TASSO INFLAZIONE: veramente sta ripartendo oppure meglio distinguere?

Ormai credo sia chiaro a tutti che il tonfo dei bond nei giorni scorsi è legato alle previsioni sul tasso inflazione in Eurozona, previsto in aumento in modo più significativo di quanto previsto.
Anche in Italia le cose dovrebbero andare meglio sotto questo aspetto, anche se non di molto…
L’inflazione segnera’ un moderato recupero dal 2015. Lo prevede l’Istat spiegando che in prospettiva, l’attenuazione delle spinte deflative esogene, imputabile in via principale al deprezzamento della valuta europea, riportera’ l’inflazione su un sentiero positivo. (…) Nella media dell’anno, il deflatore della spesa per consumi finali delle famiglie si attestera’ su un valore positivo ma prossimo allo zero (+0,2%). Nel biennio successivo, nel quadro di una netta inversione di segno del contributo della componente esogena e del miglioramento dello scenario macroeconomico interno, riprendera’ il processo inflazionistico. (Source)
La cosa che sfugge sempre agli occhi della gente però è questa: di che tipo di tasso inflazione stiamo parlando? Inflazione “all items” e quindi onnicomprensiva oppure inflazione core? La differenza tra i due indici non è di poco conto. Questo è il grafico che li mette a confornto e di certo schiarisce le idee.
INFLAZIONE: Core vs All Items

Il tasso inflazione di cui tutti parlano in questi giorni è il tasso “All Items” fortemente influenzato da componenti esogeni quali ad esempio il costo dell’energia. Ma guardate quella che conta, ovvero l’inflazione CORE: dove si trova? Sempre allo stesso punto. Quindi in questi giorni, tanto rumore per nulla. L’inflazione “che conta” e che non è sporcata dal petrolio, tanto per intenderci è sempre al palo.
Definizione di inflazione CORE
L’inflazione core è la misura dell’aumento medio dei prezzi (e della diminuzione del potere d’acquisto della moneta) che non tiene conto dei beni che presentano una forte volatilità di prezzo: in particolare quelli dell’energia e quelli alimentari. La definizione è utile per cogliere in modo più approfondito le dinamiche dei prezzi e mettere in atto le contromisure necessarie a limitarne la crescita entro gli obiettivi prefissati dalle autorità monetarie e dai Governi. Il concetto di core inflation che esclude energia e alimentari è stato introdotto nel 1975 in un lavoro dell’economista americano Robert J. Gordon. Con successivi contributi soprattutto da parte dello studioso di origini tedesche Otto Eckstein
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