MIB, allarmi siam cassettisti ribassisti!

di gremlin
25 Novembre 2010 13:08

Eccolo qui sotto il MIB, nello splendore del settimanale che fotografa le performance di tutto rilievo di un indice fatto apposta per il cassettismo contrarian.

Il bottom 2009 ha sovraperformato di gran lunga gli indici internazionali maggiori e il rally 2009 ha avuto addirittura del prodigioso: è durato SOLO sei mesi (che schifo il Dax che continua a fare nuovi massimi ancora adesso!), ha ritracciato SOLO il 38% nella sua configurazione peggiore (top di ottobre 2009) rispetto al massimo 2007 e da 13 mesi riesce a costruire SOLO massimi relativi decrescenti. Questo sì che è un indice da investimento!
Purtroppo la discesa continua dall’ottobre 2009 non è inserita in un canale discendente di lungo periodo pulito pulito come quello che si vede sul Nikkey (questo sì che è il miglior indice mondiale!); è invece un triangolone che lascia tutti col fiato sospeso: ci stiamo avvicinando alla fine della correzione del bear market secolare con la ripresa del tanto sospirato panic selling ab libitum o ci sgretolerà i neuroni in un ampio laterale 17600/24500 fino a che Bernanke non lascerà la FED per fondare un’associazione in difesa dei risparmiatori?
Mi spiace dirlo, ma il merito di questo appeal che il Mib s’è giustamente guadagnato non solo fra i privati risparmiatori ma soprattutto fra i collocatori di fondi azionari italiani non è per niente attribuibile al buon governo italico, no no no! Questo successo lo dobbiamo esclusivamente alle banche che incuranti dei deprecabili lacci che si vorrebbe metter loro, tipo tier stresstest trasparenza difesa del risparmio privato ecc, si sono distinte nell’indice a loro dedicato con grande autonomia e vero spirito d’iniziativa. E senza queste capacità imprenditoriali col piffero che avremmo ottenuto performance azionarie così brillanti!
E’ vero, noi continuiamo ad invidiare i giapponesi che da vent’anni si sono arricchiti come non mai coi short PAC, però non dobbiamo proprio lamentarci. Pensate ai tedeschi che sono costretti ad andare long ogni giorno, poveretti, nel grafico sotto si capisce come sono messi male!
Per non parlare poi degli yankee che appena lo spoore buca un supporto ecco che arrivano valangate d’ordini d’acquisto peraltro in buona parte farlocchi ma sicuramente efficaci.

Operativamente per il lungo periodo
1. Da un punto di vista socio-cuturale stiamo entrando in un nuovo Rinascimento, rivoluzione dei costumi e dell’etica, per cui NON aprire nuove posizioni. La logica vorrebbe che il triangolone si rompesse al ribasso, troppo bello per il cassettista short, allora assumiamo un atteggiamento neutro-scaramantico e restiamo in attesa di segnali operativi importanti, senza aver premura. L’eventuale disgraziatissima rottura della resistenza a 24500 sarebbe una vera rottura, ma anche l’occasione per scoprire che il bicchiere ora è mezzo pieno e non mezzo vuoto, per cui smettere di darsi arie da contrarian e seguire il mercato al rialzo.
2. Chi è già in guadagno farebbe bene a prender profitto, almeno sulla metà delle posizioni e attendere. Anche se perdesse una prima gamba di ribasso poco male, ha tutta la vita davanti a sè per guadagnare con le banche italiane.
3. Chi invece ha la maledetta sfortuna di trovarsi ancora in perdita perchè ha comprato internet e assicurativi invece di venderli, deve pensare seriamente di essere stato colpito da malocchio. In questi casi si consigliano rimedi pittoreschi ma inefficaci, tipo il lancio del sale alle spalle. Occhio che se lanciate un pacco da un kilo alla cieca poi potreste avere nuove grane. Molto meglio leggersi un manuale di pari peso, ad esempio “50 ricette per fare hedging di portafoglio” e meditare sul passato per riprogrammare il futuro.

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