TASSI NEGATIVI: 9 trillioni USD di bond a tasso sotto ZERO
Il ruolo delle banche centrali è noto. Accompagnare e gestire la crescita economica, ottimizzando l’inflazione ed i tassi con gli strumenti di politica monetaria. Definizione sicuramente incompleta ma che rende sufficientemente bene l’idea.
Se poi il momento storico è particolarmente delicato, il ruolo delle banche centrali diventa determinante in quanto ha ruoli fondamentali anche su un elemento sempre più cruciale, ovvero la fiducia (vedi forward guidance e il ruolo che ha assunto).
Oggi, poi, sapete benissimo che le nostre economie sono piene soprattutto di un elemento, che non è la fiducia, ma è il debito. Il problema del debito spesso non è nemmeno l’importo volumetrico (Giappone insegna, anche se poi gli effetti sull’economia sono decisamente negativi in quanto appiattiscono la crescita economica per lungo tempo) ma la gestione dello stesso. E il primo elemento che bisogna tenere in considerazione quando la mole di debiti è così elevata è il tasso.
Immaginatevi cosa potrebbe accadere se in questo momento storico, con economie in rallentamento, un’economia a fine ciclo, una situazione di tensioni geo politiche internazionali di grande importanza, i tassi dovessero cominciare a lievitare. Significherebbe che molti emittenti si ritroverebbero in grande difficoltà. (Sintetizzo per motivi di spazio).
Quindi, mai come oggi è FONDAMENTALE una compressione dei tassi verso il basso con rendimenti che siano il più possibile tendenti al negativo.
MORALE: il mercato non può che brindare (e nel mese di gennaio lo ha fatto) alla notizia che il debito a rendimento NEGATIVO è tornato a salire. Una cifra che oggi sfiora i 9.000 miliardi di USD. Ma non è importante probabilmente l’importo ma la tendenza. E la tendenza regala ai mercati, alle economie, alle banche centrali e alla gente un sospiro di sollievo. E a beneficiarne più di tutti, alla fine, è sempre lei. La fiducia.
STAY TUNED!
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