Spread BTP/BUND: una balla istituzionale infinita

Và che campione di ministro che abbiamo, non a caso è listato a lutto. Giuro, non mi stancherò mai di ripetere che lo spread che ci propinano i media velinari, i soloni dei talk show e i politicanti è una continua offesa all’intelligenza.
Lo spread è una differenza aritmetica fra il rendimento del BTP e BUND decennali rilevato giornalmente.
Se lo spread aumenta significa che:
1. entrambi i rendimenti sono aumentati ma quello del BTP (rBTP) è aumentato di più di quello del BUND (rBUND)
2. entrambi i rendimenti sono diminuiti ma il rBTP è diminuito meno del rBUND
3. il rBTP è aumentato e il rBUND è diminuito o è rimasto invariato
4. il rBTP è rimasto invariato e il rBUND è diminuito
Se lo spread diminuisce significa che:
1. entrambi i rendimenti sono diminuiti ma il rBTP è diminuito più del rBUND
2. entrambi i rendimenti sono aumentati ma il rBTP è aumentato meno del rBUND
3. il rBUND è aumentato e il rBPT è diminuito o è rimasto invariato
4. il rBUND è rimasto invariato e il rBPT è diminuito
Milano, venerdì 6 febbraio, workshop: “Trading con futures e opzioni“
Adesso che lo spread è sceso sotto 200 ESATTAMENTE COME QUELLO DELLA SPAGNA E CON STESSA TEMPISTICA MA CON MENO FORZA veniamo sottoposti a frastagliamento di neuroni perpetuo. Quando il ministro Saccomanni si presenta in video con quell’espressione un po’ così, fra il serafico e l’eb… (sai che non mi ricordo più cosa volevo scrivere… l’eburneo? l’ebbrezza da ripresa economica? l’ebete? boh, decidi tu), e dice “…col calo dello spread più risorse…ora il Paese può ripartire… segnale che i mercati apprezzano il governo“ (fonte) non sentite anche voi il ribollire del sangue e dell’adrenalina? e il prurito alle mani?
ORA IL PAESE PUO’ RIPARTIRE perchè lo spread è sceso per un giorno sotto 200? ma sta schifezza l’ha detta pubblicamente un ministro dell’economia o della propaganda?
Ma ministro, non hai il senso del ridicolo? e allora raccontaci anche di queste NUOVE RISORSE, ministro, quali sarebbero, quando saltano fuori e soprattutto a chi verranno destinate?
A ruota è seguito poi un eco di cacofonie di politici che credono di farsi belli davanti agli occhi di chi non li ha nemmeno eletti. L’ho già detto, questi ci portano alla disperazione.
Che cosa è successo di tanto meraviglioso? E’ scoppiata la ripresa economica da un giorno all’altro malgrado il continuo stillicidio di aumento tasse e accise? malgrado il tracollo dei consumi? malgrado la deflazione? malgrado il governo continui a lasciar correre i costi della politica, della spesa pubblica e dell’indebitamento? ma quanti sono ancora i crediti di fornitori dello Stato e di enti pubblici non ancora saldati? o forse le banche si sono messe improvvisamente ad anticipare i pagamenti di tutte queste fatture?
NO, assolutamente NO.
Lo spread cambia alla faccia dei politicanti, salvo eccezioni. E’ il risultato delle decisioni operative di chi muove i mercati finanziari internazionali. In questo momento il rischio Europa è molto basso e il rischio correzione degli indici azionari è in aumento, quindi si spostano flussi da un asset ad un altro, per non parlare poi di carry trade sui titoli.
BASTA, E’ ORA DI FINIRLA CON LO SPREAD CHE NON VUOL DIRE NULLA
è l’ennesimo colpo di marketing delle parole, se lo spread scende non vuol assolutamente dire che l’Italia va meglio. Lo spread può anche scendere malgrado il rendimento del BTP salga.
Non si deve guardare allo spread come indicatore di “salute” ma solo al rendimento del BTP. Un rendimento del 3,9% durante una fase di depressione e deflazione è un furto per la collettività.
Adesso tenetevi forte che vi do doppia dimostrazione che lo spread non vuol dire nulla.
1. Rendimenti
Ad inizio maggio 2013 il Bund rendeva circa l’1% e il BTP rendeva il 3,8%. Oggi il rBTP è al 3,9% (quindi è aumentato dello 0,1% alla faccia dello spread che scende) e oggi il rBUND è all’1,9% (+0,9%). Allora ditemi, lo spread è sceso perchè l’Italia è entrata nel tunnel del virtuosismo o perchè il Bund ha dovuto adeguarsi all’aumento dei rendimenti dei governativi USA per lo spauracchio del tapering? Lo spread è sceso perchè sono aumentati i rendimenti del t-note e t-bond, e il bund si è accodato. Capìto allora che la politica italiana non c’entra nulla ma che si tratta solo di tapering e quindi solo di mercati finanziari?
2. Inflazione
Nel 2012 il rendimento medio del BTP decennale è stato del 5,9% con un’inflazione del 3,0%, quindi rendimento reale (“reale” si fa per dire, ovvio) del 2,9%. Nel 2013 il rendimento medio è stato del 4,5% con un’inflazione media annuale stimata dell’1,1% quindi con un rendimento reale del 3,4%. ERGO: malgrado il calo nominale del rendimento, quello reale è cresciuto dello 0,5% in un anno. Quindi l’Italietta delle balle e dei furti ha pagato nel 2013 un rendimento effettivo superiore di quello del 2012 e quindi ha sostenuto maggiori costi per il debito. A fronte di un crollo dell’inflazione anche i rendimenti nominali avrebbero dovuto calare “opportunamente” per mantenere costante il rendimento reale, e invece NO.
Ministro Saccomanni perchè non hai il coraggio di spiegare queste cose alla gente?
Ma per i media e per la gente colta delle televisioni – quella che pronuncia “sprèd” e non “sprid” – fa molto più chic parlare di spread che di rendimenti nominali e reali.
BUFFONI e IGNORANTI. Riempitevi la bocca di spread solo quando l’avrete portato a ZERO.
Sicuro che qualcuno adesso obietta giustamente che comunque c’è una correlazione diretta fra spread e rischio Italia per cui è sufficiente riferirsi allo spread. Caro Obiettore, se la gente COMUNE avesse ben chiaro il prospettino degli otto punti che ho messo all’inizio, sarei abbastanza d’accordo con te e non mi metterei ad urlare. Ma siccome la gente comune IGNORA che lo spread è un valore relativo (mentre il rendimento è un valore assoluto) e viene mantenuta nell’ignoranza, allora di fronte alle sparate del governo occorre opporre resistenza.
E quanta gente sa che il costo degli interessi sul debito in circolazione non cambia anche se lo spread andasse in negativo? e NON CAMBIA FINTANTO CHE NON SI FA DEFAULT.
La diminuzione dei rendimenti (e non dello spread) è buona solo per il futuro.
Il costo per interessi sui 2060 miliardi di debito circolante NON CAMBIA e il rendimento attuale del BTP decennale è lo stesso del 2010 e di otto mesi fa, guardate il grafico
solo se alle prossime aste i rendimenti continueranno a calare ci sarà da pagare meno interessi per le nuove emissioni ma solo per queste, altro che risorse…
BASTA CON LA POLITICA CIALTRONA CHE, OLTRE A QUELLO CHE INTASCA, SE LA TIRA ANCHE CON LO SPREAD prendendoci pure per deficienti. L’ho già spiegato dettagliatamente qui come certa gente dovrebbe usare lo spread.
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Milano, sabato 22 febbraio, corso d’aula: “Come mantenere i guadagni con mercato sfavorevole”

