Rumors autorevoli su “dopo QE II” ed exit strategy
Quantitative easing II che finirà come da copione, ma ci sarà una piccola appendice e poi sarà tempo di exit strategy.
Se ne parla da mesi, e tutti si domandano che succederà a giugno, quando il programma di quantitative easing 2.0 terminerà il suo mandato. Nei discorsi fatti dal Ben Bernanke, non ci sarebbe da aspettarsi una QE 3.0. Però girano voci su un possibile QE 2.5 (una via di mezzo) oppure altre novità che il mercato non si aspetta.
In finanza c’è una regola: se si agisce sul mercato in modo artificioso, si otterranno effetti con forza pari e contraria.
Vale a dire che se si agisce in modo massiccio forzando il mercato, è lecito attendersi che il mercato stesso presenterà il conto. E il conto lo conosciamo molto bene: si chiama debito, si chiama bolla della liquidità, si chiama derivati, leva finanziaria, speculazione.
Da New York mi giunge oggi un rumors che giro ai lettori del blog, un rumors che arriva da una sala operativa con traders molto vicini alle fonti governative di Washington.
Secondo questi rumors, il programma di quantitative easing da 600 miliardi di dollari terminerà come da copione. Fine dei giochi? Non ancora: infatti la FED utilizzerà ancora un piccolo “tesoretto” che non è stato ancora considerato, ovvero gli utili derivanti da passate transazioni e dalle cedole incassate. Per farla breve, si darà fondo al denaro disponibile. E poi, quando anche quel tesoretto verrà meno, ecco arrivare l’inversione vera e propria.
Per cominciare la FED cercherà di ripiazzare sul mercato buona parte di quei titoli che noi consideriamo a tutti gli effetti “Titoli Tossici”, cercando ovviamente di ottenere il massimo del cash. E poi si passerà ai titoli governativi USA. Il portafoglio a disposizione della FED sarà pari a circa 2.2 trilioni di dollari USA, cifre immani che dovranno essere piazzate sul mercato.
Eccovi presentata una chiara ed evidente manovra di exit strategy. Si riassorbe il denaro immesso nel mercato piazzando carta (di cui buona parte straccia). E poi? E poi c’è l’ipotesi “rialzo dei tassi” ma tutto dipenderà da come si muove nel frattempo l’inflazione. E visto che buona parte dell’inflazione non è core ma è dovuta al rialzo delle commodity, e visto che l’Exit Strategy potrebbe da sola far sgonfiare visibilmente il prezzo delle commodity, non è escluso che i tassi, proprio come dice Bernanke, “resteranno bassi per un periodo di tempo eccezionalmente lungo. “
Dal punto di vista teorico questo rumors (la fonte è autorevole) ci sta alla grande. Peccato che NON si fanno i conti senza l’oste ed i padroni della locanda, intendendo come “oste” i mercati finanziari e “i padroni della locanda” le banche, che ne verrebbero drasticamente penalizzate.
Infatti non penso che tutto questo possa avvenire senza la complicità del sistema bancario, che finora è stato sostenuto all’inverosimile e che in futuro potrebbe dover pagare pegno. E se fosse già tutto deciso? Nulla è escluso. Tutto è possibile. Per noi, comuni mortali vittime del sistema, non ci resta che stare a guardare ed aspettare gli eventi. Con la consapevolezza, però, che in mano abbiamo una traccia (credo) valida è assolutamente realistica.
Solo un ultimo appunto. Ma se veramente va a finire come ipotizzato sopra…che fine farà il mercato immobiliare’ E Mr Smith? E l’occupazione e tutto il resto?
Meglio fermarsi qui, ed aspettare magari le validissime (come sempre) considerazioni dei lettori nei commenti. L’unica cosa che ci resta è una sana condivisione di pareri, nel nome dell’indipendenza e della libertà di pensiero. Tutto il resto rischia di essere letame che, ahimè, non è nemmeno buono per concimare i campi…
STAY TUNED!
DT
Sostieni I&M!
Ti è piaciuto questo post? Clicca su Mi Piace qui in basso a sinistra!
