MACROECONOMIA e ORO: attimo di pausa per il metallo giallo (ma per poco)

GUEST POST: dopo il rally delle settimane scorse, l’oro ritraccia. Ma esiste il rischio del collasso del sistema finanziario globale? Il barometro settimanale dell’oro.
Settimana caratterizzata dal ritracciamento ribassista del metallo giallo. Prese di profitto da parte degli operatori del settore e le dichiarazioni di un ulteriore taglio (TAPERING) alle misure di “quantitative easing” (espansione monetaria) da parte della FED, hanno reso vulnerabili le quotazioni del lingotto.
Dopo aver raggiunto il picco massimo di quotazione da 6 mesi a questa parte ($ 1.392,22 il 17 marzo), l’oro e’ entrato in una fase di “ipercomprato”, incanalandosi successivamente all’interno di un trend ribassista di breve periodo (short-term downtrend). Se l’oro fosse riuscito a conservare i guadagni della scorsa settimana, il lingotto avrebbe raggiunto il record di miglior trimestre rialzista dal 1985 a oggi (testando un guadagno del 14%).
Il Presidente Janet Yellen ha annunciato una svolta nella “guida” (forward guidance) della FED, riguardo i tassi e le politiche monetarie: sara’ abbandonato il parametro del tasso di disoccupazione (nel 2012 stabilito nella percentuale del 6,5%) quale criterio per considerare rialzi dei tassi d’interesse. Mossa molto astuta, quella della Yellen; il tasso di disoccupazione “ufficiale”, rilevato statisticamente dal BLS (Bureau of Labor Statistic), e’ palesemente “adulterato” al ribasso, non tenendo in considerazione tutta una serie di parametri nel conteggio percentuale dei disoccupati (ad es. non tiene in considerazione i disoccupati di lungo termine, non piu’ iscritti nelle liste di collocamento). La Yellen ha affermato che saranno presi in considerazione altri parametri per stabilire l’andamento dei tassi e la politica monetaria; si parla di un “ampio ventaglio di dati”, dall’evoluzione dell’inflazione, agli sviluppi finanziari, al mercato del lavoro in generale, etc. 
JIM RICKARDS: IL CROLLO DEL SISTEMA MONETARIO INTERNAZIONALE
Jim Rickards ha scritto un nuovo libro intitolato “The Death of Money” (La Morte del Denaro – l’imminente collasso del sistema monetario internazionale), il quale uscira’ in Canada e negli USA, a partire dal giorno 8 aprile.
Il nucleo principale del libro di Jim tratta del PROSSIMO crollo del sistema monetario internazionale.
“Il sistema monetario internazionale e’ effettivamente crollato negli ultimi 100 anni, per ben tre volte: durante il 1914, nel 1939 e poi nel 1971. Sono eventi che accadono nella Storia. Nel mio libro, in primo luogo, avverto il lettore che un nuovo evento di questo genere sta per arrivare; in secondo luogo cerco di dargli strategie per proteggere i suoi investimenti”.
Riguardo l’oro, Rickards ritiene che la FED sia preoccupata solo di una cosa: che le quotazioni del metallo giallo incrementino in “modo metodico”, in “modo ordinato” e non repentino.
In buona sostanza: la FED e’ consapevole che lo status di valuta di riserva globale del dollaro e’ giunto al capolinea e che esso e’ insidiato direttamente dal valore del metallo giallo.
IL GOVERNO INDIANO RIDUCE I VINCOLI ALL’IMPORT DI ORO PER CINQUE BANCHE NAZIONALI
La RBI ha ufficialmente permesso l’import di oro a cinque banche nazionali (HFDC Bank; Axis Bank; Kotak Mahindra Bank; Indus Ind Bank; Yes Bank).
Con questa mossa, l’import previsto di oro verso l’India aumentera’ a 40 tonnellate mensili (esattamente il doppio; a febbraio l’import era di 20 tonnellate). Prima delle restrizioni all’import di metallo giallo, l’India importava una media di 70 tonnellate di oro al mese (l’import di oro era secondo solo al petrolio).
Un’ ulteriore “distensione” ai dazi e vincoli all’import potrebbe essere varata dal nuovo Governo, che sara’ formato a giugno.
L’attuale Ministro delle Finanze, P. Chidambaran, ha dichiarato che i dazi all’import saranno rivisti alla luce dei “numeri” del deficit delle partite correnti (il deficit in import). Secondo le previsione, il deficit delle partite correnti indiano, che sara’ reso noto ai primi giorni di giugno, si attestera’ sotto i 40 miliardi di dollari americani, per l’anno fiscale conclusosi il 31 marzo. Ben al di sotto degli 88 miliardi di dollari americani, risalente all’anno precedente.
Ricordo che l’India e’ la seconda nazione maggior importatrice di oro, dopo la Cina.