PETROLIO: WTI chiude in negativo (-171%). Cosa è successo?
Vi spiego come è possibile che, con il rollover del contratto future sul West Texas Intermediate, il prezzo sia crollato in questo modo. E il ruolo della finanza passiva, ennesima mina vagante all’interno di un mercato sempre più complesso.
Nel post di ieri già abbiamo messo nel mirino l’anomalia che era ampiamente visibile sulla curva dei contratti futures. C’era evidentemente qualcosa che non quadrava e ieri in QUESTO POST abbiamo fatto un po’ di chiarezza.
Poi è successo l’incredibile.
Per la prima volta nella storia il petrolio va in negativo. Sissignore, NEGATIVO, e quindi non è solo questione di scarsità di domanda, vi pare? No, c’è molto di più, ci deve essere qualcosa che spiega questa situazione più unica che rara.
E in effetti una serie di spiegazioni ci sono.
Se io compro un contratto Future WTI al Nymex, poi quando il contratto va a scadenza, devo presentarmi per la consegna. Il contratto in oggetto scade proprio oggi con consegna a maggio.
Se io sono un “commercial”, compro petrolio perché nell’effettivo lo uso e lo vado a ritirare. Ma può anche succedere che non sono un commercial ma sono invece il più grande ETF del mondo che investe sul petrolio. Ed è palese che l’investitore ETF (US Oil Fund) non va a ritirare il petrolio, perché in realtà è un investitore passivo speculativo. E allora l’ETF dovrà fare “rollover” (quello che spiegavo ieri). Quindi cosa farà? Vende il contratto in scadenza per spostarsi alla scadenza successiva.
Ma a questo punto saltano fuori alcuni problemi che hanno fatto “saltare” il banco.
1) L’ETF è il possessore di ¼ di tutti i contratti future presenti
2) Il mercato sta vivendo, sia per il Covid-19 e sia per la guerra commerciale tra OPEC, Russia, USA, Arabia Saudita, una fase estremamente difficile con una forte CRISI da domanda.
3) Quindi c’è un enorme venditore che in modo automatico e necessario, va a liquidare TUTTE le posizioni in scadenza per spostarsi su quella successiva.
4) Ma non c’è domanda…
5) Inoltre c’è un ulteriore problema. Se nel caso io comprassi oggi un contratto future, poi devo trovare qualcuno disponibile allo stoccaggio. Ma oggi le riserve sono paurose e non ci sono punti di stoccaggio disponibili. E quindi dove lo metto?
6) E poi… entrano gli squali. Tanto che nel mondo dell’assurdo, proprio oggi, il contratto in scadenza è arrivato nell’intraday a -40$/barile per poi chiudere a -13$/barile, che è pur sempre un -171% in meno rispetto a ieri. Un gap che ha permesso a qualcuno di guadagnare una valanga di denaro.
Estremamente preoccupante, ovviamente il fatto che il grande protagonista sia l’attore passivo che si muove in balia di un software che vende a raffica e non potrebbe fare diversamente. E farà altrettanto anche nelle prossime scadenze dove i gap di prezzo, come potete vedere qui sopra, sono sempre molto importanti.
WTI intraday
Chi di voi ha buona memoria, ricorderà quanto successo col Gas Naturale tanti anni fa (CLICK HERE) , e più recentemente il grande rally dell’oro del 2011 guidato ancora da un ETF.
Insomma. Ripeto quanto vi ho già ribadito. Il ruolo della FINANZA PASSIVA e quanto può essere devastante sui mercati. E tenete conto che a causa dell’attivismo delle banche centrali, il mondo oggi è pieno di liquidità che viene investito in prodotti di finanza passiva oppure in gestioni comandate da software. Credete che tutto questo possa essere così salubre per i mercati? E poi…non capiterà mai perché il mercato azionario è estremamente liquido, sulla carta, ma se in futuro saranno non una commodity ma un segmento come, dico a caso, l’High Yield o lo SP500 (tranquilli, su certi prodotti di dimensioni paurosi, non c’è rollover, come non c’era sull’ETF sull’oro d’altronde…) quali saranno gli effetti sui risparmiatori? E quanti piccoli investitori domattina si troveranno con un pugno di mosche in mano?
I mercati finanziari: sempre più complessi, sempre più pazzi, sempre più in versione “casinò”. Ma non lo dico io, parlano i fatti. E la colpa non è certo del piccolo risparmiatore (che è complice ma resta la vera grande vittima).
PS: tornando al petrolio, se volete avere un’idea un po’ più seria, forse è meglio guardare al nostro buon vecchio, grasso, nordico Brent.
STAY TUNED!
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