Mini SP500, burlone delle mie brame
Poche parole e un bel grafico orario che dimostra quanto è forte questo toro.
In apertura WS prendeva profitti ma poi le vendite si facevano via via sempre più sostenute. I big si ritiravano dal gioco in attesa di capire meglio se Bernanke ha preso per i fondelli il mondo intero; se così fosse non gliela perdonano e iniziano a silurarlo sull’azionario. Poi un giorno lo inviteranno a Londra, nei pressi del ponte dei Frati Neri evocativo dei bei tempi passati…
Dopo due orette di vendite scroscianti l’etereo PPT ha acceso i motori dei suoi trading system e il risultato in chiusura è addirittura spettacolare avendo fatto saltare tutti gli stop dei ribassisti, ma…
Ma subito dopo la campanella di chiusura (una campanella nel regno dell’high frequency non è commovente? è il volto umano del mostro finanziario) inizia la sessione riservata ai trader istituzionali, col PPT spento, e allora tutti giù per terra.
Cose piccole s’intende, ma sintomatiche di un mercato controllato. Il fatto che sia controllato nel senso di impedire ritracciamenti corposi che rientrano nella fisiologia comportamentale degli operatori di borsa non è di per sè un male assoluto. In un’economia dove il barometro reale segna depressione in aumento, la manipolazione rialzista se esercitata ad hoc e per periodi limitati è una cosa buona. E’ per questo che riconosco la solidità del toro (dico toro, non torello). Ma se la manipolazione sfocia in euforia irrazionale allora è matematico che andiamo a replicare quanto è successo a cavallo del nuovo e vecchio millennio (bolla internet).

