SP500 e AAD

di gremlin
7 Ottobre 2011 13:31

Se non fosse che in pentola bolle il QE3 non avrei timore a dire che lo scenario permane ribassista con la formazione a breve di nuovi minimi annuali.
Invece sappiamo che nei laboratori di alchimia finanziaria di tanto in tanto riescono a produrre potenti esplosivi, vere armi di distrazione di massa, in grado di creare nettissime inversioni di breve e anche di medio periodo.
Se però ci atteniamo solo alla nuda fotografia del mercato, cioè al grafico, dovremmo dedurre che:
– il minimo d’agosto, considerato fino a venerdì scorso come ‘linea del Piave’ (inflection point), è stato stracciato martedì, lasciando sul grafico due minimi discendenti con valenza di medio periodo
– da agosto la volatilità intraday e daily è salita alle stelle, basta guadare l’altezza delle barre e confrontarla con le barre dei mesi precedenti, e l’andamento dell’indice s’è sviluppato con continue inversioni parossistiche di trend di brevissimo (rollcoaster, montagne russe), il tutto all’interno di una formazione laterale a correggere la picchiata di luglio/agosto
– questo pattern laterale (choppy) col nuovo minimo di martedì è da considerarsi concluso malgrado il potentissimo pull back degli ultimi tre giorni tant’è che è ancora possibile tracciare il canale ribassista interno al choppy che dovrebbe portare l’indice a nuovi minimi annuali 2011 e ai minimi 2012.

Scenari
Già, perchè il bear market continuerà e non terminerà prima del 2012.
Il pullback di questi giorni non scalfisce MINIMAMENTE lo scenario rbassista di medio lungo periodo, solo il ritorno sopra 1260, come già detto qui SP500 STESO, potrebbe modificare questo scenario ma senza poter ancora parlare di ripresa del bull market iniziato nel 2009. Voglio vedere l’indice sopra 1400 prima di mettermi al rialzo di lungo. E sopra 1260 con conferma comincerò a cambiare lo scenario solo in “laterale di medio lungo compreso fra 1000 e 1400”. Ma per ora non è certo un pullback forte e tipico dei bear market a mandare in pensione l’attuale scenario. Anche la negazione di questo downtrend interno al choppy non è sufficente per dire che il minimo di martedì a 1075 è il minimo assoluto dei prossimi 12 mesi. Certo che il superamento del ritracciamento fibo di lungo 50% a 1230 incrinerebbe pesantemente la ‘fiducia’ nella prosecuzione a breve del bear market, salvo scoprire che si trattava di bull trap…

Flash macro
Secondo natura si dovrebbe scendere ancora in modo pesante e prolungato a scontare tutti i rischi connessi all’instabilità del sistema bancario e soprattutto scontare una contrazione strutturale dell’economia occidentale. Il sistema produttivo industriale occidentale non è in grado di ridurre la disoccupazione in pochi anni, bisognerebbe “rilocalizzare”; non potendo, la conseguenza è il progressivo e inarrestabile impoverimento delle masse con minori consumi, che si accompagna a fallimenti tecnici di Stati e corporate, continue manovre di indebitamento delle banche centrali, riduzione degli utili delle società quotate, deflazione. Secondo natura tutto ciò deve forzatamente smorzare l’entusisasmo azionario post QE1 e QE2.

Investire?
Il QE3, se ci sarà, risulterà droga meno potente delle due precedenti e avrà l’unico (e comunque importante) effetto di ritardare la fine di questa onda ribassista di lungo (di grado Cycle, by Elliott).
Il rischio maggiore per l’investitore non è tanto un mercato orso che fa continui nuovi minimi nei prossimi dodici mesi, ma la sua incapacità di avere riferimenti di timing e di impostare un piano di asset allocation che deve sempre più assomigliare ad un piano di trading di posizione. Purtroppo dire ASSET ALLOCATION e basta si rischia di far passare un sinonimo di CASSETTISMO che porta con sè le cose peggiori: letargia e inazione.
Si dovrebbe invece dire ASSET ALLOCATION DINAMICA (AAD) ovvero costante attenzione ai mercati e all’investimento, e ricerca di eventuali interventi correttivi per il controllo del rischio di perdite. Oggi anche btp e cct vanno pesati, figuriamoci i prodotti strutturati o anche certe obbligazioni bancarie alla vaniglia, soprattutto di emittenti esteri.
Ricordo che nè BANKITALIA nè CONSOB nè ISVAP nè COVIP nè tanto meno i distributori collocatori di prodotti finanziari hanno come principale obiettivo delle loro attività la protezione del risparmio e dell’investimento del privato.
I piani di accumulo automatizzati con rid stracciateli subito.
I PAC vanno fatti con la vostra testa o con l’aiuto di chi non ha conflitti di interesse.

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