#MPS: Profumo di aumento di capitale. E siamo a 10 miliardi in 5 anni!

11 Febbraio 2015 22:59

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Su Monte dei Paschi ho ormai esaurito le parole. Già fin dal periodo in cui dominava la piazza di Siena quel fenomeno di Mussari, che è poi anche presidente dell’Abi (tanto per capire il “peso della politica e del salotto buono” nel mondo bancario) ho sempre detto tutto quello che pensavo sul gruppo senese, spiegando anche tutte quelle folli “porcate” in derivati che l’hanno portata alla deriva.
Un vero colabrodo insomma.

Ancora oggi ricordo quella frenesia che si percepiva sul mercato nel lontano 1999, quando la banca più vecchia del mondo, la MPS appunto, si quotò a Piazza Affari.
Ancora nessuno lo poteva sapere ma proprio quella quotazione fu l’inizio della fine.

Infatti si partì con la campagna di gloriose acquisizioni che furono semplicemente catastrofiche. Prima Banca Agricola Mantovana, poi Banca 121 (Ex Banca del Salento). E già con questo istituto iniziarono seri problemi.

Ma ve le ricordate quelle operazioni in prodotti finanziari che venivano fatte, utilizzando dei finanziamenti della banca stessa?
Ma poi…ecco il capolavoro. Anno 2007, MPS annuncia, dopo una lunga trattativa, l’acquisto di Antonveneta per 9 ripeto 9 miliardi di Euro.

Ecco, da allora la parabola discendete fu rapida ed inesorabile. Il crollo nella capitalizzazione, le perdite sempre più ampie, la crisi di liquidità, gli stress test, le continue richieste di ricapitalizzazione.

grafico-mps

Oggi MPS capitalizza 2 miliardi di Euro. E chiede al mercato ben 3 miliardi di Euro, a seguito di una perdita di 5,34 miliardi nel 2014 Con l’aiuto dell’amica Camilla Conti  si sono fatti due conti, ed ecco il risultato. Dal 2011 sono stati chiesti al mercato 10 miliardi di Euro. Per gli azionisti una catastrofe assoluta. Per il mondo bancario uno smacco pauroso. La banca più vecchia del mondo che si briciola sotto il vento della politica e della malagestione.

Ecco cos’è MPS: è la perfetta fotografia dell’Italia. Chi paga sono i poveri azionisti. Intanto però c’è chi ha mangiato, c’è chi ha avuto e continua avere diritti acquisiti allucinanti, e una gestione fallace (vedasi scena dei derivati) ha distrutto tutto il distruggibile.
Tanto la banca va avanti, è sempre andata bene, mangiamo e chissenefrega.
Non è così anche per l’Italia?

Ora quindi ennesimo aumento di capitale, come annunciato da Alessandro Profumo, uno che da quando è arrivato in MPS non fa altro che chiedere soldi agli azionisti. Nemmeno troppo per colpa sua.

ROMA, 11 febbraio (Reuters)  – Banca Monte dei Paschi BMPS.MI> ha comunicato che farà un aumento fino a massimi 3 miliardi dai 2,5 indicati in precedenza dopo aver fatto rettifiche su crediti nel 2014 per 7,82 miliardi che hanno portato a 5,34 miliardi la perdita netta del 2014.
Nel 2013 la banca aveva chiuso con una perdita di 1,43 miliardi.
Con l’aumento da 3 miliardi la banca punta a superare il target ricevuto da Bce di 10,2% transitional di CET1 nel 2015, arrivando a 11,4% transitional, dopo aver rimborsato i residui aiuti di Stato e pagato il coupon al Tesoro.

Ovviamente fino alla prossima puntata… proprio come l’Italia. Solo che c’è una differenza. Ad un certo punto MPS dovrà soccombere e finire magari nel calderone di qualche altro gruppo bancario. E l’Italia? Chi farà un’OPA sull’Italia?

STAY TUNED!

Danilo DT

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