Salvate il Generale DEUTSCHE BANK!

7 Ottobre 2016 10:29

Deutsche Bank salvataggio

Sappiamo tutti benissimo che le frasi dette dai teutonici erano di circostanza. Che Deutsche Bank fosse in seri problemi, questo è fuori di dubbio, che necessitasse di una ricapitalizzazione era altrettanto ovvio, che ci fosse un intervento dello Stato Tedesco era quanto mai probabile anche se bisognava capire entro quali limiti. Si riusciva a lasciare al governo di Berlino un ruolo più defilato, magari solo come coordinatore dell’operazione, oppure era necessario un intervento diretto con chiare implicazioni nella diatriba “Aiuti di Stato”’
Quanto ci racconta l’Handelsblatt è abbastanza chiaro.
E sicuramente va a sottolineare l’importanza sistemica dell’istituto tedesco.
Tutti e vi dico tutti hanno ben chiara una cosa. Deutsche Bank non può fallire e si farà il possibile per evitare grane che vadano poi a riprecuotersi sul tessuto economico. Ecco perché c’è esposizione delle aziende teutoniche a quello che potrebbe essere un aumento di capitale di dimensioni mostruose.

(…) Il quotidiano scrive che i vertici della grande industria tedesca si sono incontrati per mettere a punto un piano di sostegno alla banca di Francoforte in caso di aumento di capitale. E aggiunge che il progetto coinvolge anche governo e ministero delle Finanze, che potrebbero chiaramente avere un ruolo di pivot per salvare la banca e le stesse sorti dell’esecutivo Merkel. (…) (Source)

Tutti sappiamo della mega multa USA da oltre 14 miliardi di USD. Molto probabilmente si arriverà ad una mediazione col governo, proprio come è successo ad altri istituti di credito, con un pagamento pari a circa il 30-35% dell’importo iniziale. Ma i problemi non si esauriscono qui. La cifra accantonata a bilancio per le controversie legali non è nemmeno sufficiente per pagare il contenzioso con governo USA, mentre ci sono anche tante altre cause (ad esempio quella sulla manipolazione artificiosa dei tassi interbancari oppure quella sul forex) che potrebbero portare altre multe a DB.

E per debellare il rischio default, il mercato parla di un possibile aumento di capitale da 5 miliardi. Cifra importante ma che non risolve il problema e che necessiterà sicuramente di un’ulteriore implementazione, magari con la cessione di asse, oltre alla sempre più probabile quotazione di DB Asset Management, che porterebbe molti soldini alle casse dell’istituto.

Tenete però sempre conto di una cosa. Qui stiamo mettendo delle toppe ad un colabrodo che ha un sacco di problemi. Qui si cerca di curare con una botta di cortisone di liquidità quello che agli occhi di tutti, oggi, rappresenta il problema. Proprio perché DB non può fallire, non deve fallire e SOPRATTUTTO, agli occhi del mercato non deve dare la sensazione di essere una banca lasciata al suo destino e che possa, appunto, rappresentare un rischio per i mercati. Insomma, si cerca di tenere alto (per quanto può essere possibile) il livello di fiducia su Deutsche Bank, cercando di evitare quello che è successo, ad esempio, a MPS, una situazione che si è incancrenita e che tuttora è tutta da valutare e da capire.
Intanto la Germania ha dimostrato di avere un sentimento nazionalistico che in Italia ci scordiamo, forse perché qui soldi non ce ne sono, le aziende che contano sono ormai tutte satelliti di multinazionali straniere e, chi resta, cerca di difendersi dalla crisi e di certo non va ad avventurarsi in salvataggi magari in settori (quello bancario) che non hanno nulla a che fare col proprio core business. Certo, MPS non è DB, ma di certo veder morire così la più vecchia banca del mondo, nata nel 1472, fa sempre male.

STAY TUNED!

Danilo DT

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