SP500 tenta il canto del cigno

di gremlin
11 Gennaio 2012 12:45

L’ultima volta che ho parlato di SP500 è stato il 13 dicembre.
Allora lo scenario di breve periodo era di sostanziale lateralizzazione e ancora nessun livello significativo di medio periodo era stato superato.
Il 22 dicembre è stata tagliata al rialzo la media mobile 200 con successiva conferma da manuale e ieri nell’intraday è stato fatto il nuovo massimo di periodo a 1296; peccato che in chiusura l’indice è arretrato a 1292 praticamente uguale al top del 27 ottobre che aveva messo fine al rally di Halloween.

Punto cruciale 1293
L’etichettatura delle onde elliottiane riflette una mia interpretazione ribassista di lungo periodo basata sull’ipotesi che il 2/5/2011 è terminato a 1371 il bull market iniziato il 6/3/2009. Da 1371 deve iniziare una correzione significativa di lungo periodo di cui è prematuro ora definire i possibili target. Questa correzione dovrebbe articolarsi in tre onde primary ABC a formare un’onda cycle e la A si è conclusa a 1075 il 4/10/11 con la perdita di 295 punti indice. Questa A (nel grafico è bianca) è formata da 5 sottonde major e quindi lascia supporre che l’onda cycle sia uno zigzag.
Ciò significa che alla A primary segue la B che al momento non è ancora conclusa a cui seguirà la C finale che dovrà articolarsi in cinque sottoonde con target ben al di sotto di 1075 e di durata almeno semestrale.

Rialzo correttivo
Tutto quello che sta salendo dal 4 ottobre è la B primary. Questa B ha già compiuto parecchia strada e ora si trova nella fase conclusiva come si può notare dal grafico. Poichè la rottura del massimo del 27 ottobre a 1293 è avvenuta solo ieri nell’intraday senza conferma in close è necessario attendere ancora qualche seduta (non più di dieci) per capire se quest’ultimo uptrend caratterizzato da una certa forza (ma con scarsi volumi) potrà proseguire con target primario a 1371 oppure se 1293 è resistenza insuperabile e quindi doppio massimo con downtrend indirizzato in primis e rapidamente verso area 1150 (che sarebbe la 1 major della C primary ribassista di lungo periodo). Applicando l’analisi quantitativa interessante notare che se l’attuale C major (origine a 1159) avesse l’identica estensione della A (1293-1075=218) si otterrebbe un target virtuale a 1377 (1159+218) quindi molto vicino al massimo di 1371 del 2 maggio 2011 che ha decretato la fine del bull market.

Scenari alternativi
Quanto sopra resta per me lo scenario più probabile. Di scenari alternativi ovviamente se ne possono costruire parecchi ma qui ne evidenzio solo due.
Il primo confuta radicalmente questa visione ribassista di lungo periodo che dovrebbe iniziare entro la primavera e si avvera con una forte rottura di 1371: in questo caso si deve pensare che il bull market iniziato il 9 marzo 2009 è un bull secolare e quindi bisognerebbe aprire rialzi di posizione.
Il secondo scenario prevede un’estenuante lateralità, il choppy market ad libitum, compresa fra 1350 e 1000 che lascia in sospeso la direzionalità di lungo periodo.
Francamente questo secondo scenario lo ritengo più probabile del bull secolare a breve.

Segnali intermarket contradditori
Wall Street è in decoupling rispetto a molti importanti listini, Shangai e Francoforte ad esempio, e la permanenza sui massimi storici dei bond governativi Usa e tedeschi segnala una decorrelazione anomala. Il sentiment dei grandi investitori è negativo, risk off, flussi ingenti di liquidità si spostano sugli asset rifugio anche per riallocazione dei portafogli bancari e dei fondi. Quando prevale questo “umore” non c’è ragione per cui l’azionario debba fare nuovi massimi e quindi qui gatta ci cova.
Altra anomalia pesante è la forza del dollaro che in questa fase è asset rifugio a tutti gli effetti: potendo confrontare il grafico del dollar index con SP500 si nota una crescita di entrambi che è da considerarsi del tutto anomala.
Infine l’oro che è stato declassato a commodity, nel senso che viene venduto anche per prese di profitto di lungo corso e il ricavato viene reimpiegato in asset che hanno ancora della buona strada da fare come appunto il dollaro o tutti i bond in caso di ulteriori tensioni nell’eurozona.

Conclusioni
Il rialzo di breve/medio di SP500 è innegabile e ben strutturato. 1293 è pivot topico e le prossime dieci sedute daranno indicazioni sull’evoluzione di medio periodo.
L’intermarket è in sostanziale discordanza con questo rialzo azionario per cui è logico attendersi, probabilmente entro un paio di mesi al massimo, un riallineamento delle correlazioni classiche fra asset: se il sentiment prevalente resta ‘off’ all’azionario non resta molta strada al rialzo. Potrebbe essere l’ultima alzata di cresta o il canto del cigno, cigno bianco perchè prevedibile.

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