETFS. Potrebbe essere determinato da una resistenza, da una deviazione standard, è ininfluente per la spiegazione di questa tecnica.
Calcoliamo quanto investire:
Perdita unitaria = 61.62 – 56 = 5.62
Percentuale = 5.62 / 61.62 = 9.12%
Importo = 100 / 9.12% = 1096 euro -> circa 18 pezzi * 61.62
In altre parole ho fatto un calcolo a ritroso: partendo dal concetto che voglio perdere al massimo 100 euro e avendo deciso qual è il livello di stoploss, determino la quota massima di capitale da investire che, in funzione del prezzo di mercato dell’etn, mi farà decidere la quantità da acquistare.
2. Sorin (titolo facente parte del FTSE Italia Mid Cap, settore chimico/salute)
Dal grafico giornaliero (clicca per ingrandire) si vede chiaramente che il movimento ribassista in atto nel 2011 si è fermato e da Febbraio 2012 Sorin sta lateralizzando. Sarà accumulazione o distribuzione? Se sarà accumulazione ci sarà una rottura al rialzo, quindi andiamo a cercare dei livelli di ingresso.
Resistenze: 1.45, 1.47, 1.52
Compriamo al superamento di 1.47 con stop loss a 1.45. Per essere più sicuri, compriamo se rompe 1.48 e piazziamo lo stop a 1.44.
Calcoliamo quanto investire:
Perdita unitaria = 1.48 – 1.44 = 0.04
Percentuale = 0.04 / 1.48 = 2.70%
Importo = 100 / 2.70% = 3703 euro -> circa 2500 pezzi * 1.48
Se applicassimo la regola secondo cui il capitale va diviso in parti uguali, investiremmo la stessa somma sui due trade; di conseguenza se entrambi i trade andassero in stop avremmo due perdite molto diverse tra loro. Supponendo di investire 3000 euro per trade, avremmo:
270 euro di perdita sull’ETFS (48 pezzi investiti: 3000 / 61.62)
81 euro di perdita su Sorin (2027 pezzi investiti: 3000 / 1.48)
Applicando invece la tecnica illustrata sopra, le perdite sarebbero identiche:
100 euro sul dollaro (38 pezzi investiti)
100 euro su Sorin (2500 pezzi investiti)
Questo perchè dividiamo il RISCHIO (e non il capitale) in parti uguali.
Quindi, rischio identico su trade molto diversi tra loro. Infatti:
– l’ETFS sul dollaro ha una deviazione standard a 14 giorni pari al 3%, Sorin ha una deviazione standard pari all’1.6%.
– lo stop per il dollaro è a -9.12%, per Sorin è a -2.70%.
Ma su entrambi rischiamo sempre al massimo 100 euro.
Considerazioni
Nessuno ci obbliga a rischiare lo stesso importo su tutti i trade (ricordiamoci che quando dico “rischiare un certo importo” parlo proprio di perdita reale, non di capitale investito). Se crediamo di più nel trade sul dollaro possiamo benissimo decidere di rischiare 200 euro sul dollaro e 100 su Sorin. Ma ragionando in termini di RISCHIO (o di perdita massima) sappiamo esattamente quanto andremmo a perdere qualora le nostre previsioni si rivelassero errate.
La stessa tecnica può essere usata per il trailing stop. Per esempio, se siamo in guadagno e abbiamo avvicinato lo stop, e a un certo punto la volatilità aumenta, visto che il trend è solido potremmo voler allargare lo stop per evitare di essere buttati fuori dal trade troppo presto, ma al contempo non vogliamo restituire al mercato troppi guadagni. Allora decidiamo quanto giocarci e riduciamo l’importo investito (vendiamo una parte) in funzione del livello di stop e della parte di guadagni che siamo disposti a perdere.
Note
Per ulteriori dettagli su questa tecnica (“Fixed fractional trading method”) e su altre tecniche molto più efficienti: Ryan Jones, “The Trading Game”
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