SPREAD: ma devo conoscerlo?

di gremlin
8 Settembre 2011 10:53

Il giornalismo ha bisogno innanzitutto di colpire l’attenzione altrimenti la gente non legge, non ascolta, non guarda… e l’informazione e disinformazione non producono gli effetti sperati negli emisferi cerebrali della razionalità e dell’emotività umana.

Primo: didattica
Da quando l’Italia è entrata decisamente nel mirino della speculazione internazionale per assoluta insipienza governativa, cioè da due mesi a questa parte, i titoli di Stato italici sono stati venduti a piene mani, tutti i titoli, ma d’ora in poi mi riferirò solo al “btp decennale”. Il BTP è un’obbligazione a tasso fisso e se viene venduta massicciamente sul mercato perde prezzo, come le azioni, e se perde prezzo il suo RENDIMENTO aumenta. Aumenta il rendimento, non le cedole che restano fisse. Se Tizio ha comprato a 100 un btp con cedola 5% e Caio ha comprato lo stesso titolo a 99, chi ha ottenuto il maggior rendimento? CAIO.
A giugno il btp decennale rendeva circa il 4,8% ora rende circa il 5,2%; ai primi d’agosto quando il governo aveva deciso di chiudere il Parlamento per ferie era arrivato a rendere il 6,2%. Perchè questo aumento se il titolo è considerato un “reddito fisso”? Perchè gli operatori finanziari internazionali l’hanno venduto abbassandone il prezzo. Perchè l’hanno venduto? Perchè la fiducia della solvilibilità italiana sui titoli con scadenza superiore ai due anni è sensibilmente diminuita.
Anche la Germania ha i suoi titoli di Stato che si chiamano bund, bobl e shatz, a noi interessa il bund decennale, confrontabile al nostro btp.
Come ho mostrato ieri qui il rendimento del bund è in continuo calo da aprile e quindi è in continua crescita il prezzo dei titoli. Ad aprile il rendimento ha toccato il 3,5% ora è all’1,9%.

Secondo: che vuol dire SPREAD
I giornalisti a luglio hanno saputo che in finanza si fanno parametrazioni anche con gli spread, hanno cercato di capirne il significato e l’hanno sparato a tutta pagina per impressionare i lettori. Anche questa è cultura. Il messaggio che hanno fatto passare i mass media è che lo spread è sinonimo di rendimento e che lo spread misura la forza/debolezza del btp rispetto al bund: ottimo esempio di semplificazione disinformativa.

Terzo: significato dello spread
Il termine spread (pronuncia “spred” con la e aperta) rappresenta alla stesso tempo un concetto molto semplice, è la differenza di rendimento in un dato momento fra btp e bund, ed uno più sottile perchè trattasi di parametrazione RELATIVA.
Lo spread lo misuriamo in punti ma il rendimento in percentuale, in realtà non stiamo parlando di mele e pere ma della stessa cosa, però OCCORREREBBE SAPERE che nel linguaggio tecnico 100 punti sono sinonimo di 1% e 133 punti di 1,33%: quindi quando si dice che lo spread è di 300 punti diciamo solo e soltanto che il btp rende il 3 % in più del bund – e non in meno – senza però dire NULLA sul rendimento dei titoli.
Corollario 1
Lo spread di 300 punti lo abbiamo sia che che la coppia btp/bund renda il 9%/6% e sia che renda il 33%/30%. I 300 punti nel primo caso sono significativi mentre nel secondo caso no. Questo per dire che lo spread è un parametro assolutamente relativo buono solo per misurare una tendenza in atto fra una coppia di titoli ma solo a certe condizioni. Il giornalismo questo l’ha spiegato?
Corollario 2
Lo spread è un parametro relativo, relativo al movimento di prezzo/rendimento di una coppia. Se il rendimento del bund fosse stabile per mesi e lo spread varia, allora lo spread darebbe un’immediata idea di quello che succede al btp: se lo lo spread aumenta significa che il rendimento del btp è aumentato ed è pure aumentata la sfiducia nei confronti dell’Italia, se lo spread diminuisce vale l’opposto. Tutto questo nell’ipotesi che il bund è fermo. Siccome ho mostrato ieri che il bund è in impennata da aprile con quasi un dimezzamento del suo rendimento, che significato dovremmo dare allora allo spread? Molto scarso. Lo spread potrebbe aumentare NON per aumento di sfiducia nei nostri confronti ma per ECCESSO DI FIDUCIA nei confronti della Germania. Il bund è un “bene rifugio” e lo si compra a qualsiasi prezzo per cui il rendimento che esprime in una fase di grandissima turbolenza finanziaria potrebbe non essere più una valutazione “corretta”, tipo le bolle azionarie. Questo il giornalismo ve l’ha detto?

Quarto: cosa occorre sapere
I “non tecnici” devono ignorare la parola “spread”. I propri investimenti si misurano solo ed esclusivamente sulla base del rendimento offerto. Il parametro che misura la tendenza dei rendimenti è una serie storica degli stessi rendimenti visualizzata in un grafico: una crescita della curva indica maggiori rendimenti e maggiori rischi, altrimenti tutto bene. Lasciamo stare il confronto col bund che la vita è già complicata. Il giornalismo vi ha mai mostrato un grafico comprensibile?

Quinto: i fatti
Questo è il grafico da aprile dei rendimenti del btp decennale:

e questo è quello del bund decennale:


sono perfettemante confrontabili (fonte Bloomberg). Notare che:
BTP: da aprile a fine giugno rendimento sostanzialmente stabile sotto il 5%, nelle 5 settimane successive débacle dei prezzi e rendimento in impennata, poi ritorno ad un’apparente normalità grazie agli interventi della BCE e ora ritorno di tensione (ma non esasperata) per via dell’indegno spettacolo sulla manovra finanziaria, oggi rendimento del 5,19%
BUND: rendimenti in continua discesa a causa delle tensioni finanziarie internazionali che hanno indotto i grossi flussi finanziari ad acquistare bund in attesa del ritorno di maggior fiducia sulla tenuta del sistema euro

Conclusione
Ora sapete che se un giornalista vi grida che lo spread è in aumento non dovete allarmarvi: la prima cosa è considerarlo un povero velinaro, la seconda è controllare il rendimento del btp, magari qui la terza è restare DEL TUTTO TRANQUILLI se il rendimento si mantiene costantemente sotto il 6%.
In caso di ritorno sopra il 6% ci riaggiorniamo.

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