Male le vendite di case esistenti

21 Marzo 2011 15:32

E alla fine la ciliegina sulla torta. A completare i numeri del mercato immobiliare statunitense per il mese di febbraio, oggi Realtor, sigla che indica l’associazione delle agenzie immobiliari americane, ha pubblicato i suoi dati in merito al numero di compravendite di case esistenti. Come avrete già capito il dato di oggi è uscito piuttosto bruttino e in linea con quelli rilasciati dal Census, andando a “correggere” in parte il movimento comunque senza precedenti in atto dall’agosto del 2010.

4 milioni 880 mila sarebbero le case esistenti vendute nel mese di febbraio, dato ovviamente aggiustato e annualizzato. Il calo e del 9.6% rispetto agli incredibili picchi di gennaio del 2011.

Il grafico parla chiaro, nonostante gli americani abbiano di fatto smesso di indebitarsi per acquistare ville, villette, appartamenti e altro, il numero di compravendite ha comunque continuato a crescere grazie alle transazioni in contanti. Febbraio è stato infatti anche il mese in cui si è battuto il record per quanto riguarda appunto questo tipo di pagamento: il 33% degli acquisti sono stati fatti cash.

Coloro che hanno acquistato casa per la prima volta sono stati il 34%, rispetto ad un 43% di un anno prima, mentre gli investitori sono stati il 19%, in ribasso del 23% di gennaio. Purtroppo per essi, si deve pure segnalare che il prezzo mediano di un’abitazione si attesta ora al -5.2% rispetto al febbraio del 2010, proprio a causa dell’alto numero di compratori cash. Questo significa ancora estrema debolezza, in quanto è la domanda a dettare i prezzi, e non l’offerta.

Come al solito tutto questo si traduce in un’opportunità. È da tre anni che l’opportunità si manifesta, è da 5 anni che il prezzo delle case sta scendendo. Quando ricapiterà mai un’opportunità simile? Certo, direte voi, negli USA non c’è stata la distruzione e il conseguente disastro nucleare che ha invece stramazzato il Giappone: l’opportunità è inferiore… . Forse qualche illuminato pensatore con tanto di master in economia potrebbe presto proporre di abbattere volutamente migliaia di abitazioni in Florida o California ( lì il mercato immobiliare è particolarmente debole ) e spargere un po’ di terriccio radioattivo lungo le coste oceaniche, già interessate in Florida dal disastro della  BP. Ve lo ricordate il disastro della BP? Quante volte avevate letto che si trattava di un’opportunità? MAI, ZERO. Al contrario, gli americani, avevano preteso risarcimenti miliardari per ripagare sia le operazioni di pulitura ( che si sono poi tradotte in pulitura chimica … ) sia per in qualche modo risarcire le migliaia di aziende in estrema difficoltà in quanto collegate alla normale vita marina, alterata e distrutta proprio dalla marea nera. BENE STAVOLTA IN GIAPPONE NON SI PARLA DI PETROLIO, MA DI NUCLEARE, RADIOATTIVITÀ: allora, come mai adesso una simile catastrofe ci viene raccontata come un’opportunità?

Mattacchiuz

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