PETROLIO: allagati da un mare di oro nero (ora anche USA)
Le banche centrali vincono il premio come le grandi protagoniste nel mese di dicembre?
Sono convinto che la maggior parte di voi direbbe di si. Le mosse di FED e Bce hanno tenuto sulle spine milioni di investitori, tutti pendevano dalle labbra di Draghi e Yellen, nella speranza che non comunicassero nulla di sconvolgente o di inatteso.
Si, le banche centrali hanno avuto un ruolo determinante, è vero. Ma io la palma d’oro per il mese di dicembre non la voglio assegnare né all’una (FED) e ne all’altra (BCE).
Preferisco premiare CHI ha tenuto in realtà in tensione le stesse banche centrali in modo subdolo. Molti lo stanno sottovalutando, come tanti sottovalutano gli impatti che la sua debacle genererà nel medio periodo.
Signori, vi sto parlando del petrolio, ormai libero di sguazzare in un regime di libero mercato dopo che l’OPEC ha aperto i recinti, lasciando che il mercato (e il rallentamento globale) faccia la sua parte.
E a questa notizia se ne aggiunge un’altra fresca fresca.
L’amministrazione Obama ha evitato lo stallo del governo grazie a un compromesso dell’ultima ora, ma ha dovuto cedere a numerose richieste di concessioni da parte dei repubblicani, fra queste l’abolizione della legge che oggi impedisce l’esportazione del greggio estratto negli Stati Uniti. Lo sviluppo è epocale, cambierà le dinamiche di mercato, avrà un impatto sulle grandi compagnie di navigazione che trasportano cargo petroliferi e spiega in parte la diminuzione del prezzo del greggio, sceso a 35 dollari al barile ieri. Infine, ridefinirà i rapporti di mercato nel settore energetico. (Source)
Ora ditemi se questi eventi possono essere rivoluzionari oppure no. Sissignore, lo sono eccome. Stanno per cambiare le dinamiche di un mercato, e le conseguenze rischiano di essere veramente importanti. Signori, si è cancellato il bando che da oltre 40 anni limita l’esportazione di petrolio. Il tutto per trovare una quadra nel dibattito sul piano di bilancio Usa. Ma questo cosa significherà per il petrolio? Beh è chiaro, se gli USA ora possono anche esportare…ci sarà ancora più petrolio sul mercato. Ma già stiamo a 35$/bar, e quindi dove possiamo finire?
Secondo alcuni membri dell’OPEC l’export USA non sarà un problema in quanto…
«Non ci sarà alcun effetto sui prezzi perché gli Usa sono ancora un Paese importatore. Esportano un po’ di greggio, ma hanno anche bisogno di importarne da altri. Il problema, è la qualità: lo shale oil è un greggio molto leggero, che non può sostituire quelli più pesanti, tuttora necessari per alcune lavorazioni. » (Abdallah El Badri. Segretario generale dell’OPEC)
Grafico Petrolio di lungo periodo
Intanto voglio portare alla vostra attenzione questo grafico, dove è visibile un possibile supporto su cui è lecito aspettarsi delle reazioni tecniche al rialzo. Un supporto che quindi rischia di diventare pericolosissimo se violato al ribasso, in quanto porterebbe l’oro nero a livelli realmente drammatici. Siamo quindi ad un passo dai minimi del 2008-2009. Sotto a tale soglia c’è…il nulla.
Cari amici, è questa la grande scommessa. Ignorare l’impatto del prezzo del petrolio nelle dinamiche globali è da folli. Già solo per le dinamiche della BCE (inflazione) ha un ruolo determinante. E poi pensate a tutti quei paesi produttori che l’hanno in budget di bilancio a prezzi ben superiori. Come faranno a stare in piedi? Lo scopriremo solo vivendo.
PS: in apertura trovate un grafico molto importante: é il costo di estrazione del barile di petrolio a seconda delle varie tipologie. Come vedete molti tipi di estrazioni sono già completamente fuori da ogni logica. Resta solo l’ “Onshore middle east“…
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