Russia a forte rischio recessione. Fuga di capitali da Mosca

Pubblicato 26 Marzo 2014 Aggiornato 7 Agosto 2014 07:12

La vicenda “Crisi Ucraina”, oltre alle note vicessitudini diplomatiche, potrebbe comportare per Mosca e Putin una serie di grane economiche mica da ridere.

Come ho postato ieri su twitter, già una copiosa somma di dollari se n’è andata dalla Russia. Uscita di flussi finanziari con direzione, molto probabilmente, Europa (e casualmente Euro molto forte…). La preoccupazione è anche governativa, visto che il vice ministro russo dell’economia, Andrei Klepach ieri ha ammesso che la cifra in uscita è ben maggiore di quella che i dirigenti russi si aspettavano, visto che in tutto il 2013 ad uscire dalla Russia sono stati in tutto 63 miliardi di dollari.

 

Il rischio recessione quindi diventa più che concreto e il capo della principale banca russa, proprio oggi ha detto che la recessione diventerà realtà se i flussi finanziari in uscita supereranno i 100 miliardi di USD. Goldman Sachs prevede invece che fuggiranno dalla Russia almeno 130 miliardi di USD.

Russia is at risk of recession as investors pull money out of the country, with growth likely to evaporate if capital outflows reach $100 billion, the head of its largest bank, state-owned Sberbank, said on Monday.
Capital has fled Russia, with stocks and the rouble sliding following Moscow’s seizure of Crimea from Ukraine and western sanctions against Russian individuals. Analysts at Goldman Sachs recently predicted capital outflows for this year could reach $130 billion, or double 2013 levels. (Reuters)

Ma non solo. Parliamo anche di sanzioni occidentali. Gli ultimi studi redatti da VTB Capital , la Russia è destinata ad una forte frenata economica proprio a causa delle sanzioni per l’annessione della Crimea che potrebbero incidere fortemente su investimenti e costi dei prestiti. Senza poi dimenticare le solite, tardive ma comunque sempre influenti società di rating che sono con il dito sul grilletto, pronte a sparare downgrade su Mosca.

Russia: tasso interbancario

E’ quindi ovvio che gli investitori non si fidino più di Mosca. La banca centrale cerca di arginare il fenomeno, elevando il tasso principale bancario di 150 punti base, con il rischio di creare a sua volta ulteriori problemi ad un’economia già in difficoltà. E per completare l’opera, il tasso di inflazione sembra aggirarsi su un 7%, come scritto dal FT ,

Quindi occhio, l’orso russo rischia la recessione. E le conseguenze di questo fattore, mescolato ai flussi finanziari in movimento, potrebbero cambiare se non addirittura enfatizzare ulteriormente alcuni scenari già analizzati negli ultimi mesi. Un conflitto che diventa quindi, soprattutto, sempre più di tipo economico. Mosca rischia di ritrovarsi all’angolo, isolata, abbandonata ed in recessione.

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Danilo DT

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